MESSAGGIO 14 Agosto Ago 2014 1356 14 agosto 2014

Papa in Corea del Sud, gli auguri di pace in volo sulla Cina

«Il mondo è stanco della guerra. Ora la Penisola cerchi il dialogo».

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Papa Francesco è arrivato a Seul, in Corea del Sud, dove la sua permanenza è prevista fino a lunedì 18 agosto.
Il pontefice ha lanciato un appello alla pace, incoraggiando «gli sforzi per riconciliazione e stabilità nella penisola coreana, unica strada per una pace duratura». E ha ricordato che «la ricerca della pace da parte della Corea influenza la stabilità dell'intera area e del mondo intero, stanco della guerra».
Bergoglio, sorvolando la Cina, ha poi indirizzato un telegramma al presidente cinese Xi Jinping, esprimendo «cordialità» sia al capo di Stato che al suo popolo, e invocando «la divina benedizione per la pace e il benessere della nazione». Il testo del telegramma è stato reso pubblico al momento del sorvolo del territorio cinese, quando in Italia era quasi l'una del mattino.
VIETATO IL SORVOLO A WOJTYLA. Come noto, il papa e il presidente cinese si erano scambiati messaggi augurali, per la reciproca elezione, avvenuta a un giorno di distanza - il papa il 13 marzo 2013 e il presidente il 14 marzo - Francesco ha anche riferito in un'intervista che con il presidente cinese ha avuto altri contatti. Nel 1989, quando papa Wojtyla si recò nella Repubblica di Corea, il governo di Pechino vietò il sorvolo all'aereo papale, che dovette fare la rotta artica.
Nessuna risposta ufficiale da parte della Cina al messaggio di saluto inviato da Bergoglio. Ma il Global Times, giornale vicino alle posizioni del Partito, titola il 14 agosto 'L'approvazione da parte di Pechino del volo papale sui cieli cinesi, è visto come un possibile modo per migliorare le relazioni'. Nell'editoriale si ricorda che il riconoscimento che la Santa Sede dà a Taiwan e il diritto rivendicato da Pechino di nominare i propri vescovi, sono i due ostacoli alla normalizzazione delle relazioni tra Vaticano e Cina.
Nell'articolo si definisce «cortesia del governo cinese» l'autorizzazione al sorvolo.
ACCORDO SULLE NOMINE VESCOVILI. Secondo l'editoriale, che intervista anche un esperto di questioni religiose cinesi, Wang Meixu, dell'Accademia cinese di scienze sociali, c'è lo spazio perché il Vaticano raggiunga un accordo con Pechino sulle nomine vescovili. Resta la questione taiwanese, ma la figura di Bergoglio, proveniente da un paese in via di sviluppo, secondo il giornale riscuote più simpatia dei suoi predecessori.
Resta il fatto che la Cina ha vietato qualsiasi pellegrinaggio in Corea del Sud ai cristiani, oltre a detenere alcuni vescovi fedeli a Roma e ad aver fatto abbattere oltre 230 crocifissi e alcune chiese nella provincia dello Zeijiang.

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