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EMERGENZA 5 Agosto Ago 2014 2044 05 agosto 2014

Ebola, casi sospetti in Usa e Arabia Saudita

Dall'Italia 200 mila euro per la Guinea.

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La paura dell'Ebola è sempre più forte, e rischia di trasformarsi in psicosi. Voci di possibili casi al di fuori del continente africano continuano a rincorrersi per poi essere smentite, con ricoveri per sospetti in Usa e Arabia Saudita e sempre più compagnie aeree che si rifiutano di volare nelle zone interessate.
Dopo la decisione della Banca mondiale di stanziare 200 milioni di dollari per l'epidemia la 'parola' è tornata all'Oms, che in una riunione del Comitato di Emergenza potrebbe decidere ulteriori misure.
RISCHIO BASSO IN USA. Nonostante negli Stati Uniti, come del resto anche in Europa, il rischio del virus è considerato molto basso, sono già otto le persone che si sono presentate in ospedale con la paura del contagio. Per sette l'ipotesi è già stata esclusa, mentre per una, appena rientrata a New York dall'Africa Occidentale, si attende il risultato dei test, che dovrebbe arrivare al massimo il 6 agosto.
Anche a Gedda, in Arabia Saudita, un cittadino di ritorno dalla Sierra Leone è stato ricoverato con sintomi sospetti.
Sempre il 6 agosto inizia a Ginevra la riunione di due giorni del Comitato di emergenza che deve decidere se inserire la malattia nella lista delle 'emergenza di salute pubblica di livello internazionale'.
POSSIBILI MISURE AGGIUNTIVE. Lo status finora è stato adottato solo per la pandemia del 2009 dell'influenza A, la cosiddetta 'suina', e di recente per la polio. «Se il comitato riterrà necessario dichiararlo», ha spiegato il comunicato, «saranno raccomandate ai Paesi misure aggiuntive per ridurre i rischi».
Nonostante le rassicurazioni, provenienti anche dal Centro europeo per il controllo delle malattie, anche in Europa cresce la paura. La British airways ha deciso la sospensione fino al 31 agosto di tutti i voli per Liberia e Sierra Leone, mentre lo scalo tedesco di Francoforte ha rafforzato i controlli.
In Italia il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha ribadito che «non c'è alcun pericolo in relazione al virus Ebola e non ci devono essere forme di psicosi, bensì forme di allerta che tutti i paesi hanno attivato e l'Italia per prima, a partire da posti, aeroporti e luoghi di fruizione turistica».
DUE CONTAGIATI CURATI COL SIERO SPERIMENTALE. Chi invece ha portato 'volontariamente' il virus sul proprio territorio è la Emory university di Atlanta, che dopo aver accolto il medico volontario Kent Brantly, che si è infettato in Liberia, ha ricoverato il 5 agosto anche l'infermiera Nancy Writebol. Entrambi sono stati curati con un siero sperimentale, mai testato prima sull'uomo, che sembra dare buoni risultati.
In aiuto dei Paesi che stanno affrontando l'epidemia anche la Banca Mondiale, che ha annunciato lo stanziamento di 200 milioni di dollari. «I fondi», ha spiegato l'organizzazione, «serviranno in particolare per l'acquisto di materiale sanitario, per il pagamento del personale medico e per realizzare laboratori. Inoltre una parte dei finanziamenti andrà in aiuti alle comunità più colpite dal virus Ebola, anche dal punto di vista economico».
La gara di solidarietà ha 'contagiato anche l'Italia, con la Farnesina che ha stanziato 200 mila euro per la Guinea, e altri Paesi come la Germania, che invece ha deciso di donare 1 milione di euro.

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