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PAURA 7 Agosto Ago 2014 2045 07 agosto 2014

Ragazze rapite in Siria, nessuna nuova notizia

Raineri del Foglio sfuggito al sequestro.

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Greta Ramelli e Vanessa Marzullo durante una manifestazione per la Siria a Milano.

Accertamenti che continuano «a 360 gradi», senza escludere alcuna ipotesi. Così una fonte a Beirut che segue da vicino la vicenda ha descritto l'attività svolta in queste ore dalla diplomazia e dai servizi d'intelligence italiani per avere notizie di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due volontarie scomparse nel nord della Siria. Un modo per dire che di loro non si ha ancora nessuna notizia.
QUALCUNO ERA CON LE RAGAZZE. Mentre in Italia infuriano le polemiche sull'opportunità o meno per i volontari senza la copertura di importanti organizzazioni di recarsi in un territorio come questo, in mano a ribelli, jihadisti islamici e bande di criminali comuni, è giunta la conferma che un terzo italiano si trovava con le due giovani lombarde quando sono state rapite: «Si tratta di una persona che è riuscita a sfuggire al sequestro, e fino alla sera del 6 agosto si trovava ancora nella regione tra il nord della Siria e la Turchia».
RAINERI DEL FOGLIO ERA CON VANESSA E GRETA. Secondo il quotidiano giordano Assabeel, si tratterebbe di Daniele Raineri, giornalista del Foglio, che da anni si reca per le sue missioni nei territori siriani sfuggiti al controllo dei lealisti. Citando un attivista locale che lavora come corrispondente per alcune testate, Assabeel individua il villaggio di El Ismo, a ovest di Aleppo, come il luogo dove sarebbe avvenuto il sequestro.
POCHE LE INFORMAZIONI SUL RAPIMENTO. Le due giovani, Greta di 20 anni e Vanessa di 21, sarebbero state prelevate da uomini armati dalla casa di quello che viene indicato come il «capo del Consiglio rivoluzionario» locale, presso il quale erano ospitate. Ma dell'uomo non viene fornito il nome. Quanto ai responsabili del rapimento, secondo la stessa fonte si tratterebbe di un gruppo che in passato ha già sequestrato diversi attivisti e giornalisti. Ma, anche in questo caso, non vengono precisati né il nome né il tipo di organizzazione: se si tratti cioè di una banda di criminali comuni oppure di un'organizzazione con una matrice politica.
NESSUNA RICHIESTA DEI RAPITORI. Assabeel precisa che «le due italiane sono state viste per l'ultima volta venerdì 1 agosto». Poi più nessuna notizia. Né sulle loro condizioni, né sul luogo dove sarebbero tenute. E tantomeno su eventuali richieste dei rapitori. La procura di Roma ha intanto aperto un'inchiesta in cui si ipotizza il reato di sequestro di persona a scopo di terrorismo.
UN ANNO FA LA SCOMPARSA DI PADRE DALL’OGLIO. Le due cooperanti sono state rapite esattamente un anno dopo il padre gesuita Paolo Dall'Oglio, scomparso alla fine di luglio del 2013 a Raqqa, e che si ritiene sia nelle mani dello Stato islamico. Sulla sua sorte c'è una totale incertezza, sottolinea il nunzio apostolico a Damasco, mons. Mario Zenari: «Di voci ne sono circolate tante ci sono tante indicazioni, ma mai una prova concreta».
«NESSUNA NUOVA INFORMAZIONE». In Italia vi sono state critiche, su una parte della stampa e sui social network, a quella che alcuni ritengono l'imprudenza delle due giovani nel recarsi senza precauzioni in un'area tanto pericolosa. Un parente stretto di una delle due ragazze, entrando nella casa di famiglia a Gavirate ha chiesto che «se volete stare vicini a Vanessa e Greta, raccontate cosa succede in Siria e perché è in questa situazione». Da parte sua Roberto Andervill, terzo responsabile del progetto Horryaty, di cui le due cooperanti sono fondatrici, ha fatto sapere tramite Facebook che «non saranno divulgate» più informazioni e che «non saranno tollerati commenti di nessun genere» sulla pagina dell'associazione. Salvatore Marzullo, padre di Vanessa, in un'intervista a Repubblica Tv ha descritto la figlia e Greta Ramelli come «prese dal cuore più che dalla testa» nella loro azione.

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