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BLITZ 17 Agosto Ago 2014 0808 17 agosto 2014

Camorra, arrestato il boss Aldo Gionta

Sicilia, in manette il boss Gionta. Ricercato da maggio.

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Un'auto dei carabinieri.

Il boss della camorra Aldo Gionta, ricercato dal maggio scorso per associazione mafiosa, è stato fermato da carabinieri a Pozzallo, nel Ragusano. L'uomo (figlio di Valentino, capo del clan di Torre Annunziata), che è stato bloccato mentre si imbarcava su un aliscafo diretto a Malta, era destinatario di un provvedimento di fermo emesso dalla Dda della procura di Napoli.
INDOSSAVA PARRUCCHE. Capelli corti, dimagrito, grandi occhiali a mascherare in parte il volto: Gionta è molto diverso rispetto alle foto scattate prima di darsi alla 'macchia' lo scorso 5 giugno, quando sfuggì a un blitz che portò in carcere dieci persone ritenute a lui vicine. Ciò nonostante, per evitare i controlli delle forze dell'ordine, come appurato nel corso delle indagini, nel recente passato non ha esitato a travestirsi perfino da donna, indossando parrucche che lo rendevano quasi irriconoscibile. Stratagemmi cui la sera de 16 agosto, nel porto siciliano dove è stato bloccato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata e della compagnia di Modica, non ha fatto ricorso.
Pronto ad imbarcarsi insieme ad altri tre insospettabili, tutti incensurati e ora accusati di favoreggiamento (saranno processati con rito direttissimo), su una nave diretta a Malta, provava molto probabilmente a fare perdere le proprie tracce trasferendosi all'estero. A un passo dalla fuga però, ha trovato i militari dell'Arma. Con sè aveva una carta d'identità falsa e mille euro in contanti.
ARRESTATI ALTRI TRE. Era in compagnia di tre persone, un uomo e due donne, arrestate per favoreggiamento personale. Dopo la notifica del provvedimento di fermo Aldo Gionta sarà trasferito nel carcere di Ragusa.
BLITZ ALL'IMBARCO. Aldo Gionta, 42 anni, è reggente del clan camorristico partenopeo dei Gionta di Torre Annunziata (Na), ed è figlio del più noto Valentino Gionta, storico boss e fondatore del clan, attualmente detenuto al 41-bis. Il blitz dei militari dell'Arma di Modica e Torre Annunziata è avvenuto alle 20:10 di sabato 16 all'imbarco dell'aliscafo per Malta. Militari in borghese, mimetizzati tra la folla, hanno atteso che Gionta passasse il controllo dei biglietti e lo hanno bloccato insieme a due donne e un uomo. Gionta è accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso ed era ricercato da giugno scorso per un provvedimento di fermo della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. I Gionta erano stati negli Anni 80 alleati a clan di Cosa Nostra operanti in provincia di Palermo e avevano combattuto, alleati dei Nuvoletta, contro la Nco di Raffaele Cutolo. Non è noto al momento se Gionta si sarebbe fermato a Malta o se aveva intenzione di proseguire verso qualche Paese nordafricano.
IL «BOSS POETA». Nel 2008 aveva destato scalpore la scoperta di alcuni 'pizzini' scritti dal «boss poeta» - Gionta fu soprannominato così proprio per la sua abilità nello scrivere messaggi agli affiliati al clan - e indirizzati anche al figlio Valentino jr., nei quali il padre lo invitava a «imparare a sparare con il kalashnikov». Il boss era stato bloccato un'altra volta mentre era prossimo a scappare lo scorso gennaio: fu fermato, valigie già pronte, assieme alla moglie.
Il ministro degli Interni, Angelino Alfano, si è complimentato con il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Leonardo Gallitelli per l'arresto: «Si tratta», ha detto Alfano, «dell'ennesimo segnale che lo Stato dà al territorio a garanzia e a tutela dei cittadini onesti. Chi delinque non può mai farla franca e, alla fine, viene sempre individuato e assicurato alla giustizia».

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