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STRISCIA 13 Agosto Ago 2014 2053 13 agosto 2014

Gaza: nuovo accordo di tregua, ma ripartono razzi e raid

Intesa: stop di 5 giorni. Ma ripartono razzi.

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Soldati israeliani dopo aver lasciato la Striscia di Gaza.

Un nuovo lancio di razzi (almeno tre) contro il Sud di Israele ha posto fine con qualche ora di anticipo alla tregua di tre giorni iniziata domenica 10 agosto nel conflitto tra Israele e Hamas, e le formazioni palestinesi armate della Striscia di Gaza. Ma, intanto, dal Cairo è rimbalzata la notizia di un accordo tra le parti, in extremis, per una nuova tregua «cinque giorni», come annunciato da Azzam al-Ahmad, capo della delegazione palestinese per i colloqui indiretti nella capitale egiziana. L'intesa è stata raggiunta a meno di un'ora dalla scadenza del stop precedente. E è previsto che parta dalla mezzanotte di mercoledì 13 agosto.
RAZZO A RAFAH: MORTA BIMBA EGIZIANA. Anche dopo l'accordo però il fuoco sul territorio dello Stato ebraico è proseguito. E anzi, secondo quanto riferito dall'agenzia Mena, un razzo caduto sulla parte egiziana di Rafah, al Sud della Striscia di Gaza, avrebbe colpito una casa uccidendo una bimba. Altre due persone sono rimaste ferite: si tratterebbe di altri due bambini secondo testimoni.
NETANYAHU ORDINA NUOVI RAID. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ordinato all'esercito di tornare a colpire la Striscia. E i jet hanno colpito tre obiettivi.
TRATTATIVE COMPLICTAE AL CAIRO.Nel tardo pomeriggio di mercoledì 12 agosto era arrivata l'indicazione del sì di Israele alla proposta egiziana di prolungare il cessate il fuoco, e continuare nei colloqui indiretti al Cairo. E, in serata, anche un portavoce di Hamas, citato dai media arabi, ha confermato - via tweet - il via libera all'intesa.
I palestinesi, da parte loro, avevano avvertito nei giorni scorsi che non si sarebbero accontentati di una 'manciata di minuti di pace', e che pretendevano da Israele una serie di concessioni in cambio di una intesa duratura. Al tavolo del negoziato, mediato dal capo dell'intelligence egiziana, il Cairo ha dovuto, alla fine, proporre il rinvio dei dossier 'più spinosi': il disarmo di Hamas per gli israeliani, la fine dell'embargo a Gaza per i palestinesi, oltre ad altri capitoli scottanti, dai prigionieri ai cadaveri dei soldati uccisi nel conflitto di queste settimane.
RAZZI SU ISRAELE, MA HAMAS NEGA. Le due parti, hanno riferito nelle ultime 48 ore fonti vicine al negoziato, avevano raggiunto una intesa parziale su sei punti messi sul piatto dagli egiziani. In sostanza, in cambio dell'attenuazione dell'embargo, con maggiori flussi ai valichi e anche salari ai membri civili di Hamas, le fazioni palestinesi si sarebbero impegnate a non sparare razzi contro Israele non per 3 giorni ma per molto più tempo, «anni» secondo i più moderati. «I terroristi di Gaza hanno rotto la tregua», ha twittato il portavoce militare israeliano pochi minuti dopo che il sistema Iron Dome aveva intercettato e distrutto un razzo, altri due sono caduti in campo aperto. La radio militare ha annunciato la ripresa dei sorvoli dei droni, con numerosi testimoni che via social network hanno parlato di esplosioni nel nord della Striscia. Hamas, dal canto suo, negando ogni responsabilità nel lancio dei razzi, aveva già indetto per venerdì una giornata di mobilitazione, invitando i 'fratelli' della Cisgiordania a scendere nelle strade.
TELEFONATA OBAMA-NETANYAHU. Dietro le quinte, anche un nuovo intervento del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha avuto nel pomeriggio del 13 agosto un colloquio telefonico con il premier israeliano, Benyamin Netanyahu. Obama ha ribadito il sostegno degli Usa agli sforzi di mediazione dell'Egitto e ha sottolineato l'importanza di giungere ad un risultato sostenibile che garantisca la sicurezza di Israele e affronti la crisi umanitaria a Gaza.

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