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GUERRA CONTINUA 10 Agosto Ago 2014 1102 10 agosto 2014

Gaza, Netanyahu: «Con i razzi niente colloqui»

Il premier israeliano rifiuta il negoziato al Cairo. Ancora morti.

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Soldati israeliani in pausa nella Striscia.

Niente tregua per Gaza, almeno per ora. Gli spiragli per un accordo erano sottili. Ma il premier israeliano Benjamin Netanyahu per ora li ha chiusi: l'operazione a Gaza «continuerà e ci vorrà del tempo», ha detto il primo ministro di Tel Aviv, i apertura della riunione di governo a Gerusalemme. «Hamas», ha aggiunto, «non ci logorerà e non negozieremo sotto il fuoco» dei razzi.
Nella mattina del 10 agosto, il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri, sollecitato dall'Egitto alle fazioni palestinesipresenti al Cairo per poter poi riprendere il filo del negoziato con Israele, aveva dichiarato a sito di al Arabyia di considerare «molto fievoli» in questa fase le speranze di un nuovo cessate il fuoco.
I PALESTINESI ATTENDONO APERTURA. Le fazioni palestinesi intanto avevano già minacciato di lasciare entro la giornata Il Cairo se i delegati israeliani non fossero tornati nella capitale egiziana. Ma Israele chiedeva come precondizione lo stop ai razzi dalla Striscia.
Le prossime ore «decideranno la sorte delle trattative», aveva detto Mussa Abu Marzuk, numero due di Hamas. Se i negoziatori israeliani non tornano, «noi lasceremo il Cairo per consultarci con la dirigenza», aveva fatto eco un altro delegato palestinese.
Nonostante la chiusura di Netanyahu però, secondo il Times of Israel che cita media palestinesi le delegazioni avrebbero accettato la proposta egiziana per una tregua di 3 giorni in modo da riavviare i colloqui per una accordo a lungo termine con Israele. I palestinesi restano intanto al Cairo in attesa di un'apertura di Tel Aviv anche perché dl'11 agosto è prevista una riunione della Lega Araba.

Razzi e raid: ucciso un ragazzino palestinese a Hebron

Secondo i media israeliani, intanto, sono caduti altri quattro razzi nel deserto del Neghev.
Mentre per le fonti locali palestinesi, altre tre persone sono morte sotto il fuoco di nuovi raid aerei israeliani condotti in particolare presso Deir al-Balah e Rafah.
UCCISO RAGAZZINO IN CISGIORDANIA. L'agenzia palestinese Maan riporta che un ragazzino di 12 anni è stato ucciso da «fuocoisraeliano» nei pressi del campo profughi di al-Fawwar vicino a Hebron. Non si conoscono a momento i dettagli. In Cisgiordania nei giorni scorsi due palestinesi che protestavano contro i raid a Gaza sono morti in scontri con le forze israeliane.
Intanto appelli alla pace sono arrivati anche dal re di Giordania, Abdallah II. «Israele è prima di tutto responsabile dell'aggressione della Striscia», ha dichiarato il sovrano hashemita in una intervista al quotidiano Al-Ghad. «Quello in corso, ha denunciato, è il conflitto più «sanguinoso e devastante» intercorso finora tra le parti. Israele potrà essere sicuro, ha quindi insistito re Abdallah, unicamente attraverso «la creazione di due Stati»: è «l'unico modo», ha ammonito, che lo Stato ebraico ha «per farsi accettare nella regione e nel mondo intero».

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