SCENARIO 5 Agosto Ago 2014 0949 05 agosto 2014

Naturismo in crisi, ma in Italia è in crescita

Sono 60 mln. Ma stanno diminuendo. Solo in Italia sono in crescita.

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Tra di loro si soprannominano ironicamente les culs nus, i culi nudi. Sono i residenti e i turisti del campeggio naturista la Sabliere a Saint Privat de Champclos, nel Sud della Francia.
Inaugurato ormai 40 anni fa, è oggi una delle strutture storiche del naturismo francese ed europeo, fondato nel 1974 dalla carismatica Gaby, che ancora oggi gestisce la struttura (guarda le foto).
Quello che era all'inizio un piccolo terreno adiacente al fiume dove passare le vacanze con gli amici si è trasformato negli anni in un dominio di 70 ettari che accoglie durante l'alta stagione 3 mila persone al giorno.
La Francia è la prima destinazione mondiale del naturismo, eppure anche qui i campeggi vivono situazioni economiche precarie che li costringono a chiudere.
SEMPRE MENO GIOVANI LO PRATICANO. Se i praticanti storici non perdono un'occasione per ritornare sono pochi invece i giovani che si avvicinano a questa pratica, e con essi vengono meno anche le prospettive per il futuro.
Il Naturismo esiste fin dall'800 ma ha una prima vera diffusione solo negli anni venti del secolo scorso, quando in Germania nasce la Freiköperkultur, la cultura del corpo libero: gli adepti a questa pratica sostenevano un idealistico culto del corpo e una ferrea disciplina sportiva.
IL BOOM NEGLI ANNI 70. Nonostante questo non furono mai visti di buon occhio dal nazismo, all'epoca al potere in Germania.
Le cose sono cambiate durante gli Anni 70, con le manifestazioni del 1968 e i movimenti libertari il naturismo diventò una pratica comune tra studenti e alternativi.
Fu in questo periodo che questa pratica passò a una dimensione più flessibile, improntata al contatto con la natura, all'equilibrio tra corpo e anima, al benessere e al relax, alla tolleranza e all'accettazione dell'altro.
In Croazia, all'epoca Jugoslavia, nacquero i famosi villaggi di Koversada nel 1961 e Valalta nel 1968.
ANCORA MOLTI DETRATTORI. Oggi il naturismo è praticato da 20 milioni di persone in Europa e 40 milioni negli Stati Uniti. Sono 32 gli Stati che hanno una Federazione nazionale, compresi Paesi tradizionalmente conservatori come il Sud Africa, Taiwan e India. Ma le percentuali rispetto al turismo di massa restano assai minori.
Chi è contrario si appella innanzi tutto al senso del pudore, alla malsana educazione per i più piccoli, alla contaminazione di germi e patologie, ma nella maggior parte dei casi, anche a causa della mancanza d'informazione sull'argomento, i profani non hanno la pallida idea di cosa significhi un'esperienza naturista.

Un settore che in Francia fa girare 300 milioni di euro all'anno

Una naturisti sulla spiaggia di Euronat (Francia).

La Francia, con 3,5 milioni di praticanti regolari, è la prima destinazione naturista al mondo con 3,5 milioni di praticanti durante l'anno, parte di un totale di 8 milioni di campeggiatori tradizionali. Più di 2 milioni di stranieri vi si recano ogni anno per soggiornare in una delle sue 397 strutture dedicate al naturismo.
Un business che muove oltre 300 milioni di euro e crea 3 mila posti di lavoro, ma che va visto in luce dei 2 miliardi di euro prodotti dall'insieme degli 8 mila camping presenti in terra d'Oltralpe e che garantiscono 36 mila assunzioni.
Nonostante i numeri, gli appassionati naturisti sono spesso veterani, mentre sono pochi i giovani che sono attirati da questo stile di vita.
Per molti, le giovani generazioni sono vittime per lo più della mancanza d'informazione.
CREATI 3 MILA POSTI DI LAVORO. «Tolleriamo che gli adolescenti indossino parei o costumi da bagno di tanto in tanto», dichiara Chantal 57 anni, infermiera belga di Liegi, un'attivista naturista e residente storica della Sabliere, «sappiamo che a quell'età il rapporto con il proprio corpo è complicato e nasce un certo pudore, non vogliamo che si allontanino dal naturismo perché si sentono a disagio».
Le strutture naturiste francesi registrano una cifra d'affari pari a 300 milioni d'euro annui e creano più di 3 mila posti di lavoro diretti e indiretti, ma per i campeggi più piccoli la concorrenza è dura e non sono rare le strutture che chiudono o che si convertono a forme più commerciali di turismo.
Chi soffre maggiormente di questa tendenza negative è la Germania, Paese d'origine del naturismo: in terra tedesca le associazioni nazionali contano una diminuzione del 2% annuo degli iscritti, e i tesserati restano prevalentemente quelli della generazione del 1968, i giovani sotto ai 25 anni sono piuttosto rari.
A portare avanti la bandiera del naturismo sono per lo più i centri più grandi e storici: come la famosa Île du Levant sul Mediterraneo francese, nei pressi di Tolone, nel golfo del Leone.
EURONAT, IL PIÙ GRANDE CENTRO NUDISTA D'EUROPA. L'isola, per gran parte base militare dell'esercito francese con accesso vietato al pubblico, ha un solo centro abitato e un'unica piccola spiaggetta dorata riservata ai naturisti: è il più vecchio camping naturista d'Europa. Fondato nel 1931 dai medici Gaston e André Durville, ha avuto la sua epoca d'oro tra gòo Anni 50 e 70, per poi subire una flessione.
Il più grande e vasto invece è sempre francese: Euronat. aperto nel 1975 sulla costa atlantica, accoglie durante tutto l'anno migliaia di visitatori e residenti, con 335 ettari di campeggio e una spiaggia di quasi due chilometri di lunghezza.
Dall'altra parte del Mediterraneo è la costa croata a essere uno dei paradisi naturisti più frequentati, destinazione prediletta di tedeschi e svedesi, popolazioni tradizionalmente propense al naturismo. Tra Poreč e Dubrovnik esistono numerosi centri attrezzati dove poter passare le vacanze con la famiglia o gli amici.
POCHE STRUTTRE NEGLI STATI UNITI. Risalendo l'Europa del Nord, in Repubblica Ceca esistono più di 50 luoghi naturisti ufficialmente riconosciuti, in Danimarca invece tutte la spiagge sono aperte alla pratica del naturismo, tranne dove espressamente vietato.
In Spagna esistono circa 200 spiagge naturiste. L'Englischer Garten è il polmone verde della città di Monaco di Baviera, si trova nella parte nord della città è ha una superficie di più di 4 chilometri quadrati: il nudismo è legale e normalmente praticato in questo parco.
Nei più conservatori Stati Uniti esistono poche spiagge dove il nudismo è permesso, Mazo Beach è la sola spiaggia dove è legale fare il bagno nudi di tutto il Wisconsin, mentre Gunnison Beach è l'unica del New Jersey, a San Francisco, con vista sul Golden Gate c'è Baker Beach. Di tutto il continente africano solo in Sud Africa esistono alcuni resort o club naturisti, le spiagge libere dove il naturismo è praticato restano molto rare e la nudità pubblica punita in maniera severa in quasi tutta l'Africa.

In Italia ancora pochi spazi, ma il movimento cresce

Il villaggio naturista Le Betulle (Torino).

Nei campeggi naturisti si fa tutto senza veli: si passeggia, si fa il bagno, si va al bar o si fa la spesa al supermercato. Sempre rigorosamente nudi. Tranne quando ci si siede in luoghi pubblici, in tal caso si stende un pareo o un asciugamano che protegga le parti intime dal contatto con le sedie del bar o le panchine del parco e preservi gli altri dai nostri bacilli.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, in un campeggio naturista nessuno fa troppa attenzione alla nudità.
MOLTI PREFERISCONO FARLO ALL'ESTERO. Chi pratica il naturismo non lo fa per vedere il sesso degli altri e quando si discute ci si guarda negli occhi. Lo scopo del naturismo è quello di abbandonare i vestiti e con essi le distinzioni sociali che ci portiamo appresso. In un campeggio naturista non si è il signor presidente o il signor addetto delle pulizie, ma semplicemente due persone nude e uguali, in contatto con la natura.
Non è raro incontrare italiani che si spostano all'estero per poter rilassarsi senza veli.
Nel nostro Paese, infatti, l'articolo 726 del codice penale punisce con sanzioni amministrative pecuniarie «chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza».
ANCHE NEL NOSTRO PAESE ESISTONO CENTRI SPECIALIZZATI. Il nudo integrale, però, è di fatto reso legittimo dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione che lo consente nei luoghi in cui è consuetudine praticarlo, spesso in spiagge appartate frequentate da soli naturisti.
Secondo la Federazione naturista italiana (Fenait), nel nostro Paese i nudisti sono circa 500 mila, un dato in crescita e in controtendenza ai Paesi nordici.
Ma l'abitudine al naturismo resta per il momento lontana dalle maggiori spiagge nostrane, dove spesso è visto di cattivo occhio.
Eppure anche in Italia esistono centri attrezzati e organizzati, alcuni collocati nei più bei luoghi naturali della penisola, dove poter usufruire serenamente di un'atmosfera naturista.
Come il villaggio Le Betulle, immerso nel verde delle Alpi poco lontano da Torino, il camping naturista Cà le Scope situato all'interno del Parco Naturale di Monte Sole, il Naturist Club Parco del Gargano nell'omonima riserva naturale o l'agriturismo Terranera nel senese, immerso nel verde degli olivi secolari dell'azienda agricola biologica, solo per citarne alcuni tra i più conosciuti gestiti dalla Fenait.
DECINE DI SPIAGGE 'OCCUPATE' DAI NUDISTI. Quando si esce dalle proprietà private però le cose si fanno difficili, esistono decine di spiagge storicamente frequentate dai naturisti, coma la Laguna del Mort a Venezia, la spiaggia di Marina di Alberese all'interno del Parco regionale della Maremma, sabbie Nere Santa Severa a Santa Marinella, in provincia di Roma e la spiaggia sul Fiume Ticino a pochi chilometri da Malpensa.
La nudità non è ancora accettata dai “tessili”, al Lido di Dante sulla costiera romagnola l'anno scorso si è svolta una vera e propria crociata anti nudismo dell'amministrazione comunale contro i 3 mila turisti giornalieri che frequentano questo lido durante l'estate.
I naturisti si difendono quando possono con i presidi delle associazioni, ma, oltre alle multe, sulle spiagge libere italiane esiste sempre il rischio pervertiti e guardoni.

Un problema costante: l'invasione di pervertiti e voyeur

Englischer Garten, il parco naturista di Monaco di Baviera.

Ma come si diventa un naturista? Sembrano esistere tre diversi percorsi che avvicinano a questa pratica: la famiglia, per chi fin da bambino accompagna i genitori in vacanza e si ritrova in ambienti naturisti, il caso, per chi casualmente scopre questo universo o gli ideali, per chi cerca una società più egualitaria e meno discriminatrice di quella attuale.
«Fin da bambino avevo l'abitudine di spogliarmi», racconta Albert, originario della regione parigina, da più di 20 anni residente alla Sabliere, «andavo dietro al bosco, mi spogliavo e passeggiavo nudo. Quando i miei genitori vennero a saperlo fui ripetutamente sgridato, appena raggiunsi la maggiore età mi informai sui luoghi dove il naturismo si poteva praticare in maniera legale».
CAMPEGGI SEMPRE SORVEGLIATI. Antony, 24 anni, della vicina Nîmes, alla sua prima esperienza di naturismo, ammette: «Al mio arrivo mi sentivo a disagio, la mia attenzione era attirata da genitali e sederi esibiti con una disinvoltura alla quale non ero abituato. A volte ho dovuto reprimere le risatine ironiche, ma poi ho cominciato ad abituarmi. Adesso non mi preoccupo di passeggiare nudo o spogliarmi per andare al fiume o in piscina, essere nudo mi sembra una cosa naturale».
Uno dei problemi classici di chi pratica il naturismo è quello di voyeur e pervertiti, i campeggi privati sono spesso sorvegliati e si pone molta attenzione alle entrate e alle uscite dei visitatori.
Al campeggio della Sabliere, per esempio, residenti e turisti indossano un particolare braccialetto verde, per poter quindi riconoscere estranei che si intrufolano nella proprietà e che ne sono conseguentemente sforniti.
ESISTONO ANCHE LUOGHI AD HOC PER LO SCAMBISMO. Ma la prima e vera maniera di proteggere i residenti è la Inf/Fni card: la Tessera naturista internazionale, rilasciata dall'International naturist federation e dalle associazioni nazionali assicura ai campeggi che chi entra conosce i principi e le pratiche del naturismo, mentre per i turisti è indispensabile per sapere che in un determinato campeggio quei principi sono rispettati e protetti.
Oltre alle perversioni e alla prima vergogna, il naturismo viene spesso confuso dai profani con lo scambismo.
Esistono campeggi e luoghi di villeggiatura dove ogni eccesso sessuale pubblico è consentito, ne è un esempio il famoso Cap d'Agde nel Languedoc-Roussillon, fondato nel 1974, lo scambismo e il voyeurismo di gruppo è normalmente praticato sulla spiaggia o nei locali musicali notturni. Ma la filosofia del vero naturista è completamente opposta.
Forse per questo molto spesso gli ospiti dei campeggi naturisti rifiutano di essere ripresi in video o foto, la paura è quella di essere riconosciuti in qualcosa di diverso dalla realtà. «Per vivere felici vivremo nascosti», conclude orgogliosa Chantal, ricordando che fuori dai campeggi le distinzioni e le discriminazioni sociali esistono.

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