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MEDIO ORIENTE 5 Agosto Ago 2014 0850 05 agosto 2014

Libano, scontri con jihadisti al confine con la Siria

Morti 14 soldati e molti civili tra cui 3 bimbi.

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Secondo il governo libanese sarebbero 2.500 i miliziani jihadisti penetrati in Libano dalla Siria.

La minaccia jihadista sconfina in Libano. Nel Nord Est del Paese, intorno alla cittadina di Arsal, centinaia di miliziani fondamentalisti sunniti, hanno ingaggiato dal 2 agosto scontri a fuoco con l'esercito di Beirut. In n poche ore il numero dei soldati morti è salito a quota 14 soldati (e 86 feriti), imprecisata la quantità di civili uccisi. Tra questi, ha riferito un corrispondente sul posto dell'agenzia libanese Nna, vi sarebbero anche tre bambini della stessa famiglia. Secondo la radio Voce del Libano, i morti tra i jihadisti sarebbero una cinquantina. L'esercito conta anche 22 dispersi, che si pensa siano stati fatti prigionieri dai miliziani insieme a un numero imprecisato di poliziotti.
IL PREMIER: «AGGRESSIONE ALLA SOVRANITÀ DEL LIBANO». «Il Libano sta affrontando una flagrante aggressione contro la sua sovranità e sicurezza per mano di gruppi oscurantisti e terroristi», ha affermato il primo ministro libanese, Tammam Salam, dopo una riunione d'emergenza del governo. «L'esecutivo», ha aggiunto, «ha deciso di mobilitare tutte le istituzioni e le agenzie di sicurezza dello Stato per difendere il Paese».
DAL GOVERNO RICHIESTA DI AIUTI ALLA FRANCIA. Il premier ha anche detto di aver chiesto alla Francia di accelerare i tempi della consegna di armamenti per rafforzare l'esercito libanese, in base ad un contratto firmato alla fine dell'anno scorso per un valore di tre miliardi di dollari, che devono essere finanziati dall'Arabia Saudita.
AL QAEDA UNITA A ISIS NEL QALANUM. Gli scontri ad Arsal sono cominciati sabato 2 agosto, quando le forze jihadiste sono penetrate in Libano reagendo all'arresto da parte delle forze di Beirut di un cittadino siriano, Imad Ahmed Juma, accusato di appartenere al Fronte al Nusra. Si tratta della branca siriana di al Qaeda che, pur divisa da forti rivalità con lo Stato islamico (Isis) nelle regioni siriane sfuggite al controllo lealista, ha unito le sue forze con questa organizzazione nella regione del Qalamun, lungo il confine con il Libano, riconquistata nei mesi scorsi dalle truppe di Damasco.
CIRCA 2.500 MILIZIANI PENETRATI DALLA SIRIA. In un'intervista al quotidiano L'Orient le Jour il ministro della Difesa, Samir Mokbel, ha detto che sono circa 2.500 i miliziani penetrati in Libano. Con la chiara intenzione di non fomentare ulteriormente gli odi interconfessionali, Mokbel ha anche sottolineato che l'esercito non è affiancato nei combattimenti dai miliziani sciiti di Hezbollah, alleati di Damasco. Arsal è popolata in maggioranza da sunniti, correligionari delle forze jihadiste che combattono contro il regime siriano e che si servono di questa regione come di una retrovia. Dopo una tregua di alcune ore, che ha permesso ad alcune centinaia di civili di lasciare la cittadina, i combattimenti sono ripresi nella mattinata di lunedì 4 agosto, con colpi di mortaio e armi automatiche. In serata, secondo quanto ha detto una fonte militare alla televisione Lbci, un altro cessate il fuoco deve entrare in vigore per consentire una mediazione che porti al rilascio dei soldati e dei poliziotti fatti prigionieri.
MANIFESTAZIONE A TRIPOLI CONTRO L'ESERCITO. Intanto a Tripoli, la principale città del nord del Libano, dove milizie sunnite e sciite si affrontano in periodici scontri di strada, una manifestazione contro le operazioni dell'esercito si è svolta nel quartiere sunnita di Bab al Tabbaneh. I soldati sono intervenuti lanciando gas lacrimogeni.

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