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UCCISIONE 19 Agosto Ago 2014 2350 19 agosto 2014

James Foley, reporter sempre in prima linea decapitato dai jihadisti

Era scomparso da 636 giorni. Prima della Siria era già stato rapito in Libia.

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James Foley, giornalista freelance americano rapito in Siria.

James Foley, 40 anni, era un reporter in prima linea nei conflitti più cruenti, in Afghanistan, in Libia, in Siria.
È stato brutalmente ucciso e l'Isis ha rivendicato il 19 agosto la decapitazione.
Fu già vittima di un rapimento, nell'aprile del 2011, mentre era impegnato a seguire la rivolta che ha rovesciato il leader libico Muammar Gheddaf.
VETERANO DELLA GUERRA. Aveva una grande passione per il suo lavoro e molta esperienza. Era un veterano del giornalismo di guerra.
Ma questo non è bastato a salvargli la vita.
Quando è stato preso in Siria, il 22 novembre 2012 nelle vicinanze di Taftanaz, nella provincia Nord-occidentale di Idlib, stava seguendo la guerra civile siriana, iniziata un anno anno e mezzo prima, nella zona più pericolosa.
SCRIVEVA PER IL GLOBAL POST. Inviava i suoi reportage al Global Post, riferiva della frustrazione dei cittadini di Aleppo per il perdurare del conflitto: fu fermato assieme al suo autista e al suo traduttore, poi rilasciati, da quattro uomini armati di kalashnikov.
Poi si erano perse le sue tracce.
IL SILENZIO, POI LA MOBILITAZIONE. Inizialmente la sua famiglia aveva scelto di mantenere il silenzio, sperando che la discrezione aiutasse gli sforzi per raggiungere la sua liberazione.
Ma dopo numerose settimane di attesa, ha deciso di cambiare strategia e ha creato un sito (www.freejamesfoley.com), una pagina Facebook e un account Twitter dedicate al rapimento.
PERSE LE SUE TRACCE DA 636 GIORNI. Ha iniziato a diffondere foto in cui lo si può vedere al lavoro, con il giubbotto anti-proiettile e una telecamera, tra edifici distrutti dalle bombe, o anche in famiglia, a Natale, con un cappellino rosso e bianco.
E ha messo un contagiorni: da quando è scomparso ne sono trascorsi, fino al giorno del video, 636.
La notizia della sua decapitazione si è diffusa come un lampo nei media Usa.
ERA GIÀ STATO RAPITO IN SIRIA NEL 2011. In molti hanno ricordato come con determinazione fosse partito per la Siria nonostante nell'aprile del 2011 fosse già stato rapito nell'Est della Libia, da un gruppo di sostenitori del regime di Gheddafi. Un'esperienza che non lo aveva indotto a cambiare lavoro.

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