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TENSIONE 15 Agosto Ago 2014 0853 15 agosto 2014

Missouri, la polizia fa il nome dell'agente che ha sparato

A Ferguson si prova a tornare alla normalità.

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St. Louis (Missouri): agenti di polizia in tenuta anti-sommossa.

La cittadina del Missouri, Ferguson, prova a tornare alla calma dopo la quinta notte di scontri.
Gas lacrimogeni sono stati sparati dalla polizia per disperdere la folla di manifestanti scesi in strada per la morte di Michael Brown, il giovane di colore ucciso da un poliziotto il 9 agosto mentre, disarmato, stava andando a casa della nonna.
Un episodio condannato dal presidente americano Barack Obama: «Non ci sono scuse per l'uso eccessivo della forza» da parte delle forze dell'ordine, «responsabili di essere trasparenti in situazioni come questa».
OGGI IL NOME DELL'AGENTE. I poliziotti in tenuta antisommossa hanno marciato verso i manifestanti, riuniti in un distributore di benzina diventato il punto di incontro per le proteste. La polizia, secondo la Cnn, ha annunciato di non considerare più le manifestazioni pacifiche, prima di lanciare i gas lacrimogeni verso la folla, che è fuggita in diverse direzioni. L'opinione pubblica si chiede perché le autorità non abbiano reso nota l'identità del poliziotto che ha sparato a Michael, accusandole di voler proteggere «uno di loro». Poi la svolta. Dopo le pressioni provenienti anche dalla Casa Bianca, la polizia avrebbe deciso di rivelare il nome dell'agente che ha ucciso il giovane.
Sul caso sta indagando l'Fbi, mentre Anonymous ha annunciato di avere il nome dell'agente.
Secondo indiscrezioni giornalistiche, il governatore del Missouri, Jay Nixon, avrebbe deciso di togliere alla polizia della contea di St. Louis la gestione delle proteste.

DUE GIORNALISTI ARRESTATI. Due giornalisti, rispettivamente del Washington Post e dell'Huffington Post, sono stati arrestati sempre a Ferguson mentre coprivano le proteste per la morte del giovane di colore. Lo hanno raccontato gli stessi giornalisti su Twitter, dopo essere stati rilasciati.
Wesley Lowery, del Washington Post, e Ryan Reilly, dell'Huffington Post, sono stati arrestati mentre si trovavano da McDonalds poco prima delle 20, ora locale. La polizia è entrata nel locale chiedendo ai clienti di andarsene. Poi i poliziotti hanno chiesto a Lowery e Reilly di identificarsi e, secondo il racconto dei reporter, li hanno arrestati «perchè non hanno raccolto la loro roba abbastanza in fretta».
SU TWITTER: «MI HANNO AGGREDITO». Lowery ha raccontato che gli agenti lo hanno aggredito: «Mi hanno spinto contro il distributore dell'acqua perchè ero confuso su quale uscita mi avevano detto di usare», ha twittato il giornalista. I due sono stati rimessi in libertà dopo 45 minuti, senza accuse, e i poliziotti si sono rifiutati di fornire loro le proprie identità.

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