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EPIDEMIA 18 Agosto Ago 2014 1900 18 agosto 2014

Ebola, Msf: 6 mesi per fermare il contagio

Virus più veloce del previsto. Camerun chiude le frontiere.

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Monrovia (Liberia): un operatore sanitario si sciacqua dopo aver visitato dei malati affetti da ebola.

L'avanzata del virus Ebola procede più veloce del previsto e per fermare il contagio in Africa Occidentale ci vorranno almeno sei mesi, secondo le previsioni di Medici senza frontiere.
L'Europa, che sta adottando alcune misure per proteggersi dal virus, tira invece un sospiro di sollievo dal momento che si è rivelato negativo quello che poteva essere il primo caso europeo di Ebola. La donna britannica trovata morta a Vomp in Austria, dopo un viaggio in Nigeria, è infatti deceduta per altre cause. La 48enne era rientrata il 12 agosto in Tirolo, da un viaggio nel paese africano ed era morta poco dopo nella sua abitazione.
SOSPESI VOLI DI RIMPATRIO. Intanto Frontex, l'agenzia dell'unione europea per la gestione delle frontiere, ha deciso di sospendere fino a nuova decisione i voli di rimpatrio in Nigeria degli immigrati clandestini a causa dell'epidemia. «Alcuni Paesi», ha aggiunto la portavoce Ewa Moncure da Varsavia, sede di Frontex, fra cui l'Austria, hanno preso una decisione simile». E in Gran Bretagna tutte le università sono state allertate e istruite su come gestire un'eventuale focolaio di epidemia di Ebola.
VERTICE RINVIATO. Sul fronte africano c'è da segnalare la decisione del Burkina Faso, che pur non avendo registrato finora casi di contagio, ha scelto di rinviare sine die il vertice dell'Unione africana (Ua) su 'Occupazione e povertà' che avrebbe dovuto tenersi nella capitale Ouagadoudou dal 2 al 7 settembre.
IL CAMERUN CHIUDE LE FRONTIERE. E il Camerun ha chiuso le sue frontiere con la Nigeria per prevenire la diffusione del virus. «Preferiamo prevenire piuttosto che guarire», ha detto il ministro camerunese della Comunicazione e portavoce del governo, Issa Tchiroma Bakary. In Liberia invece, vicino Monrovia, Medici senza Frontiere ha iniziato domenica ad assistere pazienti in quello che diventerà il più vasto centro di trattamento dell'Ebola mai realizzato dall'organizzazione.
CENTRO PER 400 PAZIENTI. L'apertura del centro è avvenuta il giorno dopo l'irruzione nel centro di cura da parte di alcune decine di uomini che hanno saccheggiato e portato via pazienti e scorte. Il nuovo centro aperto da Msf è progettato per ospitare inizialmente 120 pazienti, e poi arrivare ad accoglierne 400. Come ha ricordato Joanne Liu, presidente dell'associazione «la situazione sta peggiorando più velocemente del previsto e il virus si muove più in fretta rispetto alla risposta che possiamo dare. Se non riusciamo a stabilizzare la Liberia», conclude, «non riusciremo mai a stabilizzare l'intera regione. Abbiamo bisogno di un impegno di mesi, almeno sei, direi. Tutti i governi devono agire ora se vogliamo contenere l'epidemia».

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