LEGGI & SALUTE 5 Agosto Ago 2014 1305 05 agosto 2014

Gammy, maternità surrogata: come funziona nel mondo

Uteri in affitto: ogni Stato ha le sue regole.

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da Londra

Servono leggi più dettagliate e uniformi per regolare un tema delicato come l'affitto dell’utero di una donna per potere avere un bambino.
La comunità internazionale è in allarme sul tema delle gravidanze surrogate: quando una coppia che non riesce ad avere figli può decidere di pagare una donna perché si faccia inseminare e faccia nascere il bambino per poi consegnarlo nelle mani dei genitori biologici.
IL RIFIUTO DI GAMMY. La pratica è finita al centro delle cronache dopo il caso di Gammy, un bambino di sette mesi affetto dalla sindrome di Down (guarda le foto) e da una patologia cardiaca congenita: la madre naturale, Pattaramon Chanbua, thailandese di 21 anni con già altri due figli a carico, ha accusato la coppia che l’avrebbe prima pagata per far nascere Gammy per poi lasciarle il bambino perché malato.
SOLDI PER L'ABORTO. La coppia, due australiani la cui identità non è ancora stata rivelata, avrebbe fatto di più: scoperto che la 21enne stava portando in grembo non solo il piccolo Gammy ma anche una sorellina gemella sana, avrebbe chiesto, stando alla versione della thailandese, di abortire, offrendo alla giovane circa 5 mila dollari oltre ai 15 mila già pagati per la gravidanza. Chanbua, però, si è rifiutata e ha dato alla luce entrambi i bambini.
PRESA SOLO LA BIMBA SANA. Secondo le accuse della donna, i genitori australiani avrebbero completamente ignorato Gammy, tenendosi solo la sorellina gemella. La coppia nega, non solo di essere stata a conoscenza dell’esistenza del piccolo affetto dalla sindrome di Down, ma persino di conoscere Chanbua.
SERVONO CURE COSTOSE. Di certo c'è che Gammy è malato: ha anche un’infezione ai polmoni e ha bisogno di cure per il difetto congenito al cuore. Ma la 21enne che l'ha portato in grembo non è in grado di pagare. Da qui l’appello alla coppia australiana perché si prenda cura del bambino.
PADRE BIOLOGICO CONDANNATO. La vicenda si è poi complicata ulteriormente dopo che è emerso, secondo le rivelazioni della tivù australiana Nine Network, che il padre biologico di Gammy è stato condannato nel 1998 per atti osceni con bambine minori di 13 anni: a raccontare la storia è stata la moglie dell'uomo che ha precisato come la pena sia già stata scontata in carcere.

Il web commosso per la storia: già raccolti 150 mila euro

Gammy è nato affetto dalla sindrome di Down e da una patologia cardiaca congenita.

Le immagini di Gammy in ospedale in Thailandia hanno fatto il giro del web, dalla stampa ai social network, e hanno commosso a tal punto da riuscire a raccogliere fino a 150 mila euro destinati a pagare le cure al piccolo.
La triste storia che ha come protagonisti una coppia alla disperata ricerca di un figlio, una giovane ragazza che ha bisogno di soldi e due gemellini separati alla nascita, ha ripuntato l'attenzione sulla pratica delle gravidanze surrogate.
LEGGI NON OMOGENEE. Nonostante le leggi, diverse per ogni Stato, sul tema resta sempre una sorta di alone misterioso, oltre cui va soltanto chi decide affittare un corpo per avere un figlio.
Quando il confine tra legalità e illegalità è sottile, a causa delle diverse legislazioni è poi facile vedere spuntare organizzazioni più o meno sicure, ed è difficile vedere veramente cosa ne sta dietro.
PRATICA ILLEGALE IN ITALIA. In Paesi come Germania, Italia, Francia e Svezia, per esempio, la pratica è considerata completamente illegale, mentre in altri Stati, come il Regno Unito e l’Australia, viene accettata solo in alcuni casi.
In quest'ultimo Paese è illegale pagare una donna perché porti in grembo il figlio di altri ma è accettata se non c'è scambio di denaro. È inoltre permesso recarsi all’estero per trovare una madre surrogata, tranne che negli Stati dell’Australian Capital Territory, New South Wales e Queensland.
PERMESSA IN USA E UK. Nel Regno Unito è legale usare un utero surrogato, ma le coppie possono pagare solo le spese di base, come quelle mediche, e di conseguenza è difficile trovare donne che si offrano volontarie.
Più liberali in materia sono gli Usa dove in 19 Stati è presente una legislazione che regola le gravidanze a pagamento, e in altri 10 è permessa quella senza scambio di denaro.
SERVONO ACCORDI SICURI. L’affitto dell’utero è, però, una pratica complicata: non basta vivere in uno Stato che permetta di pagare qualcuno perché porti in grembo il figlio di altri, ma bisogna anche rivolgersi al giusto Paese per trovare gli accordi più sicuri.
L’India è una meta popolare perché è permesso pagare donne per la gravidanza, e i costi sono significativamente più bassi rispetto a quelli dei Paesi occidentali. Il processo è legale anche in Ucraina, Georgia e Russia. Ma si tratta di realtà in cui non è difficile ottenere scorciatorie poco trasparenti.
ORA IL CAMBIO DI ROTTA. Quanto alla Thailandia, dopo il caso di Gammy, il governo ha annunciato un cambio di rotta in tema di gravidanze surrogate, che ora possono avvenire solo tra parenti.
La storia del bimbo affetto da sindrome di Down ha quindi aperto uno squarcio su una pratica sempre più diffusa e ancora troppo nascosta. E Scott Morrison, ministro dell’Immigrazione in Australia, ha chiesto che le leggi sul tema siano oggetto di discussione a livello internazionale.

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