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SPORT & GIUSTIZIA 17 Agosto Ago 2014 0800 17 agosto 2014

Calcio in prigione, le squadre nate in galera

Da Nord a Sud spuntano nuovi club dietro le sbarre.

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Un campo di calcio all'interno di un carcere.

Ci vuole una certa ironia per chiamare una squadra di calcio di soli detenuti «Pallalpiede». Ma l’ironia, come lo spirito d’iniziativa, è qualcosa che evidentemente non manca nella casa circondariale Due Palazzi di Padova dove, con la collaborazione della Lega nazionale dilettanti (Lnd) e del ministero della Giustizia, si è deciso di creare una selezione che dalla stagione 2014-15 parteciperà al campionato di Terza categoria.
La rosa della Pallalpiede può già contare su 30 ospiti dell’istituto di pena selezionati tra 70 candidati da Walter Bedin, allenatore dalla vasta esperienza nel mondo del calcio dilettantistico.
SPORT COME INCLUSIONE SOCIALE. Motore dell’iniziativa è stata la polisportiva San Precario che dal 2007 si occupa di realizzare progetti che hanno come fine l’integrazione e l’inclusione sociale e come mezzo lo sport. Al centro del progetto, secondo i promotori, c’è il principio costituzionale sancito dall'articolo 27 della Carta spesso ignorato.
IL NUOVO PROCESSO EDUCATIVO. Recita lo statuto della neonata squadra: «L'idea di questo progetto nasce dalla volontà di creare un percorso di formazione all’interno del contesto carcerario per veicolare la promozione di stili di vita e buone pratiche attraverso lo sport. La pratica sportiva diventa così la base di un processo rieducativo volto a trasmettere ai detenuti i valori della solidarietà, della lealtà e del rispetto dell’altro».
SQUADRA FUORI CLASSIFICA. Ovviamente per consentire la partecipazione a un campionato di un gruppo di persone legate a un regime detentivo sono stati posti una serie di limiti.
Pallalpiede parteciperà fuori classifica e giocherà tutte le partite all’interno dell’istituto di pena, in un campo che è stato comunque omologato per la categoria.
CONTROLLO SUGLI AVVERSARI. Per motivi di sicurezza, ha fatto sapere il comitato regionale veneto della Figc, la direzione del carcere otterrà in anticipo tutte le distinte degli avversari e le generalità dell’arbitro.
Ma sono vincoli insignificanti rispetto alla portata dell’iniziativa. In effetti in Italia la selezione del carcere Due Palazzi è una delle poche esperienze di questa portata. Ma non l'unica.

Strutture carenti e troppi detenuti: manca un vero progetto

L'ultima squadra di calcio nata dentro un carcere è Pallalpiede a Padova.

Il connubio tra sport e prigioni più volte rilanciato anche a livello istituzionale rimane comunque molto difficile da realizzare.
Nel nostro Paese ci sono 203 carceri che ospitano 62.536 persone (dati dicembre 2013) a fronte di 44.305 posti. In pratica un esubero di oltre 18 mila detenuti. A questo si deve sommare la carenza di organico di diverse migliaia di unità della Polizia penitenziaria.
La problematica del sovraffollamento spesso impedisce ogni possibile progettualità in questo settore. Le strutture sportive sono carenti o del tutto assenti e in alcuni istituti di pena sono state addirittura sacrificate per costruire nuove strutture detentive.
Ma ci sono delle eccezioni. A maggio si è tenuto a Rebibbia, sotto l’egida della Lnd e con la partecipazione dell’ex arbitro di Serie A Sergio Coppelliti, un quadrangolare di calcio tra formazioni di detenuti. La selezione del carcere di Rebibbia è stata anche ospite a fine luglio a Coverciano dove ha sfidato una formazione di giocatori svincolati.
A BOLLATE LA PIÙ BLASONATA. La società più blasonata delle carceri italiane è quella del penitenziario di Bollate, attiva dalla stagione 2002-03 e guidata da Nazareno Prenna, insegnante di educazione fisica.
Nel palmares ha anche una vittoria nel campionato di Seconda categoria. Per un certo periodo funzionò come squadra mista: in casa era formata da soli detenuti, in trasferta, per ovviare alla questione dei permessi, i giocatori erano esclusivamente della Polizia penitenziaria.
DECIMAZIONI CAUSA INDULTO. A quanto pare i risultati erano molto altalenanti: tra le sbarre di casa si vinceva, in trasferta erano solo sconfitte. Risolta la questione, nel 2006, con un gruppo di giocatori rodato e agguerritissimo, la formazione fece i conti con un imprevisto: l’indulto. La rosa venne decimata dalla improvvisa libertà dei giocatori che lasciarono le celle abbandonando la selezione che finì ultima in classifica. Nella passata stagione ha disputato il campionato di Terza categoria finendo all'11esimo posto su 16 squadre.
SECONDINI NELL'ASTREA CALCIO. Nella galassia penitenziaria fa storia a sé l’Astrea Calcio.
La società nacque nel 1948 come una sorta di nazionale delle guardie carcerarie (allora era il Corpo degli agenti di custodia) è poi diventata una vera e propria formazione professionistica di proprietà del ministero della Giustizia. Ha militato per ben sei campionati consecutivi in Serie C2. Ora gioca in serie D.
ASSUNZIONI PER MERITI SPORTIVI. Negli anni per il reclutamento dei giocatori si è attinto dal Corpo di polizia penitenziaria, ma in alcuni casi per avere atleti di qualità si è ricorso a escamotage, come arruolare i giocatori acquistati, o bandire concorsi pubblici in cui si chiedevano esperienze calcistiche di livello e si prometteva a fine carriera un posto fisso nel Corpo.

Esperienze nel rugby: due formazioni (Torino e Monza) in serie C

Il quarterback di Nfl Michael Vick in azione.

Nell’universo penitenziario notizie incoraggianti vengono pure dal mondo del rugby.
Presso la casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino è attiva dal 2011 la squadra La Drola che milita nel campionato di Serie C. In un altro girone dello stesso campionato militano anche i Bisonti, formazione del carcere di massima sicurezza di Frosinone. È stata fondata di recente anche una squadra nel penitenziario di Monza.
GIOCATORE NFL IN GALERA. Chissà, se giocatori e campioni continuano a coltivare la loro immagine di bad boy potranno finire a arricchire le rose di una di queste squadre. Il precedente c’è.
Negli Stati Uniti il quarterback di Nfl degli Atlanta Falcons Michael Vick, dopo aver firmato uno stellare contratto da 130 milioni di dollari per 10 stagioni, finì dietro le sbarre nel 2008 per aver organizzato un’associazione criminale che organizzava duelli clandestini tra cani.
MILIONARIO DOPO IL CARCERE. Recluso nel penitenziario di Leavenworth in Kansas per più di un anno si tenne in allenamento giocando nel campo del carcere e, per non scontentare nessuno, schierandosi sia con i detenuti sia con le guardie carcerarie. Scontata la sua condanna, è tornato titolare nella Nfl disputando una stagione da star nel 2010. Ora ha firmato un contratto da 5 milioni di dollari per i New York Jets.
Dopo le partite nel campo del penitenziario per lui c’è stato un lieto fine. Lo stesso che si augurano i giocatori della Pallalpiede.

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