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SCONTRI IN MISSOURI 20 Agosto Ago 2014 2133 20 agosto 2014

Ferguson, nuove proteste in strada: decine di arresti

In città il ministro della Giustizia.

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Missouri, un poliziotto lancia lacrimogeni per disperdere i manifestanti.

A Ferguson, dopo che anche la notte del 19 agosto ha tenuto scena la piazza per l'uccisione del 18enne nero Michael Brown da parte di un poliziotto, è comparso il ministro della Giustizia, Eric Holder.
ALTRA NOTTE DI SCONTRI. Nella protesta più pacifica degli ultimi dieci giorni nella cittadina del Missouri, nella notte si sono comunque verificati tafferugli con la polizia, dopo che alcuni manifestanti hanno lanciato bottiglie contro i poliziotti, ancora una volta in tenuta antisommossa, che non hanno usato i lacrimogeni ma hanno arrestato 47 persone.
La tensione rimane alta, anche dopo l'uccisione di un altro 23enne afroamericano poco lontano da Ferguson. Così in città è arrivato il ministro, mandato dal presidente Usa Barack Obama, dopo le insistenti richieste dei cittadini per una sua presenza sul posto.
La popolazione afroamericana di Ferguson non si fida della giustizia locale e sul luogo sono arrivati una settimana fa 40 agenti dell'Fbi che hanno già interrogato oltre 100 testimoni.
INCHIESTA «EQUA E APPROFONDITA». Il ministro della Giustizia ha promesso un'inchiesta «equa e approfondita» e ha deciso di incontrare anche i genitori di Michael Brown i cui funerali sono previsti per lunedì 25 agosto.
«Dal giorno dell'uccisione di Michael Brown, la nazione e il mondo hanno assistito ai disordini che hanno attanagliato Ferguson», si legge in una lettera aperta che Holder ha inviato alla comunità di Ferguson. «Dai manifestanti prevale la richiesta di risposte sulle circostanze della morte di questo giovane e una ampia preoccupazione sullo stato del nostro sistema giudiziario. In un momento in cui tutto potrebbe sembrare incerto, la gente di Ferguson può avere fiducia che il dipartimento di Giustizia voglia appurare in un modo giusto e approfondito cosa sia esattamente successo», continua la nota.
PROVE CONTRO IL POLIZIOTTO. La visita del ministro della Giustizia coincide con la convocazione del Gran Giurì locale, con il compito di esaminare le prove contro il poliziotto Darren Wilson (secondo l'autopsia indipendente, il giovane è stato colpito da sei proiettili, due dei quali alla testa ) e dovrà decidere se incriminarlo per l'uccisione di Michael. Nessuno sa dove sia dopo che la polizia ha deciso di allontanarlo da casa per le minacce ricevute, ma la solidarietà nei suoi confronti cresce su Facebook dove il profilo aperto per sostenerlo ha già superato i 30 mila «mi piace».
Intanto, crescono le richieste per far rimuovere il pubblico ministero Bob McCulloch del Missouri dal caso di Michael Brown. La famiglia del giovane ha tentato invano di ottenere la sua ricusazione, in quanto teme che possa non essere imparziale a causa dei suoi legami con il dipartimento di polizia. Il padre di McCulloch era un agente che venne ucciso da un nero, la madre è impiegata per il dipartimento, il cugino e lo zio sono pure poliziotti. Ma il pubblico ministero ha fatto sapere che non intende rinunciare al caso.

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