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DOPO LA TRAGEDIA 4 Agosto Ago 2014 1100 04 agosto 2014

Bomba d'acqua nel Trevigiano, Zaia: «Serve piano Marshall»

Il governatore: «Per mettere al sicuro il Veneto ci vogliono 2 mld».

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Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Il governatore del Veneto Luca Zaia non ci sta a finire sul banco degli imputati per la bomba d'acqua nel Trevigiano che ha provocato la morte di quattro persone. «Per mettere in sicurezza il Veneto servono 2 miliardi. Ci vuole un piano Marshall. È dal 2010 che lo chiediamo al governo, ma non è successo nulla. La tragedia di ieri (3 agosto, ndr), però, non c'entra con il dissesto idrogeologico», ha commentato Zaia in una intervista a Repubblica. «Siamo tutti bravi a fare tanti discorsi quando capitano queste cose», ha proseguito, «ma quando si tratta di investire i soldi non arrivano mai».
ZAIA: «I VITIGNI NON C'ENTRANO». «Si è trattato di una bomba d'acqua spaventosa, che ha scaricato una massa impressionante sul torrente Lierza, che scorre accanto all'antico Molinetto della Croda. L'area dove le quattro vittime stavano cenando è disabitata. Non c'è stata alcuna cementificazione. È una zona incontaminata che abbiamo chiesto all'Unesco di proclamare patrimonio dell'umanità», ha spiegato ancora il governatore del Veneto negando eventuali responsabilità dei vitigni: «Quell'alveo non è stato mai toccato dall'uomo, non ha nemmeno gli argini. Anche quei vigneti sono storici, ma ci sono più boschi che vigneti. Tanto che in quella zona non c'è mai stata una frana. Chi dice queste cose non conosce il Veneto».
«Le acque dei fiumi scorrono sul piano di campagna. I nostri colli sono fragili perché di formazione morenica. La cementificazione la troviamo a valle, non sui colli del prosecco», ha proseguito Zaia. «Abbiamo centinaia di chilometri di argini vecchi su cui fare manutenzione, ma per farla abbiamo bisogno di risorse. Nel 2010 l'acqua ne ha sfondati 32. Il governo deve metterci i soldi. Finora abbiamo ricevuto solo 300 milioni del governo Berlusconi per l'alluvione del 2010».

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