LONDRA 18 Agosto Ago 2014 0840 18 agosto 2014

WikiLeaks, Julian Assange sta male

Chiuso da due anni nell'ambasciata ecuadoregna.

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Julian Assange sta male ed è vicino alla resa. Il co-fondatore di WikiLeaks, rinchiuso da due anni nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, si trova in pessime condizioni di salute ed è pronto a consegnarsi «presto» alle autorità per curare i suoi problemi cardiaci.
Lo ha detto lui stesso il 18 agosto (guarda le foto), anche se non ha confermato che la decisione sia dovuta proprio alla malattia.
«INDAGINE AGGRESSIVA». Presentandosi in conferenza stampa visibilmente provato, pallido in volto e con la barba, Assange non ha fornito ulteriori dettagli sulle tempistiche della sua uscita, concentrandosi sulla difesa dalle accuse mosse contro di lui, compresa quella di stupro in Svezia. «È tutto falso, sono solo speculazioni», ha detto. «Sono detenuto in questo Paese senza incriminazione da quattro anni e in ambasciata da due anni senza aree esterne. È un ambiente in cui qualsiasi persona di buona salute avrebbe prima o poi delle difficoltà». Poi ha attaccato: «C'è un'aggressiva indagine da parte degli Stati Uniti contro di me».
ARITMIE E PRESSIONE ALTA. Come ricostruito dai media britannici, l'uomo che ha svelato al mondo documenti top secret degli Stati Uniti e di altri Paesi ha vissuto dal 2012 in una piccola stanza senza finestre nell'ambasciata ecuadoregna (che gli ha dato asilo).
La mancanza di movimento, di aria e di luce solare gli hanno causato aritmie cardiache e un innalzamento della pressione arteriosa. Inoltre l'aria secca del condizionatore gli ha provocato seri danni a un polmone, rivelati da una tosse continua.
SPAZI LIMITATI, NIENTE LUCE SOLARE. Gli integratori non bastano a compensare la carenza di vitamina D, prodotta nell'organismo dalla luce solare, e Assange rischia patologie come diabete, osteoporosi e demenza.
Nonostante gli spazi limitati e le gravi condizioni di salute, l'uomo passa le sue giornate a lavorare su molti computer, risponde a decine di telefonate e legge la posta, continuando a gestire WikiLeaks. Ha anche un tapis roulant sul quale può concedersi una corsa, ma sempre al chiuso.
AUTORITÀ PRONTE AD ARRESTARLO. Il Foreign Office inglese si è però rifiutato di consentire il trasporto in ospedale di Assange, dichiarando che lo avrebbe fatto arrestare appena avesse messo piede fuori dall'edificio. Non a caso un elicottero di Scotland Yard pattuglia dal cielo la zona dell'ambasciata a Knightsbridge, dove si è redunata una folla di attivisti e di cronisti oltre a numerosi agenti.
RISCHIA L'ERGASTOLO. Il 43enne australiano è ricercato dalla giustizia svedese, che intende ascoltarlo dopo le accuse di stupro nei suoi confronti. Il leader di WikiLeaks teme di essere poi consegnato alle autorità statunitensi, pronte a chiedere una sua condanna all'ergastolo dopo la pubblicazione di decine di migliaia di documenti diplomatici riservati.
SPESI 8,5 MILIONI PER SORVEGLIARLO. Assange ha protestato per i soldi che la Gran Bretagna spende per sorvegliarlo 24 ore su 24: finora 7 milioni di sterline (8,5 milioni di euro). «Ci sono problemi più seri di WikiLeaks», ha detto al Mail on Sunday. Ma per il Grande fratello, chi si ribella al sistema deve essere perseguitato a qualunque costo, fino alla fine.

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