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IL GESTO 17 Agosto Ago 2014 0001 17 agosto 2014

Gaza, Giusto rifiuta la medaglia di Israele

Salvò ebrei, ha perso parenti nella Striscia.

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L'olandese Henk Zanoli a 91 anni ha restituito la medaglia di giusto delle nazioni a Israele.

Aveva rischiato la vita per difendere gli ebrei dai nazisti, oggi ha visto i suoi affetti uccisi da Israele nella Striscia di Gaza. All'età di 91 anni, un olandese premiato dallo Stato ebraico per aver sottratto ai nazisti un bambino ebreo durante la Seconda guerra mondiale, ha restituito la sua medaglia di 'Giusto tra le nazioni', il riconoscimento che Israele conferisce ai non ebrei per aver salvato le vite di ebrei durante l'Olocausto. L'olandese in questione, ha riportato la stampa internazionale, si chiama Henk Zanoli e ha deciso di restituire la medaglia dopo che sei dei suoi parenti hanno perso la vita a Gaza a causa di un raid aereo israeliano.
NIPOTE SPOSATA A PALESTINESE . Nel 1943, ha scritto il New York Times, Zanoli rischiò la vita per nascondere dai nazisti un ragazzino ebreo, che portò di nascosto - a bordo di un treno - da Amsterdam al villaggio olandese di Eemnes. Il bambino rimase al sicuro, sotto la tutela della famiglia Zanoli, per due anni, fino alla fine della guerra. Settantuno anni dopo, il 20 luglio scorso, un F-16 dell'aviazione israeliana ha distrutto la casa della sua pronipote nella Striscia di Gaza, uccidendo tutti coloro che si trovavano al suo interno: la sua pronipote, una diplomatica olandese, è sposata con un economista palestinese - Ismail Ziadah - il quale ha perso nell'attacco tre fratelli, una cognata, un nipote e la prima moglie di suo padre.
Giovedì 14 agosto Zanoli, il cui padre morì in un campo di concentramento nazista, è andato all'ambasciata israeliana all'Aja e ha restituito la sua medaglia. E in una lettera inviata all'ambasciatore israeliano in Olanda Zanoli ha descritto il prezzo che la sua famiglia ha dovuto pagare per essersi opposta alla «tirannia nazista».
IL PREZZO DELL'OLOCAUSTO, OGGI UN INSULTO. «Mia sorella ha perso suo marito, che è stato giustiziato sulle dune dell'Aja per il suo coinvolgimento nella resistenza», è scritto nella lettera. E poi: «Mio fratello ha perso la sua fidanzata ebrea, la quale è stata deportata e non è mai tornata».
In questo scenario, ha spiegato Zanoli in una lettera pubblicata dal giornale israeliano Haaretz, «continuare a fregiarmi dell'onore concessomi dallo Stato di Israele in queste circostanze sarebbe un insulto... per coloro nella mia famiglia, quattro generazioni dopo, che hanno perso non meno di sei dei loro parenti a Gaza».
Zanoli, ha commentato il quotidiano statunitense, si è trasformato nei decenni da sostenitore a critico di Israele, il che rispecchia un più ampio spostamento di vedute in Europa, dove il dolore per l'uccisione di sei milioni di ebrei europei aveva portato molti ad appoggiare la nascita di Israele nel 1948 come «paradiso per gli ebrei a livello mondiale».

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