Benyamin Netanyahu 140409111211
TENSIONE 3 Agosto Ago 2014 0950 03 agosto 2014

Gaza, Israele inizia il ritiro delle forze di terra

Ma i raid non cessano: almeno 22 vittime.

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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

L'esercito d'Israele ha iniziato il ritiro delle forze di terra dalla Striscia di Gaza.
Lo ha annunciato il 3 agosto il portavoce delle forze armate.
«L'operazione in corso», ha spiegato Peter Lerner «prevede il ritiro parziale di una parte di truppe e il cambio di posizione all'interno del territorio».
Sabato 2 agosto, 25esimo giorno di guerra, il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva lasciato presagiare che Israele avrebbe scelto di non trattare più un cessate il fuoco con Hamas, ma un ritiro unilaterale dalla Striscia.
POPOLAZIONE AVVISATA. L'arretramento delle forze israeliane era stato confermato anche in serata da fonti locali e dal fatto che l'esercito aveva avvisato la popolazione di alcune zone del Nord della Striscia che poteva rientrare nelle proprie case.

Nulla da fare per Goldin, il soldato israeliano è morto

Hadar Goldin.

L'esercito israeliano ha fatto sapere intanto che Hadar Goldin è morto in combattimento.
Il 23enne ufficiale della brigata di fanteria Ghivati era stato dato per disperso venerdì primo agosto nella zona di Rafah, a Sud di Gaza.
I militari non hanno voluto comunicare se il corpo del soldato sia stato o meno ritrovato.
I funerali sono previsti nel pomeriggio del 3 agosto a Kfar Saba (Tel Aviv).
La decisione di stabilirne la morte è stata comunicata alla famiglia sulla base di reperti (di natura imprecisata) giunti dal campo di battaglia. Secondo la stampa, alcuni di essi sono stati recuperati in un tunnel di Hamas a Rafah.
«ISRAELE HA INSCENATO IL RAPIMENTO». Il portavoce di Hamas a Gaza Sami Abu Zuhri ha accusato Israele di aver «ingannato» il mondo sostenendo che il soldato israeliano Hadar Goldin era stato rapito mentre dopo ha annunciato che era caduto in battaglia. «Lo ha fatto» ha detto, citato dai media«in modo da infrangere la tregua di 72 ore dell'Onu e degli Usa e per commettere il massacro di Rafah».

Continuano scontri, incursioni aeree e lancio di missili su Gaza

ANCORA RAID E RAZZI. Nonostante l'annuncio del ritiro non si sono fermati i raid israeliani sulla Striscia di Gaza. Razzi sono caduti in aree vicine agli abitati di Ashqelon e di Sderot (a Sud di Tel Aviv) e nella regione del Neghev.
Le sirene di allarme sono risuonate poco dopo le 16 a Tel Aviv e nella zona della città. Si sono udite due forti esplosioni dovute probabilmente all'intercettazione di razzi da parte del sistema Iron Dome. Sono stati oltre 55 i razzi lanciati da Gaza verso Israele il 3 agosto. Sempre verso le 16 i dispositivi acustici sono risuonati a Beersheva nel sud di Israele dove alcuni razzi sono caduti in aree aperte, senza vittime né danni.
PIÙ DI 20 MORTI. Secondo fonti di sicurezza palestinesi i morti sarebbero almeno 22. A Rafah almeno 10 persone sono rimaste uccise nelle vicinanze di una scuola dell'Unrwa, l'agenzia Onu che opera nei Territori.
Secondo testimoni un drone israeliano avrebbe attaccato due presunti miliziani in sella a una motocicletta in transito, ma diverse altre persone sono state investite dalla esplosione.
IL BILANCIO SI AGGRAVA. È salito così a oltre 1.740 morti il bilancio delle vittime palestinesi del conflitto, per la maggior parte civili.
Sessantasette quelle israeliane, tra cui tre civili. Oltre 3.112 i razzi lanciati contro Israele dall'8 luglio scorso, 84 nella giornata del 2 agosto.

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