Polizia 130403073856
ALLARME 5 Agosto Ago 2014 1432 05 agosto 2014

Dia: «Cosa nostra non è più silente»

Investigatori temono nuove violenze.

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Un agente della Direzione investigativa antimafia.

La strategia silente che ha caratterizzato gli ultimi anni di Cosa nostra sembra finita. Bisogna dunque prepararsi a contrastare possibili derive di scontro.
A lanciare l'allarme, il 5 agosto, è stata la Direzione investigativa antimafia nella relazione al parlamento che ha rilevato «segnali che sembrano propendere verso derive di scontro ancora da decifrare».
INFILTRAZIONI NELL'ECONOMIA. Serve un esteso impiego di indagini patrimoniali per scardinare «il rapporto tra Cosa nostra e pezzi significativi dell'economia locale», ha sottolineato la Dia spiegando come «tale legame alimenta il potere mafioso, contamina la dimensione socio-culturale del territorio frenandone lo sviluppo e impedendo l'evoluzione verso un moderno sistema di governance».
Il contrasto a Cosa nostra deve continuare, inoltre, attraverso «l'offensiva investigativo-giudiziaria nei confronti delle famiglie al fine di impedirne un riconsolidamento delle strutture su più stabili basi».
CALABRIA LA REGIONE PIÙ COLPITA. L'allarme è particolarmente rilevante al Sud: «È grave e persistente in Calabria il rischio di infiltrazione mafiosa negli enti locali». È in questa regione infatti che si conta il maggior numero di comuni sciolti per mafia.
In particolare nella provincia di Reggio Calabria le indagini hanno dimostrato «ancora una volta, la pervasiva capacità della 'ndrangheta di infiltrarsi nel settore degli appalti pubblici condizionandone i meccanismi di regolazione».
MAFIA CALABRESE DINAMICA E ORGANIZZATA. La mafia calabrese è inoltre caratterizzata da un «persistente dinamismo, robuste potenzialità organizzative, ampie disponibilità di risorse». Pericoloso, secondo la Dia, è il tessuto di relazioni e collusioni con ambienti politici e imprenditoriali che la 'Ndrangheta è riuscita a creare con un «modus operandi che costituisce la più rilevante minaccia della matrice 'ndranghetista esportata anche in altre regioni».
Infine «le vulnerabilità che, ormai da tempo, affliggono il sistema amministrativo locale calabrese, sono sintomo di una emergenza che non accenna ad essere contenuta e che richiede costante vigilanza e sinergica coralità nelle risposte istituzionali».

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