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MAGISTRATURA 14 Agosto Ago 2014 1249 14 agosto 2014

Giustizia, sanzioni per i magistrati amministrativi

Renzi: «Il percorso è già iniziato». Illeciti disciplinari per toghe Tar.

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Il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

La riforma della Giustizia si farà. E «andrà a compimento nel Consiglio dei ministri del 29 agosto». Così ha promesso il premier Matteo Renzi parlando da Reggio Calabria.
«Le consultazioni stanno andando molto bene», ha precisato il leader del Partito democratico, «e il processo telematico civile ha ingranato e si incrementerà sempre di più. Allo stato attuale abbiamo 5 milioni di processi civili fermi con una media di 940 giorni per una prima definizione e tutto questo è inaccettabile».
AZIONE CONTRO I MAGISTRATI. Da quanto ha svelato Renzi sulle misure previste dalle linee guida della riforma della Giustizia, anche il presidente del Consiglio potrà esercitare l'azione disciplinare nei confronti dei magistrati amministrativi e contabili, così come il ministro della Giustizia lo è per i magistrati ordinari.
Le disposizioni prevedono quindi che titolari dell'azione disciplinare siano il presidente aggiunto del Consiglio di Stato per i magistrati amministrativi e il procuratore generale della Corte dei conti per i magistrati contabili.
POTERE ANCHE AL PREMIER. Inoltre, per allineare la disciplina a quella prevista per i giudici ordinari (per i quali l'azione disciplinare è esercitata dal Procuratore generale della Corte di Cassazione e con un peculiare procedimento dal ministro della Giustizia), «si prevede che per i magistrati amministrativi e contabili l'azione disciplinare possa essere esercitata anche dal premier, con le modalità e i termini con cui la esercita il Guardasigilli».
VERSO L'USO DI UN DECRETO. Per intervenire sulla Giustizia, il governo intende intervenire con due strumenti. Innanzitutto, con una «norma immediatamente precettiva» - presumibilmente un decreto - per estendere immediatamente ai giudici amministrativi e contabili le regole sulle tipologie di illeciti disciplinari e sulle sanzioni già previste per i magistrati ordinari.
RICORSO A UNA LEGGE DELEGA. Quindi, attraverso una legge delega per riformare il procedimento disciplinare davanti agli organi di autogoverno, chiarire quali sono gli organi titolari dell'azione disciplinare, prevedere regole e tempi certi per la fase di contestazione degli addebiti, istruzione, e decisione; nelle misure, si ipotizza una sezione disciplinare degli organi di autogoverno, sulla falsariga della sezione disciplinare in seno al Consiglio superiore della magistratura.

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