Riccione 140805150940
TRASPORTI 15 Agosto Ago 2014 0800 15 agosto 2014

No Trc, il movimento contro il Trasporto rapido costiero della Romagna

Proteste per il collegamento Rimini-Riccione.

  • ...

Un'immagine dei pini abbattuti nel cantiere di Viale Portovenere.

Due capolinea, 15 fermate, 9,8 chilometri di lunghezza da percorrere in 23 minuti e 100 milioni di euro.
Sono i numeri della nuova Tav di Romagna, il Trasporto rapido costiero (Trc), un costoso collegamento su gomma progettato per unire le città di Rimini e Riccione. Che ha già scatenato le polemiche.
IN FUNZIONE DAL 2017. Niente binari: si tratta di un moderno autobus elettrico - sull'esempio di quanto adottato da grandi città come Amsterdam, Colonia, Istanbul - destinato ad affiancarsi alle altre linee di collegamento, per il quale è stata predisposta una strada esclusiva larga dai 4,20 ai 7,30 metri.
Il percorso del Trc, in costruzione dal 2012 e che dovrebbe entrare in funzione dal 2017, prevede la realizzazione di nove sottovia, due ponti, tre sottopassi pedonali e quattro carrabili alla linea ferroviaria.
1.500 PASSEGGERI L'ORA. Si stima che l’utilizzo a pieno regime del metro di costa, pensato per trasportare fino a 1.500 passeggeri l’ora, possa riuscire a ridurre il traffico sulla direttrice costiera riminese di 12-15 mila auto al giorno.
C’è poi la questione dell’inquinamento, che con il Trc diminuirebbe dell’11% rispetto al totale attualmente emesso dal traffico sulla costa: si tratterebbe di 50 tonnellate in meno di polveri sottili ogni anno.
Un mezzo innovativo quindi, oltre che benefico per traffico e inquinamento. E che potrebbe agevolare i turisti: da queste parti nel 2013 la Provincia di Rimini ha registrato oltre 3 milioni di visitatori, di cui oltre 750 stranieri (in testa russi e tedeschi).
Peccato che l'opera piaccia a pochi, capitanati dai No Trc.

L'opera è destinata a dividere in due Riccione

Alcuni manifestanti del Comitato 'No Trc'.

La costruzione della Trc ha, infatti, scatenato un’instancabile protesta da parte dei cittadini della «Perla Verde (così viene chiamata Riccione dai suoi abitanti).
A irritare è soprattutto il fatto che l'opera erigerà una barriera che dividerà a metà Riccione, funzionale a distinguere il traffico automobilistico dal tracciato riservato al metrò. «Un muro di Berlino», lo definiscono i cittadini.
SPESA DA 102 MILIONI. Il nodo principale, tuttavia, è economico. Il progetto iniziale per la realizzazione del Trc prevedeva una spesa di 92 milioni di euro, poi lievitata a 102, dei quali 42,8 finanziati dal ministero alle Infrastrutture e da quello delle Finanze. Le risorse restanti sono erogate da Regione, Comuni (Rimini e Riccione) e Agenzia mobilità.
A livello politico, poi c'è lo scontro tra le due città capolinea.
L'OPPOSIZIONE DI TOSI. Renata Tosi, neosindaco di centrodestra di Riccione riuscita a strappare la Perla Verde alla sinistra dopo 70 anni, è contro l'opera. Mentre il collega di Rimini, Andrea Gnassi, del Partito democratico, preme per realizzarla.
Secondo il primo cittadino della formazione di Silvio Berlusconi l’opera è troppo costosa - a conti fatti costa 1 milione a chilometro - costringe ad abbattere 230 pini e a erigere una barriera che divide Riccione.
I LAVORI VANNO AVANTI. A giugno Tosi ha approvato un’ordinanza volta a imporre uno stop alle ruspe, ma la decisione di fermare i lavori in viale Portovenere, teatro del cantiere, è stata bocciata dal coordinamento Trc, composto da Regione e sindaci.
L’ipotesi di sospensione dei lavori non ha potuto essere valutata in quanto «non suffragata da alcuna proposta tecnica e finanziaria da parte dell’amministrazione di Riccione che non ha presentato in tal senso alcuna documentazione».
LA REGIONE NON SI FERMA. L'assessore regionale ai Trasporti Alfredo Peri ha fatto sapere che il Trc «è un’infrastruttura all’avanguardia, al passo con altre città europee, che deve rendere il trasporto pubblico locale la via privilegiata». Ecco perché considera la metro costiera una grande opportunità per favorire il turismo in città come Rimini e Riccione.
Secondo i vertici dell'Emilia-Romagna l'alternativa agli autobus «inaffidabili a causa del traffico», è un'infrastruttura agevole e moderna: «Occorre offrire un servizio comodo, dalle alte prestazioni, che riduce l’impatto sull’ambiente e favorisce una mobilità più sostenibile e più intelligente».

Le proteste dei No Trc contro il cantiere

Mentre la politica litiga, i cittadini di Riccione, a inizio luglio, hanno provato a fermare i lavori accerchiando il cantiere, diventato simbolo della contestazione dei No Trc. Alcuni manifestanti hanno scavalcato le transenne, lanciato uova contro i mezzi degli operai e inveendo contro carabinieri e polizia.
Per Alberto Beltrame, responsabile del coordinamento No Trc, le ragioni per opporsi alla realizzazione dell’opera sono più d’una: dall'abbattimento degli alberi (in proposito sono arrivate le diffide di associazioni come Wwf, Enpa, Lipu e Lav) fino al costo.
OPERA CONSIDERATA INUTILE. «In periodi di crisi come questo non si può pensare di buttare via 100 milioni di euro per un’opera inutile», spiega Beltrame a Lettera43.it.
«Tosi ha proposto una variante che avrebbe fatto risparmiare una decina di milioni sui lavori, oltre a salvare i 230 pini, ma la proposta è stata bocciata».
SERVONO 10 MILA PASSEGGERI. Dai calcoli dei No Trc, poi, il nuovo mezzo di trasporto dovrebbe fare gli straordinari per raggiungere il pareggio di bilancio. Il metrò di costa dovrebbe «incassare 10 mila biglietti al giorno», secondo Beltrame.
«Bisogna essere realisti, l’autobus elettrico non ospiterà mai 10 mila passeggeri al giorno tra Rimini e Riccione per 365 giorni l’anno. È una follia», è la tesi di Beltrame.
MEZZI PUBBLICI POCO USATI. Per il responsabile del Coordinamento No Trc, c'è pure la questione dell'inutilità. I riccionesi non sfrutterebbero un mezzo come l’autobus elettrico, avendo già a disposizione linee di autobus funzionanti e treni.
«Se per esempio dovessi andare al mare a Rimini non prenderei il Trc ma l’autobus, per andare alla fiera invece viaggerei in treno».
Senza considerare che «il riccionese medio usa poco i mezzi pubblici»: «Ci si muove in scooter, in bici, in macchina».
L'OK OLTRE 10 ANNI FA. Eppure Peri non pare d'accordo. Tanto che ha bollato come inutili le proteste che vanno avanti da mesi.
«Il progetto è stato pensato più di 10 anni fa e l’80% dei lavori è stato completato», ha spiegato l'assessore regionale ai Trasporti, aprire un dibattito sull’utilità o meno del Trc dopo tutto questo tempo e lavoro non ha alcun senso». Anche perché «l'opera è stata sottoscritta e voluta dagli enti locali, anche se dell’epoca».

Correlati

Potresti esserti perso