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MEDIO ORIENTE 18 Agosto Ago 2014 2312 18 agosto 2014

Gaza, tregua prolungata di 24 ore per negoziare

Annuncio di Hamas. Israele conferma.

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Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

La tregua a Gaza «è stata prolungata di altre 24 ore per completare i negoziati». Ad affermarlo per primo è stato un portavoce di Hamas, Izzat Risheq, via Twitter. A stretto giro di posta è arrivata la conferma da parte di Egitto e Israele.
Il Cairo ha dato il via libera al prolungamento della tregua di 24 ore proprio per consentire il proseguimento dei colloqui tra israeliani e palestinesi e la definizione di quello che si profila - salvo intoppi sempre possibili - come un primo accordo di massima per una «tregua duratura».
BOZZA IN OTTO PUNTI. La bozza d'intesa resa nota dalle tivù arabe sulla base di anticipazioni di fonte palestinese sarebbe articolata in otto punti, incentrata sull'attenuazione dell'embargo alla Striscia. E dunque: libero accesso ai materiali di costruzione, sotto il controllo Onu, avvio della ricostruzione a Gaza, fine del blocco ai trasferimenti monetari da e per la Striscia. Inoltre, sempre secondo le fonti della delegazione palestinese al Cairo, rappresentata da responsabili arrivati da Ramallah, Doha e Damasco, emerge un'intesa di massima pure sulla creazione di un porto commerciale. Un tema, questo, che però finirebbe su un ulteriore tavolo negoziale destinato nell'arco di un mese a esaminare gli 'aspetti collaterali' dell'opera infrastrutturale: gestione del porto e meccanismi d'ingresso.
ATTESO IL VIA LIBERA ISRAELIANO. Ora il governo Netanyahu, dopo aver confermato la proroga del cessate il fuoco di 24 ore, «deve dare luce verde» all'intesa complessiva, hanno spiegato fonti palestinesi. Una attesa riunione del gabinetto israeliano di sicurezza è stata per ora rinviata, mentre il premier Benyamin Netanyahu ha avvertito che l'esercito con la stella di Davide tornerà a colpire duramente se dovesse riprendere il lancio di razzi dalla Striscia. Netanyahu, nel pomeriggio, aveva del resto tuonato che Hamas «non può sperare di compensare una sconfitta militare con un successo politico» e che Israele respingerà ogni proposta che non tenga in debito conto i suoi interessi di sicurezza.
OBIETTIVO TREGUA DURATURA. Da Gaza, con una rinnovata veemenza propagandistica, Hamas ha negato da parte sua la sconfitta militare minacciando che un ipotetico prossimo round di combattimenti potrebbe avere come teatro Ashqelon, in territorio israeliano. Ma al di là delle bordate propagandistiche, sul piatto della trattativa nella quale i palestinesi sbandierano di aver raggiunto la gran parte delle richieste maturate ed evolutesi nel corso del negoziato, Israele potrebbe essere sul punto di dare il via libera a una tregua «duratura», forse di diverse settimane stralciando e rinviando alcuni nodi chiave per i palestinesi: dal via libera al porto al tema dei prigionieri. Puntando in cambio a ottenere garanzie sugli arsenali di Hamas e su una qualche «demilitarizzazione» di Gaza. Quel che è certo è che la doppia tregua di questi ultimi giorni ha sostanzialmente tenuto, al di là di qualche sporadica e contenuta fiammata di guerra. Mentre una ripresa del conflitto, che ha causato oltre 2 mila morti tra i palestinesi secondo fonti di Gaza - quasi 500 i bambini - e 67 sul fronte israeliano (inclusi cinque militari uccisi da fuoco amico), rischierebbe non solo di far diventare ancor più catastrofica l'emergenza umanitaria nella Striscia, ma anche d'infiammare ancor di più il Medio Oriente e il mondo arabo, scosso in queste ore dall'avanzata jihadista in Iraq e Libia.

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