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IL COLPO 13 Agosto Ago 2014 1815 13 agosto 2014

Modena, rubato un Guercino dalla chiesa di San Vincenzo

Il furto nella notte a Modena. La pala vale circa 6 mln di euro.

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La Madonna coi santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo del Guercino rubata a Modena.

Furto nella notte a Modena. Dalla chiesa di San Vincenzo in corso Canalgrande è sparita la Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo, del Guercino. Un olio su tela di 293x184,5 centimetri datato 1639. La pala, dal valore inestimabile, era stata esposta fino a pochi giorni fa alla reggia di Venaria Reale di Torino.
CHIESE NEL MIRINO. Il colpo è certamente il più grave subito dal patrimonio artistico diocesano e cittadino negli ultimi decenni. Ma da settimane le chiese della provincia sono in balia dei ladri: da Polinago a Palagano, passando per Formigine, Fiorano e Frassinoro, molte chiese parrocchiali e frazionali sono state saccheggiate di calici, candelabri, arredi sacri e quadri di scarso valore artistico. Tanto che la diocesi era in allarme ed erano state intensificate le misure di sicurezza, per quanto possibile, nei luoghi di culto, soprattutto i più isolati.
IL PRECEDENTE DI FELICE MANIERO. Il furto nella chiesa di corso Canalgrande, però, appare clamoroso per il valore dell'opera asportata e per il fatto che i ladri hanno agito in pieno centro. Il maxi colpo fa tornare alla mente il furto commissionato negli Anni Novanta da Felice Maniero che riuscì a rubare quattro quadri dalla Galleria civica di Modena, tra cui il ritratto di Francesco I del Velasquez e dipinti del Correggio. Lo stesso boss della mala del Brenta li fece poi ritrovare.
SGARBI: «NON C'ERA L'ALLARME». Il furto del Guercino, però, si poteva evitare. «Si tratta di una pala d'altare con un San Gregorio meravigliosamente abbigliato, un'opera monumentale della prima maturità dell'artista» che può valere «tra i 5 e i 6 milioni di euro», ha commentato Vittorio Sgarbi,puntando il dito contro le istituzioni alle quali attribuisce una «responsabilità grave». «In quella chiesa non c'era un sistema d'allarme», ha sottolineato il critico d'arte. «Come è possibile che la soprintendenza abbia permesso che un'opera così preziosa rimanesse lì senza sicurezze?».
Un furto clamoroso, ha poi fatto notare il critico ferrarese, ma anche inspiegabile, giacché si tratta di un'opera praticamente invendibile. «Non ci può essere un committente, nessun museo e nessun privato la comprerebbe mai», ha aggiunto. «Secondo me questo furto può essere solo opera di una banda di stranieri inconsapevoli, gente che non sa nulla delle leggi di mercato e che forse pensa di chiedere un riscatto».

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