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BIMBO ABBANDONATO 5 Agosto Ago 2014 0815 05 agosto 2014

Bebè down, il padre biologico fu condannato per pedofilia

Rivelazione di una tivù australiana. Madre surrogata prepara causa.

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Gammy, il bebè nato con la sindrome di down e abbandonato dal padre biologico australiano.

Ha alle spalle una condanna per pedofilia ed è stato in prigione, il padre biologico del piccolo Gammy, nato da una madre surrogata in Thailandia e abbandonato dai genitori australiani dopo essere venuto alla luce con sindrome di Down e un disturbo cardiaco.
Lo ha rivelato nella serata di lunedì 4 agosto la tivù australiana Nine Network, secondo cui la moglie dell'uomo ha riconosciuto che il marito fu condannato nel 1998 per atti osceni con bambine minori di 13 anni e che ha scontato la pena in carcere. La donna ha detto di essere a conoscenza della passata condanna, ma considera ugualmente il marito «una brava persona».
I GENITORI BIOLOGICI AVEVANO PAGATO 15 MILA EURO. I genitori biologici del piccolo Gammy che ora ha sette mesi, che avevano pagato 15 mila dollari per avere un figlio dalla 21enne madre surrogata, sono accusati di averlo abbandonato, tornando in Australia solo con la sorellina gemella, nata in buona salute. I due, che non sono stati identificati ma vivono in Australia Occidentale, sostengono di non essere stati a conoscenza del secondo nato. Stando a quanto raccontato dal padre ai media australiani, il medico della clinica in cui ha partorito la madre thailandese avrebbe detto loro che era nata solo una bambina.
LA MADRE SURROGATA PREPARA CAUSA. Informata di questo da un giornalista australiano, la giovane Pattharamon Chanbua ha reagito con disappunto, dichiarando che aveva perdonato la coppia decidendo di tenere con sé il piccolo, ma di aver cambiato idea e di voler intentare causa per danni. Ha accusato l'uomo di mentire e lo ha sfidato ad andare in Thailandia e a comparire con lei in televisione. «La verità verrà fuori in pubblico», ha detto.
Intanto il governo australiano ha indicato che al piccolo Gammy può essere accordata la cittadinanza australiana. Il ministro dell'Immigrazione Scott Morrison ha definito Pattharamon «un'eroina» e «una santa», ma ha ammesso «la difficoltà di intervenire in qualcosa che è accaduto nella giurisdizione di un altro paese». Ha tuttavia aggiunto che «il bambino potrebbe avere diritto alla cittadinanza australiana».

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