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MEDICINA 14 Agosto Ago 2014 1000 14 agosto 2014

Stamina, Noemi: tribunale dice sì alle cure

Una nuova ordinanza obbliga gli Spedali Civili alle infusioni.

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Una manifestazione pro-Stamina.

Via libera alle cure con l'infusione di cellule staminali a Noemi Sciarretta, la bimba di Guardiagrele (Chieti) affetta da Sma1, Atrofia muscolare spinale, che dovrà essere trattata con il 'metodo Stamina' presso gli Spedali Civili di Brescia.
A decretarlo un'ordinanza del tribunale dell'Aquila depositata il 14 agosto, in cui sono stati rafforzati i poteri di Erica Molino, la biologa della Stamina Foundation, stretta collaboratrice del fondatore Davide Vannoni, che è stata nominata anche ausiliare del giudice.
Nell'ordinanza di qualche settimana fa, Molino era stata indicata come commissario ad acta, quindi esperta incaricata di mettere in pratica la filiera per arrivare alle infusioni individuando anche i medici.
UDIENZA IL 13 AGOSTO. L'ordinanza del 14 agosto, emessa dal collegio composto dai magistrati Giovanni Novelli, Roberto Ferrari e Giuseppe Grieco, è la conseguenza dell'udienza di mercoledì 13 quando, davanti ai giudici, sono comparse le parti. Da un lato la struttura medica bresciana, rappresentata dall'avvocato aquilano Marco Mazzotta in sostituzione del milanese Rocco Manga, che aveva presentato un ricorso per ottenere chiarimenti sull'ordinanza precedente, che tra le altre cose imponeva la somministrazione delle cure a partire dal 25 luglio. Dall'altra parte la famiglia Sciarretta, rappresentata dal padre Andrea e dall'avvocato pescarese Michela Di Iorio, che, a sua volta, per rispondere alle schermaglie procedurali dell'azienda sanitaria lombarda, aveva presentato un'istanza per avere precisazioni.
A oggi la piccola Noemi ancora non ha ricevuto cure.

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