Gaza Scuola 140803214055
ACCUSE 3 Agosto Ago 2014 2103 03 agosto 2014

Gaza, attacco alla scuola Unwra: Usa e Onu contro Israele

«Atto criminale, va indagato».

  • ...

Una donna palestinese rifugiata in una scuola dell'Unwra a Gaza City.

Nel giorno in cui Israele inizia a ritirare il grosso delle proprie forze di terra, ridispiegandole dentro e fuori la Striscia, le sue bombe hanno colpito un'altra scuola dell'Onu. In una nuova fiammata di scontri, un razzo è finito davanti il cancello principale di una scuola dell'agenzia dei rifugiati Onu (Unrwa) a Rafah, facendo almeno dieci morti. Dieci morti che però pesano molto: civili uccisi nonostante secondo le Nazioni Unite l'esercito di Tel Aviv fosse informato della posizioni delle strutture occupate dall'agenzia internazionale.
Il segretario generale dell'Onu Ban Ki moon ha definito l'attacco «un atto criminale» che deve essere «rapidamente indagato». Anche gli Usa - in una nota del dipartimento di Stato - si sono detti «choccati» per il bombardamento della scuola e hanno chiesto ad Israele di «fare di più per evitare vittime civili».
1760 MORTI E 8MILA FERITI. Israele ha ammesso in serata di aver colpito «tre terroristi della jihad islamica su un motociclo» nei pressi della scuola. In precedenza il portavoce militare aveva ricordato che 15 colpi di mortaio sono stati sparati il 2 agosto in prossimità di una scuola dell'Unrwa dal perimetro esterno della scuola elementare maschile Shahada al-Manar a Gaza City. Intanto, mentre i razzi continuano a cadere in Israele, il bilancio dei morti nella Striscia è salito a 1760, con oltre 8 mila feriti. E la situazione umanitaria resta drammatica, con quasi 270mila rifugiati nelle sole scuole dell'Unrwa, mentre alcuni dati dell'Onu indicano in quasi mezzo milione il numero complessivo.

Israele inizia ritiro unilaterale: ipotesi fasce di sicurezza

Un tank israeliano nella Striscia di Gaza.

Nella nuova strategia adottata dal governo di Benyamin Netanyahu in quello che appare un ritiro unilaterale dopo aver distrutto i tunnel 'del terrore' conosciuti, sembra restare un'incertezza sulle prossime mosse militari. Alcuni analisti hanno parlato della possibilità di «fasce di sicurezza» dell'esercito all'interno del territorio di Gaza. Fatto che dipenderebbe soprattutto dalle prossime scelte di Hamas, una volta che il grosso delle truppe israeliane sia al di là del confine. Ma un portavoce militare non ha confermato né smentito, limitandosi a dire che «allo stato attuale l'esercito si sta ridispiegando in base alle necessità di sicurezza» e «allo sviluppo della situazione».
64 SOLDATI UCCISI. Da oggi tra i 64 soldati di Israele morti in battaglia c'è anche ufficialmente Hadar Goldin, l'ufficiale che l'esercito ha dato in un primo tempo per rapito da Hamas e di cui invece si è accertata la morte nei pressi di Rafah in uno scontro con i militanti della fazione islamica. Hamas ha accusato Israele di aver «ingannato il mondo» con la notizia del rapimento «in modo da infrangere la tregua di 72 ore dell'Onu e degli Usa e per commettere il massacro di Rafah».

Netanyahu assente ai negoziati, proposta unitaria palestinese

Il funerale del soldato israeliano Hadar Goldin.

Nel fragore delle armi, la diplomazia è sembrata parlare soltanto al Cairo, dove le fazioni palestinesi - nell'assenza voluta di Israele e grazie alla mediazione egiziana - hanno posto le basi per un difficile negoziato indiretto 'in tre fasi' con lo Stato ebraico per un cessate il fuoco a Gaza e una soluzione della crisi all'origine del conflitto.
La scelta di non essere al Cairo - adottata da Benyamin Netanyahu dopo l'ultima tregua andata in pezzi in poche ore venerdì 1 agosto - però non è stata apprezzata da tutti: sia il partito di sinistra Meretz sia i laburisti hanno criticato la decisione.
LIVNI: GAZA VADA AD ABU MAZEN. Il ministro della Giustizia Livni ha invece calcato la mano sul fatto che ci sia «bisogno di un cambio a Gaza», invocandone la possibilità attraverso «accordi internazionali che discutano la smilitarizzazione e il ritorno del presidente palestinese Abu Mazen». Un fatto difficilmente realizzabile - è stato fatto notare - se non si è presenti al Cairo. Ma Netanyahu - che tuttavia secondo un sondaggio della tivù di stasera continua ad avere l'appoggio della maggioranza degli israeliani - è stato attaccato anche da destra: il ministro del turismo Uzi Landau (del partito ultranazionalista 'Israel Beitenu') ha evidenziato che «gli attacchi delle forze armate a Gaza ancora non hanno avuto successo nel danneggiare Hamas».

Correlati

Potresti esserti perso