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INFORMAZIONE 7 Agosto Ago 2014 1106 07 agosto 2014

Google, diritto all'oblio: rimosso link alla pagina Wikipedia di Vallanzasca

Big G ha cancellato il passato di alcuni criminali.

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Diritto all'oblio per alcuni dei più noti criminali europei.
Fa discutere la scelta di Google, imposta dalla recente sentenza della Corte europea e resa nota dalla Wikimedia Foundation (l'organizzazione che 'edita' Wikipedia), con cui Big G ha cancellato 50 link a pagine dell'enciclopedia online che contenevano informazioni su personaggi come Renato Vallanzasca, il gangster milanese della banda della Comasina (soprannominato 'il bel Renè'), uno dei gruppi criminali più feroci degli anni Settanta responsabile di numerose rapine, sequestri di persona e omicidi; o come l'irlandese Gerry Hutch, ex rapinatore di banche che si sarebbe arricchito grazie a una lunga carriera criminale nello stesso decennio.
LA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA. La decisione è arrivata sulla scia della controversa sentenza della Corte europea di maggio 2014, che ha obbligato i motori di ricerca (la posizione ufficiale di Google sull'argomento, espressa dal direttore dell'Ufficio legale David Drummond, è disponibile qui) a eliminare quei link a informazioni pubblicate su altri siti web in maniera del tutto legale, ma considerate dagli interessati lesive della propria immagine, specie se riferite a fatti accaduti molto indietro nel tempo o ritenuti di scarso interesse pubblico.
GOOGLE NOTIFICA, GLI ALTRI NO. Google ha spiegato alla Wikimedia Foundation, e alle aziende editoriali britanniche che potrebbero essere coinvolte in un'operazione analoga, di aver rimosso gli articoli dall’indice del suo motore di ricerca proprio in conseguenza della decisione della Corte europea. Attirandosi subito molte critiche, secondo le quali Mountain View starebbe esagerando nell'allinearsi alla sentenza sul diritto all'oblio. L'azienda, d'altra parte, a differenza di altri motori ricerca, ha notificato le cancellazioni effettuate alla Wikimedia Foundation, come riconosciuto dalla stessa organizzazione. Che ha lanciato un allarme: «Non siamo a conoscenza delle azioni condotte dagli altri motori di ricerca, né del numero di richieste che ricevono e che decidono di accogliere. La censura obbligatoria è inaccettabile, ma la censura obbligatoria senza preavviso è imperdonabile».
I RISCHI DEL DIRITTO ALL'OBLIO. Nel dibattito è intervenuto anche Mathew Ingram, sostenendo invece che Big G starebbe semplicemente cercando di attirare l'attenzione per «combattere una cattiva legge». Secondo Ingram, infatti, «il diritto all’oblio potrebbe dare la stura ad aberrazioni: i potenti potrebbero efficacemente censurare risultati di ricerca perfino quando i fatti inerenti fossero incontrovertibilmente corretti ed avessero valore giornalistico. Questa eventualità è qualcosa che vale assolutamente la pena di combattere, e Google sta semplicemente usando tutti gli strumenti a propria disposizione per farlo».
COSA È STATO CANCELLATO FINORA. Danny Sullivan, invece, editor di Marketing Land, ha passato in rassegna i casi di cancellazione che si sono verificati finora in Gran Bretagna, comunicati ai media inglesi a posteriori da Google, «senza fornire molti dettagli» sulle motivazioni. Fra loro figurano due pezzi del Guardian e del Daily Mail risalenti al 2010, a proposito di un arbitro di calcio scozzese che mentì sull’assegnazione di un calcio di rigore; un articolo del Guardian del 2002, relativo a un uomo accusato di frode, ma in seguito assolto perché riconosciuto innocente; una notizia del Daily Mail su una coppia sorpresa a far sesso in treno; un reportage del Guardian sui lavoratori francesi e su come avessero coperto le proprie finestre di post-it; un commento della Bbc sull’ex presidente di Merrill Lynch, Stan O’Neill; un articolo del Daily Mail riguardante alcuni membri dello staff della catena dei supermercati Tesco, che avevano criticato il proprio datore di lavoro sui social network.
LA REAZIONE DI WIKIPEDIA. Nel corso di una conferenza stampa tenuta mercoledì 6 agosto, la Wikimedia Foundation ha reso noti i dati raccolti nel proprio Rapporto sulla trasparenza, da luglio 2012 a giugno 2014.
L’organizzazione ha ricevuto in tutto 56 richieste da parte di governi, aziende e singoli individui riguardanti dati personali degli utenti che hanno pubblicato informazioni sul sito dell'encicolpedia, dando seguito solo al 14% di queste.
Le domande di modifiche di contenuti sono state invece 304, e cinque gli avvisi da parte di Google, che ha provveduto a rimuovere i 50 link, tra i quali anche quelli su Vallanzasca e Gerry Hutch.
Le richieste, però, finora sono state molte di più. Oltre 90 mila, e la metà è stata già approvata, anche se i collegamenti non sono stati ancora cancellati.

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