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TENSIONE 16 Agosto Ago 2014 1556 16 agosto 2014

Ucraina, gli Usa: «La Russia cessi le provocazioni»

I ribelli di Donetsk: «Da Mosca in arrivo 150 mezzi e 1.200 uomini».

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Polonia. Il presidente americano Obama a Varsavia per i 25 anni delle prime libere elezioni dopo il comunismo.

Tensione altissima nell'Est dell'Ucraina assediato dalle forze armate di Kiev, dove nella notte tra il 14 e il 15 agosto sarebbe penetrata una colonna di mezzi militari russi.
A essere testimoni del presunto attraversamento della frontiera da parte di 23 blindati - il Cremlino ha negato ogni sconfinamento - ci sono i giornalisti dei quotidiani britannici The Guardian e The Telegraph, che hanno sostenuto che lo sconfinamento sia avvenuto attraverso un varco nei pressi del posto di confine di Izvarino-Donetsk, che porta alla regione ucraina di Lugansk. Lo stesso da cui dovrebbe passare l'imponente convoglio umanitario russo di quasi 300 camion fermo alla frontiera già da almeno due giorni perché Kiev teme possa servire al Cremlino come pretesto per un'invasione o per armare i separatisti.
STOP ALLA CONSEGNA DI ARMI. Per evitare l'escalation di tensione, il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale del presidente Usa Barack Obama, Caitlin Hayden, ha chiesto a Mosca di cessare le «provocazioni».
La Russia «non ha alcun diritto d'inviare in Ucraina veicoli, persone o materiale di qualunque tipo, con qualsiasi pretesto, senza avere l'autorizzazione del governo ucraino. Se il presidente Vladimir Putin vuole mettere fine al conflitto, come si è impegnato a fare, può cominciare con il fermare i bombardamenti dell'artiglieria russa, fermare le consegne di armi, il suo sostegno ai separatisti e il loro finanziamento».
CARRI ARMATI IN ARRIVO. Intanto, mentre Kiev, secondo quanto ha comunicato il presidente ucraino Petro Poroshenko su Twitter (il numero uno ucraino ha avuto anche un colloquio con la cancelliera tedesca Angela Merkel), ha rinconquistato la cittadina di Zhdanivka, vicino Donetsk, il nuovo premier dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, Aleksandr Zakharcenko, ha annunciato che sono in arrivo rinforzi per i miliziani filorussi: 150 mezzi blindati, tra cui 30 carri armati e blindati per la fanteria, e 1.200 uomini addestrati per quattro mesi in Russia.
LA SMENTITA DELLA RUSSIA. A smentire Zakharcenko, però, è stato il vicepremier dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, Andriei Purghin che ha negato che i separatisti abbiano ricevuto mezzi militari da Mosca.
«Non abbiamo ricevuto alcun veicolo blindato dalla Russia», ha detto, «nessuna unità russa, mezzi blindati compresi, ha attraversato il confine. Quindi nessun blindato russo è stato distrutto».
Per riportare la pace nel Paese, domenica 17 agosto i ministri degli Esteri di Ucraina, Russia, Germania e Francia si incontreranno a Berlino per cercare una soluzione alla crisi.
ONU: 2 MILA MORTI. L'Onu ha però fornito la conta dei morti: sono già più di 2 mila dall'inizio del conflitto ad aprile, di cui 1.000 solo nelle ultime due settimane, cioè da quando le truppe ucraine stanno stringendo d'assedio le roccaforti separatiste di Donetsk e Lugansk. A pagare il prezzo più alto in questa guerra è probabilmente la popolazione civile, e l'osservatorio internazionale sulla tutela dei diritti umani Human Right Watch ha denunciato l'impiego di armi pesanti contro i centri abitati da parte di entrambe le fazioni in lotta e ha rimarcato come la situazione umanitaria sia 'molto difficile' a Lugansk, da diversi giorni senza elettricità e acqua corrente e a corto di cibo.

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