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TENSIONE 5 Agosto Ago 2014 1200 05 agosto 2014

Ucraina, combattimenti intensi a Donetsk

Scontri nel quartiere di Petrovski.

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A Donetsk è guerra tra i separatisti filorussi e i soldati di Kiev.

Intensi combattimenti si sono scatenati nel pomeriggio del 5 agosto a Donetsk, roccaforte dei separatisti filorussi, mettendo a soqquadro l'intero quartiere di Petrovski, nella periferia occidentale. A renderlo noto sono stati i media locali, e l'amministrazione locale ha già annunciato l'uccisione di almeno due civili, mentre un altro era stato ucciso precedentemente a Gorlivka, una cittadina della zona.
La tensione tra Russia e Ucraina ha di nuovo raggiunto livelli di guardia, con Mosca che ha ricollocato circa 20 mila militari a presidio del confine, dove da aprile è in corso un conflitto armato tra le truppe di Kiev e i miliziani filorussi.
AUMENTO DI 8 MILA UNITÀ. Un dirigente della Nato ha riferito alla Cnn che il numero dei soldati russi nella zona è aumentato nell'ultima settimana di circa 8 mila unità. Ma secondo il portavoce del Consiglio di sicurezza ucraino, Andrii Lisenko, sarebbero molti di più, e cioè addirittura 45 mila, con 160 carri armati, 192 aerei e 134 elicotteri. La notizia è però difficilmente verificabile.
Nel frattempo, la metà dei circa 464 mila abitanti di Lugansk ha abbandonato la città, gravemente colpita dagli scontri tra le truppe di Kiev e i filorussi. Secondo Oleksandr Savenko, un membro del Consiglio comunale, al momento a Lugansk sono rimaste circa 250 mila persone, «che non hanno lasciato la città e oggi restano là in condizioni da catastrofe umanitaria».
LUGANSK IN EMERGENZA. Il Comune di Lugansk nei giorni scorsi ha denunciato che nella città manca l'elettricità e scarseggiano acqua e cibo.
I media internazionali hanno riportato il lancio di razzi su zone abitate apparentemente da parte delle truppe ucraine. Un'accusa peraltro già lanciata in precedenza dall'osservatorio internazionale sulla tutela dei diritti umani, Human right watch, secondo cui i soldati di Kiev hanno già sparato i poco precisi missili Grad contro centri abitati violando il diritto internazionale.
E proprio i civili sono probabilmente coloro che stanno pagando il prezzo più alto in questa guerra, in cui hanno finora perso la vita più di 1.100 persone (senza contare le 298 vittime dell'abbattimento di un Boeing in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur il 17 luglio).

Mosca chiede riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza

Un posto di blocco dei separatisti filorussi vicino all'aeroporto di Donetsk.

Mentre la Russia ha chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla situazione umanitaria in Ucraina orientale, le Nazioni unite hanno fatto sapere che almeno 285 mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case: 117 mila sono fuggite in altre regioni dell'Ucraina (anche se questa stima, fornita da Kiev è considerata "bassa" dall'Onu) e 168 mila in Russia.
730 MILA UCRAINI IN RUSSIA. Non solo, ma secondo le Nazioni unite è «credibile» la cifra fornita da Mosca di 730 mila ucraini emigrati in Russia da inizio anno, anche se non tutti sono da considerare rifugiati.
Nonostante i combattimenti, proseguono nel frattempo le indagini degli esperti internazionali nell'area in cui sono disseminati i resti del Boeing 777, e il 5 agosto sul posto erano presenti 110 periti di Olanda, Australia e Malesia nonché nove osservatori Osce.
Mosca intanto medita una reazione alle sanzioni occidentali, per le quali il 5 agosto lo 'zar' Putin ha chiesto al governo «una risposta attenta».
POSSIBILI RESTRIZIONI ALLE ROTTE AEREE. Il quotidiano russo Vedomosti ha scritto che al vaglio dei ministeri degli Esteri e dei Trasporti di Mosca vi sia l'ipotesi di imporre severe restrizioni all'uso delle rotte aeree trans-siberiane per le compagnie europee o addirittura vietare il sorvolo agli aerei di operatori Ue.
Un eventuale divieto di sorvolare il territorio russo comporterebbe per le compagnie aeree europee un allungamento delle rotte e un maggior consumo di carburante per i voli in Asia, e quindi un notevole aumento dei costi. Secondo una fonte citata dal giornale, una mossa del genere da parte di Mosca costerebbe a Lufthansa, British airways e Air France circa 1 miliardo di euro in tre mesi. Ma anche la russa Aeroflot ci rimetterebbe, perdendo 300 milioni di euro l'anno di pagamenti per l'uso delle rotte aeree in Russia.

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