Striscia Gaza 140809211246
MEDIO ORIENTE 9 Agosto Ago 2014 2100 09 agosto 2014

Gaza, la guerra continua: lanci di razzi su Israele e nuovi raid

Hamas, razzi su Israele.

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Esplosioni provocate dai raid di Israele nella periferia di Gaza city.

Dopo 72 ore di tregua che non ha portato ad alcuna intesa e nell'attesa che dal Cairo possano arrivare novità nelle trattative in corso tra egiziani e fazioni palestinesi, nella Striscia sabato 9 agosto è stato un altro giorno di scontri tra Israele e Hamas.
COLPITI 30 OBIETTIVI «DEL TERRORE»: 5 MORTI. Razzi e raid si sono susseguiti con alcune pause durante il giorno, ma lasciando alta la tensione. A Gaza, l'esercito ha colpito nei raid più di 30 obiettivi «del terrore»: il bilancio è di altri cinque morti, quasi 2000 dall'inizio del conflitto.
L'esercito ha fatto sapere che due uomini sono stati uccisi a bordo di una motocicletta in un campo profughi nel centro della Striscia e che erano «militanti di una fazione palestinese».
COLPI DI MORTAIO AL SUD DI ISRAELE. Intanto nel Sud d'Israele nelle comunità più vicine al confine con l'enclave palestinese controllata da Hamas le sirene di allarme hanno risuonato più volte per segnalare l'arrivo di nuovi colpi di mortaio e razzi.
TEL AVIV: NIENTE TRATTATIVE SOTTO I RAZZI. E lo Stato ebraico, ha riferito una fonte governativa, una delle poche a parlare durante il riposo sabbatico - ha avvertito che non tornerà al tavolo delle trattative indirette nella capitale egiziana se prima non terminerà il lancio di proiettili da Gaza. Proprio su questo punto - secondo un'altra fonte citata da Haaretz - starebbero del resto lavorando gli egiziani nei colloqui con le fazioni palestinesi, con in testa Hamas.

Spiragli di intesa al Cairo

Presidente dell'Anp Abu Mazen.

E uno dei leader della fazione islamica Moussa Abu Marzouk - presente nella delegazione impegnata al Cairo - è sembrato aprire uno spiraglio quando ha detto di ritenere che i negoziati potrebbero riprendere domenica con la partecipazione degli israeliani. Se fosse ripristinato il cessate il fuoco svanito alle 8 locali di venerdì 8 agosto con i razzi dalla Striscia, il governo israeliano - ha rivelato sempre la fonte citata da Haaretz - sarebbe in effetti pronto ad allentare le restrizioni attuali con misure ad hoc.
Tra queste l'espansione dell'area di pesca a 12 nautiche, l'alleggerimento delle limitazioni sui beni in transito attraverso il varco doganale di Kerem Shalom, il permesso di maggiori esportazioni da Gaza verso la Cisgiordania e l'incremento dei permessi per i palestinesi di viaggiare tra Gaza e i Territori Occupati attraverso il valico di Erez, che porta dalla Striscia in Israele.
TRATTATIVE SUL CONTROLLO DEL VALICO DI RAFAH. Anche sulla questione del valico di Rafah si sarebbe trovata una soluzione: la trattativa su questo punto - secondo indiscrezioni - sarebbe stata tolta dal tavolo e affidata ai rapporti tra l'Egitto e l'Autorità nazionale palestinese (Anp). Hamas avrebbe concordato questo escamotage avallando in qualche modo, che sul valico possa tornare il controllo del presidente Abu Mazen (attraverso quel governo d'unità nazionale a cui la fazione islamica ha aderito).
ISRAELE: PRESSIONI DI LIVINI SUL NETANYAHU. Ma anche da parte israeliana, ci si sta muovendo per mettere fine alla crisi con Gaza. Il ministro della Giustizia Tzipi Livni - negoziatore capo ai colloqui sponsorizzati nei mesi scorsi dagli Usa e voce centrista in un governo guidato dalle destre - ha illustrato un piano per disinnescare il conflitto e rilanciare il processo di pace. E su questo starebbe facendo pressione sul premier Benyamin Netanyahu. Secondo Livni - che ha chiesto peraltro a sua volta come condizione prioritaria lo stop dei razzi su Israele - il piano dovrebbe consentire la fine delle ostilita' lungo la frontiera con la Striscia, l'immediato e massiccio aiuto umanitario per la ricostruzione della Striscia e misure in grado di garantire sia le esigenze di sicurezza d'Israele sia quelle economiche dei palestinesi a Gaza. Inoltre, il riconoscimento dell'Anp come governo della Striscia e la subordinazione a questa di tutte le fazioni palestinesi. Ma anche l'apertura dei valichi della Striscia con clausole di controllo e un apparato d'ispezione in tale da escludere l'ingresso di materiale per armi.
APPELLO DI FRANCIA, GERMANIA E REGNO UNITO ALLA PACE. Infine, la ripresa delle trattative dirette fra Israele e Abu Mazen. Il portavoce di Hamas a Gaza Sami Abu Zhuri ha d'altronde ammesso il 9 agosto che l'organizzazione non è interessata «a una escalation», ma ha ribadito che «se l'occupazione insiste nel continuare il conflitto, siamo pronti. Non possiamo tornare al punto di partenza e accettare il blocco di Gaza». Nell'intento di sostenere la mediazione del Cairo, i ministri degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, francese Laurent Fabius, e britannico Philip Hammond hanno dal canto loro fatto appello a entrambe le parti «per un immediato cessate il fuoco».
MOGHERINI INVOCA UN'AZIONE COMUNE DELL'UE. Iniziativa che la titolare della Farnesina, Federica Mogherini, ha commentato invocando - al di là degli sforzi diplomatici dei singoli Paesi, Italia inclusa - un'azione comune dei 28 dell'Ue per spingere verso una soluzione del conflitto.

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