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TENSIONE 7 Agosto Ago 2014 1900 07 agosto 2014

Isis, Obama valuta il bombardamento dell'Iraq

L'obiettivo è colpire i miliziani jihadisti coi raid aerei.

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Il presidente Usa, Barack Obama.

Raid Usa in Iraq per colpire i militanti jihadisti dell'Isis. Sarebbe questa la strategia del presidente Usa Barack Obama secondo quanto ha riferito il New York Times, che ha citato fonti dell'amministrazione americana.
PRONTI A COLPIRE. Nella ricostruzione del quotidiano Usa è spiegato che l'inquilino della Casa Bianca, nel corso di una riunione con il suo team per la sicurezza nazionale, avrebbe indicato una serie di opzioni che vanno dal lancio di cibo e medicine sul Monte Sinjar, dove sono rimasti intrappolati almeno 40 mila persone appartenenti a minoranze religiose, al bombardamento delle postazioni dell'Isis installate alle pendice della montagna.
NO RAID, SÌ VIVERI. In serata, il Pentagono ha seccamente smentito le indiscrezioni di un portavoce curdo in base alle quali i primi raid avrebbero già preso di mira due obiettivi dell'Isis nel Nord dell'Iraq, mentre emittenti statunitensi hanno confermato che alcuni aerei cargo americani, dopo il via libera della Casa Bianca, avrebbero iniziato a lanciare viveri e medicine alle decine di migliaia di iracheni intrappolati sulle montagne del Sinjar.

«Ci potrebbe essere una catastrofe umanitaria in quel luogo», hanno affermato le fonti al Nyt, spiegando come la decisione di Obama sia «imminente». E anche se finora l'amministrazione Usa ha esitato a intervenire, la situazione del Monte Sinjar - che ha già causato la morte di almeno 40 bambini - sembra destinata a forzare la mano del presidente americano.
NIENTE TRUPPE IN CAMPO. Il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest ha poi fatto sapere che gli Usa non hanno intenzione di schierare truppe in Iraq e «ogni eventuale azione militare sarà limitata nei suoi obiettivi». Inoltre da Washington è stata precisata la posizione di Obama secondo cui «non c'è una soluzione militare alla crisi dell'Iraq, ma quella che serve è una soluzione politica».
CATASTROFE UMANITARIA. Earnest ha anche fatto comunicato che in Iraq «siamo vicini a una catastrofe umanitaria»: «La situazione delle minoranze religiose è allarmante e gli Stati Uniti sono molto preoccupati e pronti ad aiutare il governo iracheno nell'affrontare questa emergenza».
AZIONI ATTIVI E PASSIVE. Fonti i del Pentagono e del dipartimento di Stato Usa hanno spiegato che il presidente sta valutando opzioni «sia passive che attive»: per azione passiva si intende il lancio da aerei militari di aiuti umanitari, mentre per quella attiva veri e propri bombardamenti con i caccia delle postazioni dell'Isis.
LA FRANCIA SI MOBILITA. Intanto anche Parigi si è detta pronta a dare la sua disponibilità e il suo sostegno alle forze che combattono i militanti dell'Isis. E in una nota del'Eliseo - diffusa dopo una telefonata tra il presidente francese François Hollande e il presidente del governo regionale del Kurdistan Massoud Barzani - è stato sottolineato come ci sia la volontà di «bloccare l'offensiva dello Stato islamico nel Nord dell'Iraq».

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