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CONFLITTO 12 Agosto Ago 2014 1555 12 agosto 2014

Gaza, Hamas e Israele: in Egitto spiragli di pace duratura

C'è una bozza d'intesa nei negoziati al Cairo.

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Un ragazzo palestinese di fronte a una casa distrutta.

Gaza, si aprono spiragli per una «duratura intesa» tra Hamas e Israele nel negoziato indiretto in corso al Cairo.
Mentre restano solo 24 ore - salvo problematiche proroghe - per trovare un'intesa prima che scada la fragile tregua di 72 ore iniziata alle 24 di domenica 10 agosto, continua la febbrile la trattativa in Egitto tra palestinesi e israeliani.
Martedì 12 agosto, per la seconda giornata consecutiva, nella capitale egiziana sono proseguiti i colloqui indiretti tra le parti con la mediazione del capo dei servizi segreti del Cairo, Mohamed al Tohami, a fare da anfitrione e da tramite.
INTESA DOPO GLI SCONTRI. Contrastanti le versioni sull'esito degli incontri. Fonti israeliane hanno lamentato lo scarso progresso delle trattative, denunciando la distanza con le richieste di Hamas.
Poi, però, i media di Tel Aviv, all'unisono con quelli palestinesi, hanno rilanciato una 'bozza' in sei punti sulla quale sarebbe già stato raggiunto un primo accordo. Sullo sfondo, è stato sottolineato, non pare esserci un prolungamento della tregua ma «una intesa stabile e duratura» sulla Striscia di Gaza. Un accordo che alcune formazioni palestinesi vorrebbero sottoscrivere per «20 anni».
SEI PUNTI PER LA PACE. I punti su cui sarebbe stato trovato un compromesso sono tutti volti ad attenuare l'embargo su Gaza. Più acque territoriali disponibili lungo le coste per i pescatori, maggiore flusso di beni e persone ai valichi, 'salari' per membri civili di Hamas da far transitare attraverso l'Autorità nazionale palestinese, che avrebbe il compito con la sua polizia di controllare il varco di Rafah, quello con l'Egitto, per garantirne l'apertura permanente.
TANTE INSODDISFAZIONI. Questi primi passi hanno tuttavia incontrato l'insoddisfazione di molti degli attori in campo: per i palestinesi si tratta di «limitate aperture», con Hamas pronta ad accusare gli israeliani di voler «continuare a porre condizioni»; per Israele resta invece da chiudere il nodo considerato essenziale dal governo di Benjamin Netanyahu, quello del disarmo e del contenimento delle fazioni estremiste palestinesi. E una possibile intesa sui 'salari' ha fatto infuriare il ministro dell'Economia, l'ultranazionalista Naftali Bennett. Se l'intesa finirà sul tavolo del governo israeliano, Bennett preannuncia già battaglia.
ALTRI DOSSIER DA RISOLVERE. Restano poi da definire altri dossier scottanti, quello dei prigionieri e quello delle infrastrutture a Gaza, capitoli che tuttavia, a quanto sembra, saranno stralciati e affrontati in seconda battuta.
Intanto, la comunità internazionale preme per l'intesa e la Lega Araba ha chiesto in particolare di blindare la tregua con una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza Onu. Un annuncio arrivato a margine dell'incontro con Frank Lowenstein, l'inviato speciale Usa sbarcato lunedì 11 agosto al Cairo.
Infine è arrivato l'ammonimento dell'Arabia Saudita a Israele: «Deve capire che la pace è l'unica soluzione per la sua sopravvivenza».

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