MEDIO ORIENTE 5 Agosto Ago 2014 0650 05 agosto 2014

Gaza, Israele annuncia ritiro totale delle truppe

Annunciata tregua di 72 ore. Previsto l'avvio dei negoziati.

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Dopo 28 giorni di fuoco e oltre 1.900 vittime palestinesi Israele ha ritirato le sue truppe dalla Striscia. «Tutti i nostri soldati sono usciti da Gaza», ha annunciato il portavoce dello Stato ebraico Moti Almoz. La conferma è arrivata dopo l'inizio della tregua di 72 ore, scattata alle 8 ora locale (le 7 in Italia). Per Tel Avis, infatti, la distruzione dei 32 tunnel utilizzati dagli estremisti palestinesi per attaccare il territorio israeliano «è stata ultimata» e le operazioni sono dunque concluse.
ALTRO TENTATIVO DI TREGUA. La tregua concordata con la mediazione egiziana rappresenta l'ennesimo tentativo di far tacere le armi e avviare il negoziato per una cessazione duratura delle ostilità, di dare un po' di respiro alla popolazione di Gaza. Ma un'ora prima dell'entrata in vigore del cessate il fuoco, le sirene d'allarme sono entrate in funzione ad Ashkelon e in altre città vicine al confine con Gaza. Secondo i media israeliani, poco prima colpi di mortai erano stati sparati verso le colonie vicine al confine.
VERSO L'AVVIO DEI NEGOZIATI. Il cessate il fuoco di tre giorni, annunciato nella stessa giornata in cui a Gerusalemme si sono verificati due «atti terroristici» con morti e feriti e a Gaza sono stati uccisi altri civili, dovrebbe ora portare al passo successivo, quello dei negoziati.
DELEGAZIONI ISRAELIANA E PALESTINESE ATTESE AL CAIRO. Fonti aeroportuali del Cairo hanno infatti annunciato che una «delegazione israeliana è attesa» nella capitale egiziana per partecipare a trattative con i palestinesi per un cessate il fuoco duraturo nella Striscia. Lo riferiscono fonti aeroportuali della capitale egiziana.
L'agenzia egiziana Mena, che ha citato Azzam al-Ahmed - componente del comitato centrale di Fatah, consigliere del presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen , ha riferito come siano in programma clloqui con entrambi le parti per porre fine alla guerra. Lo stesso Al-Ahmed presiede la delegazione palestinese composta anche da Hamas e lo Jihad islamico.
OLTRE 1.900 PALESTINESI UCCISI. Dall'inizio dell'offensiva israeliana, l'8 luglio scorso, sono stati uccisi 1.900 palestinesi, tra i quali circa 400 bambini. Altri 9.000 sono rimasti feriti e gli sfollati sono 285.000 soltanto nei rifugi gestiti dall'Onu. Tra gli israeliani ci sono state 67 vittime, 64 militari e tre civili.
USA: «ORA HAMAS RISPETTI LA TREGUA». La Casa Bianca ha accolto con favore la notizia della tregua, sottolineando che ora spetta al movimento islamista palestinese rispettare l'impegno. «È un'iniziativa importante., la sosteniamo pienamente», ha detto Tony Blinken, il vice consigliere per la sicurezza nazionale. «Ora spetta ad Hamas dimostrare che rispetterà il cessate il fuoco».
Il presidente Usa, Barack Obama, ha intanto firmato il disegno di legge che garantisce l'aumento di 225 milioni di dollari di fondi per finanziare Iron Dome, il sistema antimissile di Israele, rivelatosi molto efficace nell'intercettare i razzi lanciati da Hamas.
INTELLIGENCE DI TEL AVIV: «ASSASSINI FINANZIATI DA HAMAS». Intanto, agenti dello Shin Bet (i servizi segreti israeliani) hanno comunicato di aver arrestato tre settimane fa il mandante del rapimento e dell'uccisione dei tre ragazzi ebrei a giugno in Cisgiordania. Secondo il servizio di sicurezza interno Shin Bet l'uomo, Hussam Kawasmeh, era finanziato da membri di Hamas a Gaza. Il rapimento dei tre ragazzi - Ghilad Shaer, Eyal Yifrach e Naftali Frenkel - aveva tenuto Israele col fiato sospeso fino a quando, dopo tre settimane, i loro cadaveri erano stati trovati nella zona di Hebron, in Cisgiordania. Lo Shin Bet, secondo Canale 10, ha accusato Kawasmeh di essere stato coinvolto direttamente nella loro sepoltura in un appezzamento di terra agricola da lui acquistato. I due rapitori dei ragazzi sono invece ancora in fuga. Dagli interrogatori di Kawasmeh, lo Shin Bet è giunto alla conclusione che il rapimento dei tre adolescenti non è stato un'iniziativa privata di una cellula di Hamas attiva a Hebron, ma ha coinvolto anche quadri dell'organizzazione a Gaza.

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