Raid Iraq 140809172035
OFFENSIVA 9 Agosto Ago 2014 1630 09 agosto 2014

Iraq, nuovi raid Usa contro Isis

Fuoco dei droni: uccisi 20 jihadisti.

  • ...

Un fermo immagine di un video diffuso dal Pentagono mostra i primi bombardamenti Usa in Iraq, 9 agosto 2014.

Altre bombe sulle postazioni Isis. Dopo il via libera del presidente Barack Obama alle operazioni contro le forze in Iraq, Paese ostaggio del fondamentalismo e dove migliaia di cristiani sono in fuga dagli jihadisti, i raid Usa sono proseguiti sabato 9 agosto.
Due nuovi attacchi nuovi aerei sono stati sferrati per bloccarne l'avanzata su Erbil, capoluogo della regione autonoma del Kurdistan iracheno, e proseguendo nella distribuzione dall'alto di acqua e viveri alla popolazione in fuga nelle montagne del Nord-Ovest per l'avanzata dei fondamentalisti sunniti. Ma nel discorso settimanale, lo stesso Obama ha ribadito agli americani che «come comandante in capo, non permetterò che gli Stati Uniti siano trascinati in un'altra guerra in Iraq. Le truppe americane non torneranno a combattere lì perché non c'è una soluzione militare americana alla crisi».
FUOCO DEI DRONI CONTRO LE POSTAZIONI SUNNITE. In una nota il Pentagono ha reso noto che droni e jet militari hanno colpito due volte una posizione dei combattenti sunniti «eliminandoli con successo». In seguito, i jet hanno neutralizzato con otto bombe un convoglio di veicoli e una postazione d'attacco vicino Erbil, dove gli Usa hanno una sede diplomatica. E dove è previsto ad atterrare i voli della Turkish Airlines, limitati ai collegamenti diurni, sospesi ieri per motivi di sicurezza.UCCISI 20 JIHADISTI E FERITI ALTRI 55. Poi, in serata (ora irachena) l'aviazione Usa ha lanciato nuovi raid contro i militanti dello Stato islamico nell'area di Khazar, località situata tra la città di Mosul e quella di Erbil. Qui sarebbero stati uccisi almeno 20 jihadisti, e feriti altri 55. Un bilancio confrmato successivamente dallo stasso Obama in una conferenza stampa.
VIDEO DEL PENTAGONO SUL PRIMO ATTACCO. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha diffuso un video che mostra il primo attacco aereo Usa sull'Iraq, realizzate con una termocamera. Mostra vari obiettivi colpiti da quattro jet da combattimento della marina militare F/A 18, vicino alla città di Erbil.


Per la seconda notte consecutiva, aerei militari statunitensi - a cui si stanno aggiungendo anche aerei britannici - hanno ance minhe lanciato viveri e acqua alle decine di migliaia di profughi iracheni, soprattutto cristiani, bloccati sulle montagne di Sinjar, nella zona nord occidentale dell'Iraq, dove si sono rifugiati a seguito dell'avanza dei miliziani dell'Isis chaccia ora la regione autonoma del Kurdistan.
OLTRE 150 COMBATTENTI CURDI UCCISI DAGLI JIHAADISTI. Da parte curda, Fouad Hussein, segretario generale della presidenza, in conferenza stampa a Erbil, ha dichiarato che circa 150 peshmerga, i combattenti curdi, sono stati uccisi e più di altri 500 sono rimasti feriti negli scontri che li hanno contrapposti ai jihadisti sunniti dall'inizio della loro offensiva, il 9 giugno.

Isis agli Usa: «Codardi, mandate soldati»

Nel suo intervento sull'Iraq Obama non ha per ora fissato una data per la fine dei raid, ma ha assicurato che non saranno inviate truppe di terra. Cosa che invece i «terroristi», provocando la Casa Bianca in un video, hanno sfidato fare. Nel filmato il portavoce dell'Isis Abu Mosa si è rivolto agli Usa così: «Dichiaro agli Stati Uniti che è stato creato il califfato islamico. Non siate vigliacchi, attaccandoci con i droni. Mandate i vostri soldati invece, quelli che abbiamo umiliato in Iraq. Lo faremo ovunque e alzeremo la bandiera di Allah sulla Casa Bianca».
DONNA GIUSTIZIATA DAI MILIZIANI JIHADISTI. Intanto un responsabile della polizia di Kirkuk ha riferito che una donna è stata «giustiziata» dai miliziani dello Stato islamico per avere imprecato contro i jihadisti. Secondo quanto riferito da testimoni la donna, una 40enne, avrebbe cercato di convincere i commercianti di un mercato locale a non vendere merce agli jihadisti ed è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco nei pressi della sua casa.

Correlati

Potresti esserti perso