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TENDENZE 15 Agosto Ago 2014 1616 15 agosto 2014

Birra, il boom delle artigianali

Da Cenerentola degli alcolici a prodotto di nicchia.

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Una pinta di birra.

Un tempo per sentirsi cool si beveva vino. La birra invece era la Cenerentola degli alcolici, economica e di poco pregio, buona per gli studenti, da accompagnare alla pizza o al panino.
Ma proprio come Cenerentola, ha trovato la sua scarpina di cristallo trasformandosi in un prodotto da intenditori. Basta guardarsi intorno: la birra artigianale ha conquistato il mondo. Ed è più che probabile che sedendovi al ristorante vi portino la carta della birra insieme con quella dei vini. E che la prima sia più lunga della seconda: le combinazioni di malto e luppoli rischiano di confondere chiunque non sia esperto. Col rischio di ritrovarsi a bere una bionda che non piace affatto. Roba per esperti, per intenditori.
IL BUSINESS INGLESE. In Inghilterra già da tempo stanno gridando al fenomeno. Nel regno delle Ale, birra ad alta fermentazione, la craft beer - quella artigianale - è diventata un business in crescita a ritmi vertiginosi. Se, come ha ricordato il britannico Guardian, negli ultimi dieci anni il consumo di alcol è crollato e i pub chiudono al ritmo di 31 a settimana, è cresciuta una nuova generazione di fanatici della birra alla ricerca di nuovi stili e miscele creative alimentate dai luppoli americani, dal sapore più forte e deciso rispetto a quelli inglesi.
NUOVA GENERAZIONE DI MICROBIRRAI. Un business così esplosivo da far parlare di una vera e propria rivoluzione della birra artigianale, vista la crescita del 79% all’anno. L’ultimo report della Società dei birrai indipendenti parlava di «una nuova generazione di microbirrai britannici che hanno adottato lo stile e il modus operandi dei birrai artigianali americani».
Tanto che l’esperto del settore Pete Brown, probabilmente la maggiore autorità Uk in fatto di birra, ha sentenziato: «È il miglior momento di sempre per essere un bevitore di birra. Non so se sia addirittura meglio del 1870 (quando la produzione di birra passò da una dimensione artigianale a una prettamente industriale) ma siamo lì».

Il trend nato negli Usa nel 1980

In Italia il business delle birre artigianali sfiora i 60 mln.

Una rivoluzione, insomma, guidata dagli Stati Uniti, dove il fenomeno dei birrifici artigianali è rinato a partire dagli Anni 80, con la cosiddetta Renaissance americana, quando gli immigrati europei si adoperarono per mantenere in vita alcuni vecchi prodotti affidandosi all’artigianalità del processo.
LA LIBERATORIA DI CARTER. Tutto grazie alla liberatoria legislativa varata dal presidente Jimmy Carter nel 1978, che con un decreto sancì l’esenzione fiscale per la birra prodotta in casa per il solo uso familiare. Il successo è stato immediato, tanto che nel 1988 fu istituita dal Congresso la Giornata Nazionale dell’homebrewer, il Brew Big, celebrato ogni anno, in tutto il Paese, il primo sabato di maggio.
Dagli Usa all’Italia il passo però è stato lungo più di 15 anni.
IN ITALIA FENOMENO IN CRESCITA. È solo dal 1995 che in Italia l’homebrewing non è più illegale, ma già l’anno dopo, nel 1996, diversi birrifici aprirono in varie zone d’Italia. Da lì in poi il fenomeno ha preso la volata: nel 2010 i microbirrifici hanno superato le 300 unità arrivando a coprire circa l'1% della produzione di birra italiana, e il trend di crescita non accenna a diminuire, anzi.

Tra birrifici, brewpub e beer firm: un business da 60 mln

Un birrificio artigianale.

Il panorama della craft beer italiana, peraltro, ha tre facce: oltre ai microbirrifici - che producono per la vendita a locali e negozi - ci sono i brewpub, che producono birra per il consumo interno, e i beer firm, impianti già esistenti affittati a privati per produrre bionde artigianalmente, ma in quantità non raggiungibili con un normale impianto casalingo. Il tutto per un giro di affari che si aggira sui 60 milioni di euro.
BOOM DEGLI EVENTI DEDICATI. Un successo dimostrato dal moltiplicarsi delle bottiglie di birra sugli scaffali dei supermercati, al ristorante, e pure dal fiorire di eventi dedicati alle birre artigianali, dal Birròforum romano - non a caso organizzato subito dopo il Vinòforum - l’Open baladin fest a fine agosto a Torino, la settimana della birra artigianale a marzo.
Ma non solo: sono in aumento anche i corsi di degustazione, a partire da quello organizzato dalla Unionbirrai, associazione di riferimento del settore, per imparare a conoscere storia e segreti delle birre artigianali. Così da essere autorizzati a storcere il naso quando gli amici ordinando semplicemente una birra alla spina.

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