PROVOCAZIONE 14 Agosto Ago 2014 0627 14 agosto 2014

Corea del Nord, razzi prima dell'arrivo del papa

Pyongyang spara sul mar del Giappone.

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Una provocazione nel momento meno opportuno. La mattina del 14 agosto, a poche ore dall'arrivo di papa Francesco in Corea del Sud, Pyongyang ha sparato tre razzi da 30 millimetri a corto raggio dalla costa orientale direttamente nel mar del Giappone.
Lo ha annunciato il comando di Stato maggiore congiunto di Seul.
Poco dopo la Corea del Nord ha concesso il bis, lanciando altri due missili.
220 CHILOMETRI COPERTI. I razzi sono stati sparati da un lanciatore multiplo sistemato vicino a Wonsan, città sulla costa nordorientale, e sono finiti nel mar del Giappone dopo aver coperto una distanza di circa 220 chilometri.
Le operazioni di tiro, effettuate senza annunci preventivi di bando alla navigazione, hanno avuto inizio alle ore 9.30 locali (le 2.30 in Italia) e si sono concluse in circa 25 minuti.
«PROVOCAZIONE CONTRO IL PAPA». Nessun pericolo per il Papa, giunto dall' altra parte della penisola coreana, in una città blindata da misure di sicurezza eccezionali, ma la «provocazione», come bollata dal governo di Seul, ha causato turbolenze nel giorno della prima missione di un pontefice portatore di un messaggio di pace e distensione tra i due Paesi, 25 anni dopo la visita di Giovanni Paolo II.

«VIGILANZA RAFFORZATA». «I nostri militari hanno rafforzato la vigilanza sul Nord e mantengono la massima attenzione di fronte a ulteriori lanci», ha affermato Um Hyo-sik, un portavoce del comando di Stato maggiore congiunto.
La Corea del Nord ha lanciato missili e razzi a corto raggio a fine giugno e a inizio luglio, alzando i livelli di tensioni nella regione. L'ultima iniziativa coincide con l'arrivo di papa Francesco a Seul, impegnato nel primo viaggio in Estremo Oriente e nella consegna di un messaggio di pace alla penisola coreana, divisa in due dalla fine della guerra di Corea del 1950-53.
MANOVRE DI STATO ALLEATE. In mattinata, Pyongyang ha rinnovato l'invito a sospendere le manovre ritenute «un atto ostile e di guerra, prova generale di un'invasione», mentre Seul ha insistito, ripetendo il solito copione, sulla natura puramente difensiva dell'iniziativa con l'alleato Usa, quale risposta a un possibile attacco del Nord.
Pyongyang vuole «sospendere coraggiosamente gli atti ostili», secondo quanto rimarcato in una nota del Comitato per la riunificazione pacifica della Corea, diffusa dall'agenzia Kcna, ma Seul «deve bloccare le manovre con gli Usa». La risposta è nota: e nuove turbolenze si profilano all'orizzonte.

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