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EPIDEMIA 6 Agosto Ago 2014 1900 06 agosto 2014

Ebola, Spagna rimpatria un malato: primo caso in Europa

Torna in Spagna prete contagiato dal virus.

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Il virus ebola spaventa il mondo. Dagli Stati Uniti alla Spagna, dove è previsto il primo caso di un malato rimpatriato in Europa.

La paura dell'ebola sconfina in Europa: dopo gli Usa anche la Spagna ha deciso di rimpatriare un suo cittadino colpito dal letale virus. Anche se casi di contagi confermati al di fuori di alcune zone dell'Africa al momento non ce ne sono, l'epidemia sta inquietando il mondo ogni giorno di più con ricoveri per sospetti casi negli Stati Uniti, la morte del primo cittadino dell'Arabia Saudita (che aveva contratto il virus in Sierra Leone) e un numero sempre maggiore di compagnie aeree che si rifiutano di volare nelle zone colpite.
MADRID RIPORTA A CASA MISSIONARIO DI 75 ANNI. Madrid ha inviato un aereo militare, con un team medico, per riportare a casa un missionario di 75 anni, che ha contratto la malattia in Liberia.
Si tratterebbe del il primo caso di un malato che arriva nel Vecchio continente. Il responsabile della Sanità, Vineusa ha spiegato come sia previsto che il missionario, Miguel Pajares, sia condotto in un ospedale pronto a ospitare questo tipo di patologie: «La sicurezza è garantita».
OMS VALUTA L'USO DI FARMACI SPERIMENTALI IN AFRICA. Dopo la decisione della Banca Mondiale di stanziare 200 milioni di dollari per aiutare i Paesi che stanno fronteggiando l'epidemia intanto la parola ebola torna all'Organizzazione mondiale per la sanità (Oms): il Comitato di Emergenza che si riunisce a Ginevra deve stabilire in primo luogo se inserire la malattia nella lista delle «emergenza di salute pubblica di livello internazionale».
L'Oms intanto ha reso noto la decisione di valutare l'uso di farmaci sperimentali per combattere l'epidemia in Africa occidentale. Attorno alla metà di agosto è prevista l'istituzione di esperti incaricato di valutare gli aspetti etici della vicenda.
Nei giorni scorsi due cittadini americani hanno ricevuto un siero sperimentale, mentre diversi ricercatori nel mondo hanno invitato le autorità internazionali a sperimentare vaccini e trattamenti sull'epidemia in corso. «Siamo in una situazione inusuale in questa epidemia», ha affermato Marie-Paule Kieny, assistente del Direttore Generale, «con un alto tasso di mortalità senza nessun trattamento o vaccino approvati. Dobbiamo chiedere agli esperti di etica medica di darci una guida su quale sia la cosa responsabile da fare».
Teoricamente, ha spiegato Kieny, la procedura prevederebbe di testare i trattamenti su un piccolo numero di persone sane per essere sicuri che l'uso sia sicuro. Quindi lo studio va allargato a più persone per valutare l'efficacia. «Il principio base deve essere 'non danneggiare'», ha sottolineato, «la sicurezza è sempre la preoccupazione principale».
GIÀ 932 MORTI. In soli due giorni, dal 2 al 4 agosto, si sono registrati 108 nuovi casi di Ebola e 45 decessi in Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone, secondo il bollettino aggiornato dell'Organizzazione mondiale della sanità. Il numero totale dei contagi è 1.711, con 932 morti. La più colpita è la Sierra Leone, con 691 casi e 286 decessi. Seguono Liberia con 516 casi e 282 morti; Guinea (495 contagi e 363 morti) e Nigeria (9 casi e un decesso, anche se oggi il Paese ha comunicato la seconda vittima del virus).

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