Ospedale Pertini 140414193839
DISPUTA 8 Agosto Ago 2014 0859 08 agosto 2014

Scambio di embrioni, nati i due gemelli

Registrati all'anagrafe dopo lo scambio di embrioni.

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L'ospedale Sandro Pertini di Roma.

Sono nati fuori Roma il 3 agosto. E sono stati registrati all'anagrafe. I due gemelli contesi dopo lo scambio di embrioni avvenuto al Sandro Pertini nel dicembre 2013 hanno una mamma e un papà. Che non vogliono perderli per niente al mondo.
A dare la notizia in esclusiva, la mattina dell'8 agosto, è stato il quotidiano La Stampa.
La legge italiana dà ragione a loro: l'iscrizione all'anagrafe dei due bambini (un maschio e una femmina) con il cognome del papà li rende figli a tutti gli effetti.
UDIENZA INUTILE. Una svolta destinata a rendere inutile l'udienza della mattina dell'8 agosto davanti al giudice civile Silvia Albano. La sconfitta per la coppia biologica sembra scontata e ovvia. I due, assistiti dall'avvocato Nicolò Paoletti, hanno rivendicato lacondizione di «veri genitori, perché i geni sono i nostri e i gemelli assomiglieranno in tutto e per tutto a noi».
Avevano anche diffidato gli ufficiali di stato civile dal registrare all'anagrafe i bambini, ma la nascita con nove giorni d'anticipo sulla scadenza prevista per il 12 agosto ha scombinato i piani.
Per la madre che ha ospitato i bambini nel suo grembo per quasi nove mesi, e per il marito, è un momento di gioia: «Abbiamo bisogno diserenità. Abbiamo già sofferto molto in questi mesi, per noi è finalmente arrivato il tempo di essere una famiglia», hanno detto a La Stampa.
«PRONTI A INCONTRARE L'ALTRA COPPIA». Resta comunque il dispiacere perl’altra coppia. «Ci rendiamoconto della loro sofferenza e questo ci fa male, ma noi eravamo stati disponibili a incontrarli. C’è un'email che dimostra come avessimo chiesto di conoscere il motivo dell’incontro, e invece non ci hanno neppure risposto».
In mezzo alle due storie, così divere eppure unite, c'è un enorme vuoto legislativo. Da una parte il diritto rivendicato da chi ha portato avanti la gravidanza, dall'altra quello di chi ha di fatto unito i propri geni per dare origine a due nuove vite.
«Il rapporto che mia moglie ha con i bambini attraverso il cordone ombelicale è fondamentale», aveva rimarcato il padre dei piccoli. «E la mia presenza al suo fianco in una fase così delicata non può essere trascurata. Basta consultare i volumi scientifici dell’epigenetica, ossia dell’adeguamento del Dna alle influenze dell’ambiente».
ULTIMA IPOTESI: LA CORTE COSTITUZIONALE. E la legge, salvo un intervento della Corte Costituzionale, gli dà ragione, sebbene una collaborazione tra le due coppie sia stata suggerita da vari psichiatri e dal Comitato bioeticonazionale, che ha auspicato che le due famiglie «siano in grado di accedere alla dimensione della responsabilità nei confronti dei nati, anche con la garanzia giuridica di non esclusione (esempio diritto di visita)» riconoscendo il diritto dei bambini di «conoscere le proprie origini (modalità di concepimento e di gestazione), attraverso una consulenza e un sostegno appropriati».
Chi di certo è costretto a pagare per l'errore commesso è l'ospedale Pertini, la cui condanna a un risarcimento milionario nei confronti delle due coppie sembra inevitabile.

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