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DIPLOMAZIA 5 Agosto Ago 2014 2110 05 agosto 2014

Gaza, negoziati al Cairo: Israele pronta a togliere il blocco

Tel Aviv contraria a riapertura aeroporto.

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Gaza City, quel che resta dopo i bombardamenti.

Per ora è già la tregua più lunga in 28 giorni di conflitto. Ma tanti sperano che il cessate il fuoco di 72 ore tra palestinesi e israeliani, che il 5 agosto ha vissuto il suo primo giorno senza bombe, possa durare ancora di più.
Al Cairo i negoziati sono cominciati: il primo obiettivo è una tregua di una settimana, poi, se possibile, un accordo di pace tra Hamas e Israele.
DISACCORDO SU QUATTRO PUNTI. Indiscrezioni sulle prime ore di negoziati «indiretti», perché si svolgono attraverso la mediazione egiziana, hanno indicato un accordo su quattro punti su sette: secondo fonti diplomatiche citate dall'emittente al Mayadeen e accreditate dal sito governativo egiziano al Ahram, Israele avrebbe respinto le richieste palestinesi di riaprire l'aeroporto di Gaza, creare un porto marittimo nella Striscia e assicurare un collegamento con la Cisgiordania.
La delegazione israeliana avrebbe però acconsentito a porre fine all'offensiva su Gaza, a levare il «blocco», a garantire diritti di pesca fino a 12 miglia nautiche e a rilasciare prigionieri palestinesi.
Mancano però conferme e fondamentali dettagli (e pareri palestinesi) di queste indiscrezioni.
L'EGITTO TORNA AL RUOLO DI MEDIATORE. La trattativa, che sancisce di nuovo lo storico ruolo egiziano di mediatore tra palestinesi e israeliani, era iniziata domenica 3 agosto con il varo di una «posizione unificata palestinese» su cui Il Cairo è riuscita a mettere d'accordo altri due «nemici»: l'Anp del presidente Abu Mazen e Hamas, al potere a Gaza.
Il negoziato è entrato nel vivo con l'arrivo al Cairo anche della componente di Gaza del movimento, i duri del fronte che fino a martedì 5 agosto erano stati bloccati dai combattimenti vicino al posto di frontiera di Rafah ed erano stati rappresentati da delegati provenienti dal Qatar.
Il suggello è stato l'atterraggio di un aereo privato che, decollato da Tel Aviv, ha trasportato tre «alti responsabili della sicurezza israeliana», come li hanno definiti fonti aeroportuali egiziane senza precisare meglio. La loro visita è stata definita «di poche ore» e bisogna quindi vedere come può evolvere la trattativa nei due giorni residui di cessate il fuoco appena iniziato.
MOGHERINI: «OCCASIONE PER PACE PIÙ LUNGA». Alla vigilia, un delegato palestinese aveva detto che si lavora a una tregua di sette giorni durante la quale concordare un cessate il fuoco «permanente». Nella sua versione attuale, l'iniziativa egiziana si articola in tre fasi e, dopo l'avvenuta intesa inter-palestinese e il raggiungimento di una tregua, prevede negoziati su tutte le questioni, compresa la ricostruzione.
Il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha sottolineato che l'attuale cessate il fuoco di 72 ore «deve essere l'occasione per negoziare un accordo duraturo tra le parti». Il ministro si è augurato «che non si perda questa opportunità a partire dagli sforzi fatti al Cairo in questi giorni, per un accordo che comprenda anche le condizioni socio-economiche, politiche e di sicurezza che renderebbero il cessate il fuoco duraturo. E che si apra un vero processo politico».
Il negoziato si svolge però in un clima offuscato da minacce del braccio armato di Hamas, le brigate al Qassam, che, sempre come sottolineato da al Ahram, promettono di continuare la lotta finché Israele non dovesse venire incontro alle «giuste domande palestinesi».

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