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GIUSTIZIA 5 Agosto Ago 2014 1345 05 agosto 2014

Cuneo, sesso con alievi: il prof già denunciato due volte

Intellettuale, appassionato d'arte, amico di politici locali.

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Il paese di Costigliole di Saluzzo, in provincia di Cuneo.

L'immagine scelta per il suo profilo Facebook è quella di un gatto, gli occhiali sulla punta del naso e un quotidiano tra le zampe. Si vedeva probabilmente così il professore di scuola media di Caraglio, in provincia di Cuneo, accusato di abusi sessuali su alcuni allievi minorenni.
PRESIDENTE DI UN’ASSOCIAZIONE. Un intellettuale colto e raffinato, noto per il suo impegno politico e per le attività culturali organizzate con l'associazione di cui era presidente, finito nella bufera in seguito alla denuncia di alcuni genitori a cui i figli hanno raccontato di quelle particolari attenzioni durante le ripetizioni a casa sua.
DUE PRECEDENTI DENUNCE. Le indagini dei carabinieriguono senza sosta nel massimo riserbo. Si scava nel passato dell' insegnante, al momento soltanto indagato, da cui sarebbero emerse due denunce analoghe, poi ritirate dietro a un cospicuo risarcim di Saluzzo, coordinati dalla procura di Torino perché i reati ipotizzati riguardano la sfera della pedofilia, della prostituzione e della pornografia minorile e sono quindi di competenza distrettuale, proseento.
AMICO DI POLITICI LOCALI. Si esamina il materiale sequestrato nei giorni scorsi durante la perquisizione della sua abitazione, una bella cascina ristrutturata in una frazione di Dronero. E si passano al setaccio tutte le attività dell'uomo, che nel 1990 ha fondato l'associazione culturale da cui il 4 agosto si è dimesso e l'ha fatta crescere fino a diventare una delle più importanti realtà culturali nel Sud del Piemonte: mostre, dibattiti, itinerari storici messi in bella mostra sul suo profilo Facebook, dove proprio per le sue attività associativa annovera l'amicizia di personalità di spicco della politica regionale.
«L’ASSOCIAZIONE NON HA NULLA A CHE FARE». Gli amici e i più stretti collaboratori si dicono «increduli» e l'associazione, che l'ha sostituito al vertice con la vicepresidente, definisce le sue dimissioni «un gesto tangibile con cui ha inteso separare la vicenda personale con quella dell'ente, che vuole continuare a svolgere la sua attività». E che, si legge in una nota in cui esprime «fiducia nell'operato della magistratura affinché la situazione possa venire chiarita al più presto», non ha «nulla a che fare» con il caso giudiziario.
Il professore ha affidato la sua difesa agli avvocati Michela Rosso Nolasco e Leonardo Roberi, del foro di Cuneo. Tocca loro smontare le accuse e dimostrare che il loro assistito non ha mai approfittato della sua posizione.

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