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MODA 11 Agosto Ago 2014 1240 11 agosto 2014

Loom band, i braccialetti che minacciano l'ambiente

Gli accessori sono pericolosi e inquinanti.

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da Londra

I 'loom band' sono braccialetti fatti di piccoli cerchi di plastica elastica.

Sono tanti, tutti colorati e divertenti da costruire: i loom band, braccialetti fatti di piccoli cerchi di plastica elastica, sono un must dell’estate.
Ma se coloro che lo indossano al polso - grandi e piccini - aumentano esponenzialmente, i gruppi di difesa dell’ambiente hanno iniziato ad allarmarsi: che succederà quando la moda passerà, e i loom band verranno buttati via?
PLASTICA NON RICICLABILE. Il rischio è quello di creare l’ennesimo danno ambientale: i braccialetti sono fatti di plastica non riciclabile.
Nati sul mercato Usa nel 2013, esattamente un anno dopo è difficile non trovare bambini e ragazzini - di solito tra gli otto e i 14 anni - che non ne abbiano neanche uno, o che non sappiano come crearli.
L'IDEA DI UN MALESE IN USA. A disposizione di chi si vuole cimentare, ci sono piccoli uncini di plastica, ganci e persino un vero e proprio telaio.
L'idea è venuta a Cheong Choon Ng, una malese immigrato negli Stati Uniti, mentre osservava la figlia dedicarsi alla manifattura di braccialetti;: per 10 mila dollari investiti, il ritorno economico è tanto ingente da non essere ancora quantificabile.
BRACCIALETTO FAI-DA-TE. Molti però preferiscono una tecnica più semplice, senza bisogno di alcun tipo di aiuto o supporto: si infilano tre piccoli elastici di plastica intorno a indice e medio della mano (il primo della serie che ‘formi un otto’), e poi via, si parte a chiudere elastici su se stessi fino a che il braccialetto prende forma.
AI POLSI DI TANTI VIP. I loom band piacciono a tutti, non solo ai piccini. Tanto che sono stati avvistati al polso di Vip come Harry Styles della boy band One Direction, ma persino al braccio della duchessa di Cambridge, Kate Middleton. E pure a quello della più attempata duchessa di Cornovaglia, Camilla.
Moda ormai sdoganata, quindi, con il beneplacito dei genitori, contenti di vedere i propri figli alle prese con una piccola attività di artigianato manuale, piuttosto che davanti allo schermo di un pc.

Polemiche in Inghilterra dopo gli scontri in Usa nel 2013

I 'loom band' sono nati da un'idea di Cheong Choon Ng, un Malese immigrato negli Stati Uniti.

Eppure, sono bastate poche settimane dell’estate 2014 perché la polemica investisse anche questi braccialetti colorati: dapprima per paura degli effetti del processo di fabbricazione sulla circolazione del sangue.
In Inghilterra un bambino si è addormentato mentre stava costruendo un braccialetto con gli elastici avvolti intorno alle dita: la madre lo ha ritrovato con la mano blu e lo ha dovuto portare all’ospedale.
La polemica Oltremanica ha invaso anche le scuole, dove insegnanti, presidi e genitori agguerriti hanno messo al bando il loom band, perché pericolosi, distraggono i bambini e troppo spesso vengono abbandonati per terra. Lo stesso era successo in Usa nel 2013.
DUBBI SULLO SMALTIMENTO. Il problema più serio è in realtà quello dello smaltimento: è sempre più comune trovare braccialetti, collane, orecchini di loom band gettati a terra, non solo nelle scuole ma con l’espansione del fenomeno anche per le città.
«Con il lavaggio delle strade», ha spiegato la giornalista Lucy Siegle dalle colonne del giornale inglese the Guardian, «i loom band finiscono nei tombini, e vanno dritti dritti al mare».
UNA BOMBA ECOLOGICA. I piccoli elastici di plastica sono quindi una bomba ecologica pronta a esplodere non appena saranno passati di moda e la gente se ne vorrà liberare: il pericolo è per gli animali domestici, come cani e gatti, che rischiano di ingoiare i bracciali gettati a terra, ma anche per la fauna marina.
E se per rimediare a parte dell’inquinamento ambientale basterebbe un comportamento più civile, il problema dello smaltimento dei loom band resta: la plastica sintetica e fatta di silicone di cui sono composti non è riciclabile.
USARE UNA NUOVA PLASTICA. Una soluzione, secondo la giornalista inglese, sarebbe proprio quella di iniziare a utilizzare un materiale diverso, una plastica smaltibile e a basso impatto ambientale come quella prodotta da alcuni surfisti della Patagonia, chiamata 605 Yulex Biorubber, e prodotta dalla pianta guayaule tipica del deserto di quello Stato.
Il materiale sarà in vendita nel Regno Unito da settembre, al costo di 500 sterline: troppo perché spopoli come gli attuali loom band, venduti sulle strade inglesi al prezzo di 1 pound (circa 1,2 euro) per 600 piccoli elastici.

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