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PRIME CURE 11 Agosto Ago 2014 1225 11 agosto 2014

Ebola, siero sperimentale per lo spagnolo infettato

Finora somministrato solo ai cittadini americani contagiati.

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Madrid: paramedici trasportano un uomo affetto dal virus dell'ebola arrivato dalla Liberia (7 agosto 2014).

Un siero sperimentale per il missionario spagnolo contagiato dall'ebola in Liberia e trasferito in Spagna il 7 agosto.
All'uomo 75enne, colpito dal virus a Monrovia, deve essere somministratto il siero statunitense che finora è stato distribuito solo ai cittadini americani infettati. Una decisione che, con l'avanzare dell'epidemia nell'Africa occidentale che ha causato un migliaio di morti in quattro Paesi, è destinata a sollevare polemiche.
IL FRENO DI OBAMA. L''utilizzo del siero sugli americani la settimana scorsa aveva già infatti sollevato molte critiche agli Usa. Tre ricercatori dell'Oms avevano chiesto di somministrare il siero ai Paesi africani, per contrastare l'epidemia, ma il presidente Barack Obama aveva dichiarato di ritenere «prematuro» il ricorso al siero sperimentale: «Penso che dovremmo farci guidare dalla scienza. E non credo che abbiamo tutte le informazioni utili per stabilire se questo medicinale sia efficace», aveva affermato Obama. Però si viene ora a sapere che le cautele del caso si applicano alle popolazioni colpite e non ai malati occidentali.
RISPOSTA NEGATIVA PER LA NIGERIA. Non solo: la Nigeria, attraverso il suo ministro della Sanità, aveva chiesto espressamente la possibilità di usare il siero, ma aveva ottenuto come risposta dagli Usa che «non ci sono dosi disponibili». Eppure i casi in Nigeria sono pochissimi.
Il siero, chiamato Zmpp e creato dalla Mapp Biopharmaceutical di San Diego, agisce sui contagiati potenziando le difese del sistema immunitario per difendersi dal virus e utilizza anticorpi raccolti in laboratorio da animali a cui era stato iniettato parte del virus.

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