DOLORE 7 Agosto Ago 2014 0800 07 agosto 2014

Maltempo nel Trevigiano, i funerali dei morti di Refrontolo

Il Veneto piange le quattro vittime.

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Uno accanto all'altro in semplici bare coperte di fiori deposte davanti all'altare del duomo di Pieve di Soligo.
Fuori una leggera pioggia bagnava le tante persone che non sono riuscite a trovare posto all'interno e hanno seguito il 7 agosto il rito religioso dell'ultimo saluto alle quattro vittime di Refrontolo sul maxi-schermo posto sul sagrato.
Acqua leggera, niente a confronto all'onda maledetta del torrente Lierza, al 'piccolo Vajont' provocato da una bomba d'acqua caduta dal cielo su un momento di spensieratezza che ha portato via le vite di Fabrizio Bortolin, Giannino Breda, Maurizio Lot e Luciano Stella.
Quattro amici accorsi assieme ad altri alla tradizionale 'festa dei omini' sabato 2 sotto un tendone eretto al Molinetto della Croda.
IL CORDOGLIO DEL COLLE. Ai piedi dell'altare, nei due lati rispetto alle bare, le corone del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Sui banchi, il ministro dell'Ambiente, Gian Luigi Galletti, il governatore Veneto Luca Zaia, il presidente del consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, parlamentari locali e tanti sindaci.
Rappresentanze istituzionali di una comunità tutta, quella veneta in testa con le bandiere a mezz'asta in tanti comuni che si è stretta ai familiari.

La chiesa avvolta dal silenzio. E il messaggio del patriarca Moraglia

Mentre in altre sedi, nel palazzo di giustizia, si cerca di fare chiarezza sui perché della tragedia e sulle eventuali responsabilità (il fascicolo è aperto per disastro e omicidio colposo plurimo, senza indagati) il vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo, in una chiesa avvolta nel silenzio ha fatto un richiamo nell'omelia al destino tragico dell'uomo.
«Queste morti», ha affermato leggendo anche un messaggio del patriarca di Venezia monsignor Francesco Moraglia, «sono simbolo e richiamo tragico e insieme realistico del destino che prima o poi toccherà anche ognuno di noi, inghiottiti da qualcosa che ci travolge e trascinati nel buio».
«EVENTO UNICO NEL SUO GENERE». «Questo», ha affermato Luca Zaia, prima della funzione, «è stato un evento unico nel suo genere e questo l'abbiamo capito con le dinamiche osservate. C'è la necessità di capire che questo è un territorio fragile in generale».
Il rito religioso è stato seguito da oltre 4 mila persone, tra chi ha trovato posto in Duomo e chi all'esterno.
Le salme, salutate da un applauso e dal rintocco delle campane, sono poi state accompagnate verso i cimiteri dei comuni di residenza per essere tumulate.
Un minuto di silenzio è stato osservato dall'assemblea del Senato prima della ripresa dei lavori per l'esame degli emendamenti al ddl riforme.

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