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DIPLOMAZIA 15 Agosto Ago 2014 1637 15 agosto 2014

Iraq, Consiglio Ue: via libera alle armi per i curdi

La decisione dei ministri degli Esteri riuniti a Bruxelles.

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Il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini.

Il Consiglio dei ministri degli Esteri dell'Unione europea convocato per discutere della crisi in Iraq ha deciso: accolta «con favore» la scelta di alcuni Stati membri di consegnare armi ai curdi iracheni che combattono contro l'avanzata dello Stato islamico nella regione del Kurdistan, ricca di giacimenti petroliferi.
È ciò che è stato scritto nelle conclusioni del vertice dei 28 di Ferragosto a Bruxelles.
«COL CONSENSO DI BAGHDAD». Le richieste dei curdi sono pronte a essere esaudite «in accordo alle capacità e leggi nazionali degli Stati membri e col consenso delle autorità nazionali irachene».
La titolare della Farnesina Federica Mogherini aveva spiegato al suo arrivo che «i curdi in questo momento hanno bisogno di sostegno, ma con il coinvolgimento diretto del governo di Baghdad».
PER L'ITALIA «DECIDE IL PARLAMENTO». Anche l'Italia sta valutando l'operazione, «ma per la decisione politica è necessario il passaggio parlamentare. Abbiamo ricevuto da parte dai curdi richieste di sostegno, e stiamo facendo una valutazione tecnica con loro e anche col ministero della Difesa», ha precisato il ministro Mogherini.
CONDANNA PER CHI APPOGGIA L'ISIS. L'Unione europea ha intenzione di valutare inoltre come prevenire che lo Stato islamico possa trarre beneficio dalla vendita del petrolio, e ha condannato i sostenitori finanziari del califfato, perché contravvengono alle risoluzioni dell'Onu.
L'Ue si è anche schierata apertamente contro «le atrocità e gli abusi dei diritti umani, in particolare quando vengono commessi contro minoranze religiose e gruppi più vulnerabili. Alcuni di questi atti, commessi in Iraq e in Siria, possono costituire crimini contro l'umanità e devono essere indagati velocemente in modo tale che i responsabili ne rispondano».
AIUTO ALLE ZONE PIÙ ISOLATE. I ministri hanno sottolineato «il bisogno di un'azione immediata per facilitare l'accesso alle popolazioni che si trovano in situazioni di necessità», accogliendo «con favore gli sforzi fatti dagli Stati Uniti e da altri partner».
«SERVE UN GOVERNO INCLUSIVO». Il Consiglio ha quindi espresso la sua approvazione per la nomina di Heider Al Abadi come premier designato dell'Iraq e ha confidato «che proceda con urgenza alla formazione di un nuovo governo» insistendo sull'importanza che sia «inclusivo e risponda alle aspirazioni di tutti gli iracheni».
Nel Paese il cardinale Fernando Filoni, inviato del papa, ha promesso aiuto ai cristiani come ad altre minoranze minacciate: inclusi gli yazidi intrappolati sul monte Sinjar (300 i morti negli ultimi giorni, fra cui donne e bambini).

Fronte ucraino, il Consiglio avverte Mosca: «Stop ad azioni militari unilaterali»

Sul fronte ucraino, segnato da un nuovo picco di tensione dopo la denunciata incursione russa, il Consiglio ha discusso non solo delle contromisure di Mosca che hanno colpito l'agroalimentare europeo.
L'Ue si è detta unita nell'ammonire che ogni «azione militare unilaterale» di Mosca «dietro qualsiasi pretesto, incluso quello umanitario, sarà considerata una grave violazione del diritto internazionale».
LIBIA, LEON RAPPRESENTANTE SPECIALE. Sulla Libia, tema che l'Italia ha insistito affinché fosse incluso nell'agenda, si è salutata la nomina di Bernardino Leon a rappresentante speciale dell'Onu, col quale si lavorerà nella mediazione con tutte le parti e per uno stop alle violenze.
Dall'Ue è arrivato infine un «forte sostegno» agli sforzi egiziani per una tregua duratura a Gaza: con l'ambizione di ricoprire un nuovo ruolo sui valichi, e non solo a Rafah.

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