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EPIDEMIA 4 Agosto Ago 2014 1856 04 agosto 2014

Ebola, Oms: 887 morti e oltre 1.060 casi

La Guinea lo Stato più colpito con 358 vittime.

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Kikwit (Congo): persone affette dal virus ebola (14 maggio 1995).

È salito a 887 morti e oltre 1.063 casi di contagio il bilancio della diffusione dal virus Ebola in Africa: lo ha annunciato l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) citata dai media internazionali.
Si tratta di oltre 150 morti in più rispetto all'ultimo bilancio di 726 reso noto dall'Oms il 31 luglio 2014. Le vittime sono 358 in Guinea, 255 in Liberia, 273 in Sierra Leone e una in Nigeria.
E un caso sospetto si è registrato anche a New York, dove un uomo di ritorno dall'Africa occidentale è stato ricoverato in isolamento al Mount Sinai Hospital: ha una febbre molto alta e i medici vogliono vederci chiaro, anche se sembra per ora escluso si possa trattare del virus letale.
UN SIERO SPERIMENTALE. Gli Stati Uniti intanto hanno inviato una task force di 50 esperti e specialisti nei Paesi dove covano i focolai del virus, mentre la Banca mondiale ha stanziato 200 milioni di dollari per i Paesi colpiti. Le buone notizie e le speranze arrivano invece da un siero sperimentale 'segreto' prodotto negli Usa e usato sui due missionari americani ammalatisi in Liberia e ora entrambi in miglioramento: Kent Brantly, il primo medico già rimpatriato il 3 agosto all'Emory university hospital di Atlanta, e Nancy Writebol, un'infermiera attesa in America.
La preoccupazione principale è il diffondersi della malattia in Nigeria, dove un nuovo caso ha colpito proprio il medico che curò Patrick Sawyer, il funzionario americano dell'ambasciata in Liberia trovato morto poco dopo il suo arrivo a Lagos.
Le autorità locali stanno inoltre attendendo i risultati dei test su altre tre persone sospettate di aver contratto la febbre emorragica.
IN SIERRA LEONE VIETATE LE PARTITE DI CALCIO. In Guinea, Sierra Leone, Nigeria e Liberia la paura monta. In Sierra Leone sono state persino proibite le partite di calcio per timore di assembramenti di folla, e in Liberia i cadaveri delle vittime dell'ebola vengono bruciati per evitare il diffondersi dell'infezione.
Anche dall'altro lato del globo, nella capitale Usa, le misure a 'protezione' di possibili contagi sono state elevate: proprio a Washington si è infatti aperto il primo Summit africano con gli Stati Uniti e - come annunciato dallo stesso presidente Obama - sono in atto screening 'ad hoc' anche sugli oltre 50 capi di Stato e di governo e sui membri delle loro delegazioni.
Persino gli agenti del Secret service, quelli che vigilano sulla sicurezza del presidente e della Casa Bianca, sono stati istruiti sul rischio Ebola, pronti ad affrontare qualunque emergenza sanitaria.
50 ESPERTI USA MANDATI IN AFRICA. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) - massimo organo della sanità americana - hanno per parte loro impresso una nuova accelerata agli sforzi per contenere la malattia: 50 esperti sono in arrivo nei Paesi africani e l'obiettivo - ha spiegato il direttore Tom Frieden - è «bloccare l'epidemia alla fonte» entro una trentina di giorni.
Al momento non esistono cure contro l'Ebola, ma a suscitare interesse e speranze è proprio il siero 'top-secret' iniettato sui due pazienti americani. Siero prodotto dalla Mapp Biopharmaceutical, sperimentato per la prima su Brantly e Writebol: derivato da anticorpi 'raccolti' da topolini di laboratorio infettati con l'Ebola, il composto era stato usato con successo solo sulle scimmie, ma avrebbe avuto un effetto miracoloso su Brantly che giovedì 31 luglio aveva subito un improvviso peggioramento. «In un'ora», hanno detto fonti coperte dall'anonimato alla Cnn, il medico si sarebbe ripreso.

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