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IL PERSONAGGIO 18 Agosto Ago 2014 1845 18 agosto 2014

Julian Assange, 15 cose da sapere sul fondatore di WikiLeaks

Tutto sul fondatore di WikiLeaks che rischia la pena di morte.

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Il tapis roulant che gli ha regalato l'amico regista Ken Loach, a quanto pare, non è servito a mantenerlo in salute.
La chioma biondo platino è rimasta la stessa. Ma alla conferenza stampa del 18 agosto, dopo due anni passati da rifugiato nell'ambasciata ecuadoriania di Londra, Julian Assange si è presentato emaciato e con la barba incolta.
DUE ANNI SENZA SOLE. Dopo più di 700 giorni di reclusione, 24 ore su 24 senza sentire la luce del sole diretta sulla pelle, il fondatore di WikiLeaks, l'antesignano dello scandalo Datagate, ha annunciato di essere pronto a lasciare la sede diplomatica.
La stampa inglese sostiene che soffra di problemi cardiaci. Lui ha smentito.
RISCHIA LA CONDANNA A MORTE. In ogni caso, fuori da quelle mura l'australiano più famoso del mondo rischia addirittura la condanna a morte per spionaggio, dopo una vita che sembra un film.
Ecco tutto quello da sapere su Mendax, il nome in codice che l'attivista si scelse da adolescente quando decise di fare il giustiziere attraverso lo schermo del pc.

Julian Assange durante la conferenza stampa del 18 agosto (©Ansa).

1. Figlio di divorziati, ha cambiato città 37 volte

Assange è un giornalista australiano, hacker e programmatore. Figlio di un'artista visuale e di un attivista pacifista, i suoi genitori hanno divorziato prima che nascesse.
La madre si è risposata più volte, l'ultima con un membro di una comunità New age con cui ha messo in piedi una piccola compagnia teatrale e itinerante.
Al seguito degli attori, Assange ha avuto un'adolescenza nomade. Ha cambiato 37 volte città e numerose scuole, prima di fermarsi a Melbourne. Anche per questo, ha spiegato lui stesso più tardi, ha trovato protezione dietro lo schermo di un pc.

2. Da hacker il suo nickname era Mendax

Assange ha studiato matematica e informatica all'Università di Melbourne, ma non si è mai laureato. Ha iniziato da giovanissimo l'attività di hacker: a 16 anni si faceva chiamare Mendax e firmava i suoi colpi con la sigla «Sovversivi internazionali» assieme a Trax e Prime Suspect.
Nella sua 'carriera' di pirata informatico ha violato i sistemi informatici di multinazionali delle armi, come Lockheed Martin, e banche internazionali come Citibank. E dei centri di sicurezza americana come Nasa e Pentagono, nonché dell'agenzia australiana per le comunicazioni sottomarine.

3. Condannato nel 1994 per violazione di un sistema informatico

Nel 1994 Assange è stato processato per aver violato il sistema informatico della Nortel, una società di telecomunicazioni canadesi.
Condannato, alla fine ha dovuto pagare solo 2.100 dollari di danni. La magistratura ha tenuto conto che non c'era scopo di lucro e che il ragazzo aveva avuto un'adolescenza piuttosto tormentata.

4. Ha svelato quasi 1 milione di documenti secretati

Dopo aver lasciato l'università, Assange è stato consulente della polizia australiana in indagini sulla pedopornografia. A 35 anni, però, ha fondato il sito WikiLeaks. E nel 2010 ha iniziato a pubblicare i documenti riservati e hackerati da Bradley (poi diventata Chelsea) Manning, il soldato Usa finito in carcere per aver trafugato decine di migliaia di documenti riservati.
Tra il luglio 2010 e l'aprile 2011, Assange ha diramato circa 90 mila file sulle guerra in Afghanistan, 500 mila su quella in Iraq, 250 mila cable diplomatici delle ambasciate americane nel mondo e infine i Guantanamo files, quelli sulla prigione dove gli Usa detengono i terroristi arrestati dopo gli attentati delle Torri Gemelle.
Il primo file pubblicato è stato il video che mostrava la strage di civili compiuta da un elicottero Usa nel 2007: morirono anche due cronisti della Reuters. I diari afgani e iracheni rivelano molti 'incidenti' e vittime civili dell'intervento americano.

5. Il Time l'ha definito il «Robin Hood degli hacker»

WikiLeaks è considerato il più grande scandalo per la sicurezza e la diplomazia americana. Nei faldoni ci sono tutti i cable: i rapporti cifrati sulle relazioni internazionali degli Stati Uniti.
Washigton non è riuscito a far fronte allo stillicidio di informazioni: leaks dopo leaks, i file sono stati diffusi in tutto il mondo tramite tre quotidiani, l'americano New York Times, il britannico Guardian e il tedesco Der Spiegel.
Ogni Paese è venuto a conoscenza dei giudizi americani sui propri capi di Stato e sui casi internazionali più di rilievo. Le opinioni su Assange si dividono tra chi lo definisce un attentatore della sicurezza, chi lo innalza a eroe e chi lo considera solo alla ricerca di notorietà, criticando la mancanza di selezione nella valanga di informazioni rovesciate sui media.
È stato incoronato come uomo dell'anno su numerose riviste, tra cui il Time che lo ha definito il «Robin Hood degli hacker».

6. Nella sua biografia (non autorizzata) s'è definito autistico

Nel 2011, l'editore Canongate ha pubblicato una biografia di Assange dal titolo WikiLeaks, inside Julian Assange’s war on secrecy (WikiLeaks, dentro la guerra di Julian Assange alla segretezza).
L'attivista australiano avrebbe bloccato il libro perché basato eccessivamente sulle vicende personali e non sulle sue istanze sociali e politiche.
Alcuni stralci sono stati pubblicati dal quotidiano inglese The Independent. Nel libro, Assange racconta la passione per l'hacking: «È il piacere della creazione stessa, di comprendere intimamente qualcosa e ricrearla». E la sua adolescenza dietro al pc: «Stavo cominciando a prendere la malattia degli hacker: non dormire, la curiosità senza fondo, univocità, e l’ossessione per la precisione».
Ha negato di essere affetto dalla Sindrome di Asperger. Ma ha dichiarato di essere un po' autistico. Aggiungendo: «Tutti gli hacker lo sono, e direi che tutti gli uomini lo sono».

  • Da sinistra a destra Carlo Sibilia, Maria Edera Spadoni, Mirella Liuzzi, Alessandro Di Battista, Angelo Tofalo e Paolo Bernini con Julian Assange (Beppegrillo.it).

7. Visa e Mastercard hanno bloccato i finanziamenti a WikiLeaks

Dal 2010 Mastercard e Visa hanno bloccato i finanziamenti a WikiLeaks. Anche se in parte i fondi per Assange sono passati attraverso la Wau Holland Foundation, un'Organizzazione non governativa senza scopo di lucro con base a Berlino che ha avuto, per questo, problemi con la giustizia tedesca.
Il film su WikiLeaks, aspramente criticato dall'attivista - We steal secrets di Alex Gibney - è stato un flop.
Nel 2013, intanto, è scoppiato lo scandalo Datagate. E Glenn Greenwald, il collaboratore del Guardian che ha ricevuto e diffuso le rivelazioni di Edward Snowden, ha già fondato un nuovo giornale, mentre Assange è rimasto per due anni chiuso dentro un'ambasciata.

8. Mandato di arresto per abusi sessuali e stupro

Sempre nel 2010, Assange è finito indagato dalla giustizia svedese per abusi sessuali e stupro. Le accuse gli sono state rivolte da due donne di cui si conosce solo l'età - hanno tra i 20 e i 30 anni - frequentate durante un soggiorno estivo nel Paese scandinavo.
Entrambe hanno avuto con l'attivista una storia di sesso poco piacevole e controversa. E alla fine l'hanno denunciato alla polizia.
La notizia è stata pubblicata il 21 agosto 2010 sul quotidiano svedese Expressen. Il giorno successivo Assange ha parlato di «giochi sporchi contro WikiLeaks». Ma è stato comunque arrestato e poi rilasciato su cauzione.
Quando sembrava che la storia fosse archivata, il 18 novembre 2010, il procuratore svedese Marianne Ny ha emesso un mandato di arresto nei suoi confronti. Che il 19 novembre è stato rilanciato dall'Interpol.

9. Le testimonianze: «Il più orribile rapporto sessuale della vita»

I fatti che sono costati il mandato d'arresto per Assange sono accaduti in una settimana, tra venerdì 13 e 20 agosto 2010.
Il fondatore di WikiLeaks era ospite di una ammiratrice, indicata nei verbali come Miss A. I due avevano flirtato e lui a un certo punto le avrebbe sfilato il vestito e rotto la collana che portava addosso. Lei «non avrebbe voluto spingersi oltre», ha riferito Miss A alla polizia. Ma Assange andava avanti «troppo velocemente». Al punto, ha dichiarato poi lei, che era «troppo tardi» per fermarlo. Non aveva un preservativo e quando lei gli aveva chiesto di usarlo, l'attivista le aveva impedito di muoversi. Per Miss A è stato «il più orribile rapporto sessuale» della sua vita, «il peggiore al mondo» e «violento». Tuttavia ha continuato a ospitarlo a casa senza più andarci a letto.
MISS W DOPO MISS A. Assange, però, aveva trovato subito un'alternativa: Miss W. I due avevano avuto diversi rapporti sessuali protetti, nonostante lui avesse sempre usato il preservativo controvoglia.
Secondo il racconto della donna una mattina, mentre lei era addormentata, lui aveva cominciato un rapporto senza protezioni. Lei si era svegliata e gli aveva chiesto spiegazioni. Stessa conclusione: in farmacia per chiedere la pillola del giorno dopo.
DENUNCIA SENZA I TEST. Assange aveva assicurato di non avere l'Hiv, ma quando Miss W gli aveva domandato di farsi le analisi per le malattie veneree lui si era rifiutato.
Miss A e Miss W avevano continuato a fare pressioni per il test, minacciando di andare dalla polizia. Assange, tuttavia, aveva accettato solo la sera del 20 agosto 2010: era venerdì e i laboratori di analisi erano chiusi. E Miss A e Miss W avevano presentato denuncia.

10. Il Partito pirata svedese gli aveva offerto protezione

Prima di essere incriminato per molestie sessuali, Assange aveva addirittura pensato di trasferirsi in Svezia. Aveva infatti scelto la nazione scandinava come sede per ospitare i server di WikiLeaks.
Il Pirate party, il Partito pirata svedese, gli aveva assicurato assistenza tecnica, accesso alla Rete e soprattutto protezione politica. Se qualcuno avesse provato a entrare nei locali, sarebbe stata una violazione della legge svedese sui partiti e della libertà di espressione.
Assange aveva valutato il trasferimento a Stoccolma e aveva chiesto anche il permesso di soggiorno.

11. Il presidio della polizia all'ambasciata costa 4 mln di sterline l'anno

Quando è stato raggiunto dal mandato di arresto per abusi sessuali, Assange si trovava a Londra. Per paura di essere consegnato agli Usa, che l'hanno messo nel mirino per spionaggio, l'uomo ha chiesto asilo politico all'Ecuador che gliel'ha concesso il 16 agosto 2012. Da allora ha vissuto dentro le quattro mura della sede diplomatica.
Otto agenti della polizia inglese stazionano 24 ore su 24 appena fuori dall'ambasciata (per un costo calcolato in 4 milioni di sterline l'anno). L'amico regista Loach gli ha regalato un tapis roulant per tenersi in forma. Mentre per sopperire alla mancanza di luce, l'australiano si è sottoposto a frequenti lampade.
È stato come vivere «su una stazione spaziale», ha dichiarato Assange, «le circostanze fisiche sono difficili, tuttavia lavoro ogni giorno. La mia testa non è confinata».

12. Il suo avvocato è la futura moglie di George Clooney

Tra i suoi sostenitori ci sono molte star di Hollywood. Oltre a Loach, infatti, anche Michael Moore e Oliver Stone hanno versato fondi in favore di Assange: secondo il New York Times i due registi hanno donato al fondatore di WikiLeaks oltre 300 mila dollari.
Tra gli avvocati di Assange figura anche Amal Alamuddin, fidanzata e futura moglie del premio Oscar George Clooney.

13. Per lui Internet è diventato lo «strumento del totalitarismo»

In questi due anni, confinato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, Assange ha continuato a lavorare. WikiLeaks ha pubblicato 2 milioni di Syria files, documenti sulla crisi di Damasco. Nel 2012 è uscito anche il libro - la traduzione italiana è stata criticata - Internet è il nemico: conversazione con Jacob Appelbaum, Andy Müller-Maguhn e Jérémie Zimmermann, in cui prevede un futuro distopico e dove il web, «il più grande strumento della nostra emancipazione, è stato trasformato nel più pericoloso aiutante del totalitarismo».

14. A novembre 2013 l'incontro col Movimento 5 stelle

A novembre 2013 una rappresentanza del Movimento 5 stelle della Camera ha incontrato Assange all'ambasciata dell'Ecuador a Londra.
«Lo abbiamo trovato in buona salute e motivato, forse un po’ pallido, ma d’altro canto non vede il sole da molti mesi», hanno fatto sapere i parlamentari sul blog del leader Beppe Grillo.
I deputati hanno spiegato di condividere con il fondatore di WikiLeaks le battaglie per la trasparenza: «Nascondere le informazioni è uno dei tanti modi che i potenti hanno per accrescere il proprio potere personale». Julian è un combattente, hanno poi scritto sul blog del comico: «Comandante ribelle sotto assedio».
L'incontro si è concluso con la foto di rito e un ringraziamento al ministro degli Esteri dell'Ecuador: «Incontrare Assange», è stata la conclusione del post, «significa andare oltre».

15. Con l'estradizione, Assange rischia la pena di morte per spionaggio

Se Assange dovesse essere estradato in Svezia e poi consegnato alla giustizia americana, rischia addirittura la pena di morte. Se, infatti, gli venisse contestata l'accusa di «violazione del divieto penale della pubblicazione di informazioni riservate pregiudizievoli per la difesa nazionale statunitense», l'uomo rischia la pena capitale.
Tuttavia, in questo caso dovrebbero essere imputati e condannati con lui anche i direttori di New York Times, Guardian e Spiegel.

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