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APPELLO 7 Agosto Ago 2014 1335 07 agosto 2014

Ragazze italiane rapite in Siria, nessuna rivendicazione

Il fratello di Greta: «Dite la verita sul Paese».

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Greta Ramelli e Vanessa Marzullo durante una manifestazione per la Siria a Milano.

Da sei giorni non si hanno più loro tracce, e l'ipotesi del sequestro ha preso corpo. Greta Ramelli e Vanezza Marzullo, le cooperanti italiane di 20 e 21 anni sparite in Siria, potrebbero essere nelle mani di criminali comuni, o forse in quelle delle brigate al Tawhid.
Difficile dire chi possa averle catturate nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto, quando una decina di uomini armati le hanno caricate su un furgone dopo aver fatto irruzione in un appartamento vicino a Idlib, dove le due ragazze si trovavano da tre giorni.
NESSUNA RIVENDICAZIONE. Secondo un sito internet locale «prima di essere portate via sono state viste nella casa del capo del Consiglio rivoluzionario della zona».
Per ora quel che è certo è che nessuna rivendicazione è arrivata, né una richiesta di riscatto.
L'ipotesi che il rapimento sia stato effettuato da guerriglieri, comunque, non è in cima alla lista degli analisti. Nella zona dove è avvenuto il sequestro è attivo il fronte al Nusra, attivo contro il regime e affiliato ad al Qaeda, ma per ora è esclusa la sua responsabilità nella vicenda.
IN SIRIA PER PORTARE MEDICINE E CIBO. Vanessa e Greta erano entrate in Siria dalla Turchia per portare kit di pronto soccorso e alimentari con il progetto Horryaty, che hanno fondato con Roberto Andervill. Un'iniziativa indipendente che non ha alcun sostegno da parte dell'Italia.
Il 6 agosto il rappresentante ad Aleppo della Coalizione siriana, Ahmad Ramadan, ha dichiarato all’agenzia Adn-Kronos : «Stiamo indagando, al momento non abbiamo altre informazioni oltre a quelle della loro scomparsa».
Il 7 agosto, a lanciare un appello per le due ragazze scomparse in Siria, è stato un parente di Greta Ramelli: «Se volete stare vicini a Vanessa e Greta, raccontate cosa succede in Siria e perché è in questa situazione».
IL FRATELLO DI GRETA: «NON CONOSCETE LA SIRIA». Il ragazzo (probabilmente il fratello) si è fermato a parlare con i giornalisti che aspettavano fuori dalla sua casa a Gavirate (Bergamo), e ha confermato di non potere dire nulla sul caso.
Ma ha voluto affrontare comunque i cronisti, dopo aver letto i giornali, dicendosi «stupito che nessuno conosca davvero la Siria e perché è in questa situazione dopo la caduta dell'impero ottomano. Non credo voi siate più veri giornalisti come una volta», ha detto entrando poi in casa senza volere aggiungere altro e dire il suo nome.

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