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APPRENSIONE 17 Agosto Ago 2014 1623 17 agosto 2014

Indonesia, naufraga barcone di turisti

15 dispersi a causa di una tempesta.

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L'isola di Lombok, in Indonesia.

Almeno 15 persone, di cui 10 turisti stranieri e cinque indonesiani, risultano disperse dopo il naufragio dell'imbarcazione su cui viaggiavano a Est dell'isola di Lombok, in Indonesia.
Sulla barca erano presenti in tutto 25 persone: 10 sono i passeggeri che sono stati tratti in salvo. Lo ha riportato la Bbc. I turisti tratti in salvo sono di nazionalità britannica, spagnola, neozelandese, tedesca, francese e olandese.
AFFONDATA PER UNA TEMPESTA. La barca naufragata tra le isole di Lombok e Komodo si è schiantata contro la barriera corallina a causa di una tempesta ed è affondata. Lo hanno spiegato i soccorritori alla Bbc, precisando che l'incidente è avvenuto la mattina del 16 agosto ma i passeggeri salvati sono stati soccorsi soltanto durante la notte.
«Abbiamo soccorso dieci stranieri, ma altri dieci stranieri e cinque indonesiani sono ancora dispersi. Abbiamo lanciato un'operazione di ricerca appena ne siamo stati informati», ha detto Budiawan, responsabile delle operazioni di soccorso.
Ma prima che si mettessero in moto i soccorsi, almeno cinque persone, in piena notte hanno avuto la fortuna di essere avvistati e salvati da pescherecci.
INCIDENTI IN MARE FREQUENTI. La zona in cui è avvenuto il naufragio, non lontana da Bali, è molto frequentata da turisti di tutto il mondo. Soprattutto l'isola di Komodo, dove si stava dirigendo l'imbarcazione, che è una zona protetta per la presenza del più grande varano al mondo, in via di estinzione.
Gli incidenti in mare sono frequenti in Indonesia perché le imbarcazioni sono quasi sempre troppo cariche e le misure di sicurezza insufficienti. Più rari invece quelli che riguardano le imbarcazioni di turisti, come in questo caso.
UN SOLO CANOTTO DI SALVATAGGIO. Drammatico il racconto di uno dei sopravissuti: «A mezzanotte di venerdì l'equipaggio ci ha detto di metterci i giubbotti di salvataggio. Non c'erano né radio, né Gps e nemmeno un computer di bordo. C'era solo un canotto di salvataggio per 25 persone. Abbiamo aspettato finché è stato possibile a bordo del barcone che si riempiva d'acqua», ha raccontato alla France presse un turista francese, Bertrand Homassel, da un hotel di Bima, sulla vicina isola di Sumbawa e che afferma di essere il solo francese che si trovasse a bordo.
«ABBIAMO BEVUTO LA NOSTRA URINA». «Sei persone sono salite sul canotto, mentre le altre sono salite sul tetto del barcone che non è affondato completamente. Abbiamo aspettato fino a mezzogiorno, eravamo a cinque chilometri dalla costa, ma c'erano grandi onde che ci allontanavano».
Alcuni dei suoi compagni di sventura sono stati presi dal panico. Il turista francese ha raccontato di aver impiegato circa sei ore con altri quattro per raggiungere a nuoto la spiaggia di un'isola deserta, quando era ormai mattina: «Lì abbiamo bevuto la nostra urina e mangiato delle foglie». Poi Homassel e gli altri quattro sono stati avvistati da uno yacht di passaggio e portati a Bima, sull'isola di Suryaman.

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