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SPIRITO ASPRO 2 Agosto Ago 2014 0900 02 agosto 2014

Orgasmo, anche gli uomini fingono

Il piacere maschile non è una ovvietà. E come diceva Brando a Schneider in Ultimo Tango a Parigi: «Non è una maniglia di una porta».

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Una scena di Ultimo Tango a Parigi.

Tiriamo un sospiro, anzi, un'ansimata di sollievo: anche per quest'anno ci siamo tolti da balle e ovaie la Giornata mondiale dell'orgasmo, che come sempre ha coinciso con la Giornata mondiale dei tweet con doppisensi sul verbo «venire».
L'ORGASMO PIROTECNICO. Si parla dell'orgasmo vero, naturalmente. Quello spettacolare, pirotecnico, chiassoso, taumaturgico, che toglie il medico di torno più della classica mela al giorno, a meno che il medico non sia un figo tipo doctor House, nel qual caso si preferisce tenerlo in area-lenzuolo. Non certo dell'orgasmo finto che, secondo un sondaggio del sito di incontri AshleyMadison.com, due mariti su tre non riescono a sgamare quando a interpretarlo è la moglie.
A parte che una ricerca sull'incomprensione coniugale a letto promossa da un sito di incontri è credibile come un'inchiesta sugli inconvenienti delle vacanze in montagna finanziata dall'Ente turismo di Formentera, le facoltà intuitive dei mariti non sono mai state leggendarie, tanto in camera da letto quanto in cucina e in bagno.
L'INCOMPRENSIONE CONIUGALE. La percentuale di coniugi che non si accorgono che la moglie fa «aah sììì aah dààào» ma pensa alla fattura del dentista per l'apparecchio del figlio maggiore corrisponde esattamente a quella di quanti dopo anni di matrimonio non hanno ancora capito che la pasta si butta nell'acqua quando bolle e che bisogna alzare la ciambella del wc prima di espletare il bisogno.
Il vero mistero è quel terzo di Sherlock Holmes da materasso che sanno capire se la moglie finge o no, valutando in pochi secondi una serie di indicatori termico-cinetico-idraulico-acustici, e presumibilmente senza smettere di compiere quel che dovrebbe assicurare alla compagna di vita un orgasmo genuino.
LA PERFORMANCE ATTORIALE. E quando se ne accorgono, cosa fanno? Applaudono la performance attoriale? Oppure agitano sorridendo il ditino (in senso di rimprovero, cosa andate a pensare, sporcaccioni) dicendo «attenta bricconcella che ti si allunga il naso»?
Se sono cinefili e romantici colgono l'esatto riferimento filmografico, magari di un film visto insieme: History of Violence? Original Sin? Nymphomaniac? Ci danno dentro con più entusiasmo pensando che ritentando saranno più fortunati, o gli si ammoscia l'ispirazione?
Difficile credere che balzino via indignati dal letto, assetati più di verità che di piacere. L'ipotesi più realistica è che concludano il lavoro in modo soddisfacente, almeno per loro, e si girino a dormire pensando che se non avessero da un mese un'amante focosa non avrebbero mai notato la differenza tra un orgasmo femminile vero e uno tarocco.
IL MISTERO DEL PUNTO G. Avrete notato che finora si parla solo di orgasmo femminile, questa Araba fenice di cui si discute tanto ma che tuttora nessuno sa ancora localizzare esattamente: dentro, fuori, vagina, clitoride, regioni del cervello assortite, libri di Erika Jong, film porno. E ciò che è invisibile ha più fascino.
Le donne, come i preti con la divinità, anche nei momenti di dubbio si comportano da credenti e celebrano la liturgia dell'orgasmo nelle forme prescritte da libri, film e attese maschili. Anche il migliore dei sacerdoti certe volte sull'altare non può fare a meno di pensare ai casi suoi, la mamma che sta male o il rubinetto che perde in canonica, ma non per questo la messa per i fedeli non è valida.
Storicamente è davvero breve in Occidente il lasso di tempo fra l'epoca in cui per una donna per bene mostrarsi interessata al sesso e goderne era peccato, quando non segno di follia, e quella in cui è peccato e follia non interessarsene continuamente e goderne sempre e comunque.
L'OVVIETÀ DEL MASCHIO. Al contrario, l'orgasmo maschile è considerato come una specie di ovvietà meccanica, il che alla fin fine fa comodo anche alle donne di oggi perché semplifica le cose e permette di risparmiare sull'afrodisiaco più caro e raro del mondo, e l'unico che funziona per lui e per lei: il tempo.
E chi si preoccupa per quel 25% di uomini che, stando ad autorevoli indagini, fingono l'orgasmo? Non l'eiaculazione, bensì il piacere, che può essere stratosferico ma anche no, disorientando (se non offendendo) buona parte delle donne, convinte che per i maschi finisca sempre in gloria purché trovino un buco dove infilarlo.
Trovo che la scena più «rivoluzionaria» di Ultimo tango a Parigi non sia quella del burro, ma quella in cui Brando, alla Schneider che gli mette senza complimenti le mani nei pantaloni, dice seriamente: «Guarda che non è la maniglia di una porta».
Per citare Jacopo Fo, che sia il caso di intitolare una giornata mondiale alla «corretta manutenzione del maschio»? Almeno una mezza giornata, via, ma usata bene. Si sa che in certe cose quel che conta non sono le dimensioni.

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