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Il PERSONAGGIO 5 Agosto Ago 2014 1809 05 agosto 2014

Ballarò, Giannini verso la conduzione

Il vicedirettore di Repubblica potrebbe sostituire Floris.

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Sarà Massimo Giannini il prossimo conduttore di Ballarò? Sebbene dall'azienda non ci sia stata ancora nessuna conferma ufficiale, la notizia circola con insistenza da diversi giorni e nei corridoi di viale Mazzini. L'arrivo del vicedirettore di Repubblica alla guida del talk show più seguito di RaiTre, viene considerato ormai cosa fatta.
Un innesto che però non piace all'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, che chiede di sapere i termini dell'accordo e attacca l'azienda per quello che viene considerato uno smacco alla tanto decantata spending review.
«SCHIAFFO A 1.700 GIORNALISTI». «Nulla di personale contro Giannini, che è un ottimo professionista», premettono dal sindacato. Ma «l'ennesima chiamata di un giornalista esterno è uno schiaffo dato a 1.700 giornalisti Rai».
Il contratto con il giornalista romano per la conduzione di Ballarò sarebbe della durata di un anno, ma nulla è trapelato finora sul compenso previsto per la stagione. Per il vicedirettore di Repubblica si tratterebbe comunque della prima vera esperienza televisiva, dopo una carriera costruita tutta nel mondo carta stampata.

Giannini, l'enfant prodige di La Repubblica

Massimo Giannini in uno scatto del 2002.

Cinquantadue anni, ex collaboratore del Sole24 Ore, Giannini è entrato a largo Fochetti nel 1988 per diventare capo della redazione Economia pochi anni dopo, nel 1994.
Nel 2001, dopo un passaggio alla Stampa, è tornato a Repubblica per assumere la direzione della redazione politica e nel 2004 è stato nominato vicedirettore.
Dal 2007 poi ha assunto anche la guida dell'inserto economico del quotidiano, Affari e finanza.
L'ESPERIENZA IN REPUBBLICATV. Negli ultimi anni, oltre a essere diventato il braccio destro del direttore Ezio Mauro - molto vicini entrambi all'editore Carlo De Benedetti - Giannini ha preso confidenza con lo schermo conducendo alcune trasmissioni di Repubblica Tv, ma soprattutto come ospite fisso di due salotti televisivi: Omnibus su La7 e Ballarò su RaiTre.
LANCIATO DA FLORIS. È stato proprio Giovanni Floris, ora migrato nella tivù di Cairo con alcuni dei suoi collaboratori più stretti, a lanciare il vicedirettore di Repubblica come volto televisivo.
C'è chi dice che il suo nome sia congeniale al nuovo corso renziano della Rai, per la virata pro-presidente del Consiglio che Repubblica ha preso dalle primarie del 2013 in poi (fatta eccezione per il fondatore, Eugenio Scalfari, che continua a criticare aspramente il premier).

Filo-renziano con riserva: le critiche al premier

Giannini nello studio di Ballarò.

In realtà Giannini, che pure molti descrivono come niente affatto ostile a Renzi, anzi «affascinato» dalla velocità del leader del Pd, non è stato tenero con il rottamatore negli ultimi mesi.
IL CASO FASSINA. A cominciare dal caso Fassina. «Il leader forte non si misura dall'arroganza ma dall'intelligenza e sul caso Fassina il leader Renzi non ne ha dato una buona prova», tuonò il vicedirettore a gennaio, dopo che l'allora ancora segretario sindaco aveva ironicamente derubricato a «signor nessuno» l'ex viceministro dell'Economia. («Fassina chi?»).
«Non si comanda un grande partito con gli sberleffi», né con il «gusto titpicamente renziano per l'irrisione e della rottamazione non solo della vecchia nomenklatura ma anche del dissenso interno al partito», commentò Giannini a RepubblicaTv. «La battuta su Fassina tradisce un deficit di sensibilità politica e, se vogliamo, in parte anche di cultura democratica».
In sette mesi il mondo è cambiato, Renzi è arrivato al governo e anche Repubblica ha ammorbidito i toni.
I NODI GIUSTIZIA E F35. Ma Giannini non ha comunque risparmiato le critiche: dalla «rivoluzione virtuale» della giustizia, promessa ma non ancora presentata in maniera formale e organica, scriveva in un editoriale del primo luglio, al cambio di passo e alla «confusione» sugli F35 prima e dopo l'incontro del premier con Barack Obama.
Il numero due di largo Fochetti potrebbe insomma non essere quel fedele portavoce del nuovo verbo che qualche renziano a Montecitorio si aspetta e vorrebbe.
ESPRESSO IN RAI. Certo è che con lui al posto di Floris, il Gruppo Espresso vedrebbe crescere il numero dei suoi uomini in Rai. «Con Massimo Giannini sarebbero cinque i giornalisti del gruppo editoriale L’Espresso cui vengono affidati programmi sulla Rai, in particolare su RaiTre», ha fatto notare il consigliere di viale Mazzini, Antonio Verro, ex senatore del Pdl. «Mi riferisco a Concita De Gregorio, Lucia Annunziata, Corrado Augias. Senza contare la presenza fissa di Marco Damilano».

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